L’affare ad alta quota: privati e regioni tra le nuvole dell’elisoccorso

La relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta della Regione Siciliana, approvata il 28 aprile 2026, analizza le gravi criticità emerse nell'affidamento del servizio di elisoccorso di emergenza 118

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L’ennesivo affare all’italiana. Sì perché, nel nostro paese, l’emergenza viaggia sulle ali di società private, mentre il pubblico firma assegni in bianco. Dietro il battito delle pale degli elicotteri che solcano i nostri cieli per salvare vite, si nasconde un sistema complesso, un connubio tra Servizio Sanitario Nazionale e colossi dell’aviazione privata che fatturano milioni di euro a suon di appalti pluriennali. Se il medico è pubblico, la “macchina” è un affare privato. E che affare.

L’elisoccorso interviene principalmente in due modalità. Quello cosidetto primario (SAR/HEMS), quando l’elicottero va direttamente sul luogo dell’evento (strada, pista da sci, bosco) e trasporta il paziente all’ospedale più idoneo (non necessariamente il più vicino). E quello definito secondario (Trasporto Interospedaliero), quando riguarda il trasferimento di un paziente critico da un ospedale periferico a un centro specializzato (Hub).

Un monopolio di fatto?

Mentre le Regioni si scontrano con i tagli alla sanità territoriale, il capitolo di spesa per l’HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) resta blindato. Il mercato è in mano a pochi nomi che si spartiscono lo Stivale: Avincis (il gigante che ha inghiottito la flotta di Babcock), la torinese Airgreen, la foggiana Alidaunia e la storica Elitaliana.

Il modello è il solito “partenariato” all’italiana: lo Stato mette il camice (medici e infermieri rianimatori), il privato mette il metallo e il carburante. Un servizio essenziale, certo, ma con costi che farebbero tremare i polsi a qualsiasi assessore al bilancio.

Il tassametro del cielo

Quanto ci costa volare? Le cifre sono da capogiro. Una singola base operativa H24 può costare alla collettività tra i 3 e i 5 milioni di euro l’anno. Non è solo il volo in sé, che viene fatturato intorno ai 30 euro al minuto, ma è il “diritto di chiamata”. Il canone fisso per tenere il mezzo fermo in piazzola, pronto a scattare, può sfiorare i 300.000 euro al mese.

Le Regioni, dal canto loro, provano a mettere pezze ai bilanci rincorrendo gli escursionisti imprudenti. Se ti rompi una caviglia in montagna per un selfie di troppo, in Veneto o in Lombardia rischi una fattura che può superare i 7.000 euro. Un modo per dire: il soccorso è un diritto, ma la negligenza si paga a peso d’oro.

La struttura dei costi

Per ogni singola base HEMS (es. una base operativa 24h), lo Stato sostiene circa diverse spese. Innanzitutto un canone fisso mensile che serve a coprire la disponibilità immediata del mezzo, dei piloti, dei tecnici e la manutenzione. Si aggira tra i 150.000€ e i 300.000€ al mese per base (circa 2-3 milioni di euro l’anno per elicottero). A questo si aggiunge una quota variabile, in funzione alle ore di volo) Oltre al fisso, la Regione paga per ogni minuto o ora di volo effettiva. Il costo varia dai 1.500€ ai 2.500€ per ora di volo (o circa 25-35€ al minuto). Ovviamente c’è anche un costo per il personale sanitario preposto al servizio. Un costo che è a parte, poiché medici e infermieri sono dipendenti del SSN. La gestione di un’equipe dedicata per una base costa mediamente 700.000€ – 1.000.000€ l’anno. I costi per il noleggio e la gestione del servizio di elisoccorso sono estremamente elevati e variano in base alla Regione, alla complessità del territorio e al numero di basi attive.

Il sistema di pagamento che lo Stato (attraverso le Regioni) versa alle società private si divide solitamente in due componenti: una quota fissa (canone) e una quota variabile (legata all’uso effettivo).

