Le aziende che beneficiavano, a livello nazionale, dell’adempimento collaborativo (“Cooperative compliance”), fino al 31 dicembre 2023, ossia quando la soglia era pari a un miliardo di euro, erano circa un centinaio.
In Sicilia, attualmente, sono meno di dieci le imprese che possono avvalersene. Sono infatti pochissime le aziende siciliane che, ad oggi, rientrano nella soglia minima di accesso per il biennio 2024/2025, fissata in un volume d’affari o di ricavi pari ad almeno 750 milioni di euro.
Dal 1° gennaio 2026, però, la soglia scenderà a 500 milioni di euro, per cui le imprese siciliane che potenzialmente potrebbero rientrare nel regime di collaborazione diventerebbero circa 50. Potrebbero arrivare addirittura a 130 nel 2028, quando il limite minimo diminuirà ulteriormente, passando a 100 milioni di euro.
Il regime di adempimento collaborativo, o Cooperative compliance, è stato istituito con il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente. Successivamente, è stato integrato dal decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 221. La legge delega per la riforma fiscale (n. 111/2023) ha infatti inteso potenziare il regime, ampliando la platea dei contribuenti interessati e rafforzandone gli effetti premiali.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inoltre emanato il decreto del 29 aprile 2024, con cui è stato approvato il Codice di condotta per i contribuenti aderenti al regime di adempimento collaborativo.
Si tratta di un regime che, attraverso la comunicazione preventiva e la cooperazione rafforzata tra Amministrazione finanziaria e contribuenti dotati di un sistema strutturato di gestione del rischio fiscale, mira principalmente a rafforzare la fiducia dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione e, in particolare, verso gli uffici fiscali.
Un obiettivo che rappresenta un salto di qualità nell’azione dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.
Tale finalità viene perseguita mediante una interlocuzione costante e preventiva con il contribuente, anche attraverso l’anticipazione del controllo, al fine di valutare congiuntamente le situazioni potenzialmente generatrici di rischio fiscale e prevenire il contenzioso.
Il regime comporta impegni reciproci sia per l’Amministrazione finanziaria sia per i contribuenti ammessi, rispondendo all’esigenza di certezza e stabilità nell’applicazione delle norme tributarie e di riduzione del contenzioso.
Un vantaggio non solo per le imprese, ma anche per la Pubblica Amministrazione, che potrà concentrare le risorse sul contrasto alle frodi fiscali più gravi.
Lo ha confermato anche il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, intervenuto lo scorso 1° dicembre a Palermo nel corso del convegno “Patti chiari, per imprese forti”, presso la sede di Sicindustria.
Possono aderire al regime i contribuenti dotati di un efficace Tax Control Framework (TCF), ossia un sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. L’adesione è volontaria e deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate tramite l’apposito modello, corredato dalla certificazione del sistema.
L’appartenenza al regime comporta numerosi benefici premiali, tra cui: procedure di interpello abbreviate, riduzione o esclusione delle sanzioni, esonero dalle garanzie per i rimborsi, riduzione dei termini di accertamento e, in presenza di specifiche condizioni, anche una causa di non punibilità penale.
Con il Dlgs n. 221/2023 è stato inoltre introdotto l’articolo 7-bis, che consente l’accesso al regime anche ai contribuenti privi dei requisiti dimensionali, previa adozione di un sistema di controllo del rischio fiscale. Tali soggetti beneficiano di ulteriori agevolazioni, rafforzate dal Dlgs n. 108/2024.
La scelta ha una durata biennale, è irrevocabile e si rinnova automaticamente, salvo revoca espressa.
In Sicilia, infine, è stato potenziato il ruolo di ascolto e accompagnamento delle Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate, a supporto delle imprese e dei professionisti del territorio.
Un’attività di informazione, sensibilizzazione e formazione che risulta oggi essenziale per la piena riuscita del progetto.
Salvatore Forastieri