Esempi di appalti regionali (Dati 2025-2026)

Le cifre complessive sono imponenti perché gli appalti sono solitamente pluriennali (5-9 anni). In Sicilia un recente bando per la gestione di 6 basi regionali ha un valore di circa 81,5 milioni di euro per pochi anni. Per la sola base di Palermo (H24), il canone fisso trimestrale è stimato in oltre 1 milione di euro (IVA inclusa). La Regione Sardegna ha recentemente bandito una gara da ben 190 milioni di euro per un servizio di lunga durata su più basi. In Toscana, invece, la gestione complessiva del servizio regionale (che comprende 3 elicotteri principali) costa alle casse pubbliche circa 16-18 milioni di euro l’anno.

L’allarme della commissione regionale Antimafia siciliana

La relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta della Regione Siciliana, approvata il 28 aprile 2026, analizza le gravi criticità emerse nell’affidamento del servizio di elisoccorso di emergenza 118. L’indagine è stata avviata nel luglio 2025 a seguito di segnalazioni riguardanti possibili violazioni delle norme anticorruzione e anomalie nelle procedure di gara. In sintesi, la relazione evidenzia diverse criticità nella gestione del servizio. La relazione della commissione Antimafia, approvata oggi, è stata inviata all’Anac, alla Procura della Repubblica del tribunale di Palermo, alla Corte dei Conti, al presidente della Regione Siciliana, all’Assessore regionale per la Funzione pubblica e le autonomie locali, all’Assessore regionale per la Salute e all’Assessore regionale per l’Economia. 

Criticità nel personale e negli incarichi

Mancata Rotazione del RUP: L’incarico di Responsabile Unico del Progetto (RUP) è stato affidato al dott. Emanuele di Paola, già titolare di numerosi incarichi milionari. Ciò viola il principio di rotazione previsto dalle norme anticorruzione e dal PIAO regionale, che classifica la gestione di questo appalto come ad alto rischio corruttivo.

Consulenze Esterne: È stato contestato il conferimento di un incarico di supporto legale da 52.000 € a un professionista esterno scelto dal RUP, senza una verifica preventiva di professionalità interne all’amministrazione.

Anomalie nelle procedure di gara e proroghe

Abuso delle Proroghe: Dal 2021, il servizio è stato sistematicamente prorogato al gestore uscente (AVINCIS, ex Babcock). L’ANAC ha ritenuto tali proroghe illegittime, imputandole a inefficienze organizzative piuttosto che a reali urgenze imprevedibili.

Procedura Negoziata Ingiustificata: La Regione ha attivato una procedura negoziata senza bando nel maggio 2025 (per oltre 17 milioni di €) nonostante fosse già pendente una gara aperta. L’ANAC ha confermato l’insussistenza dei presupposti di urgenza per tale scelta.

Problemi strutturali e di vigilanza

Centrale Unica di Committenza (CUC): La gara avrebbe dovuto essere gestita dalla CUC (unico soggetto qualificato), ma è stata condotta dal Dipartimento della Pianificazione Strategica, che ha giustificato l’accentramento con la carenza di personale presso la CUC (solo 8 funzionari).

Sistema Anticorruzione Inefficace: Il Responsabile della prevenzione della corruzione (RPCT) regionale è risultato privo di poteri incisivi, con un ufficio sottodimensionato e una rete di referenti che coincide con i dirigenti vigilati, creando un potenziale conflitto di interessi.

Risoluzioni e sviluppi recenti

Nuovi Affidamenti: A seguito dell’intervento dell’ANAC, la Regione ha avviato una collaborazione con la Regione Abruzzo. Nel gennaio 2026, le basi di Caltanissetta e Catania sono state affidate al nuovo aggiudicatario Alidaunia.

Richieste al Governo Regionale: La Commissione chiede con urgenza di potenziare il personale della CUC, riformare il sistema anticorruzione rendendo il RPCT più indipendente e imporre obblighi informativi rigorosi quando si deroga al principio di rotazione degli incarichi.

Tecnologia e business

In Italia, la proprietà e la gestione tecnica degli elicotteri per il soccorso non appartengono allo Stato, ma a società private specializzate che vincono appalti pubblici regionali. Queste aziende forniscono il mezzo, i piloti e i tecnici di volo. Gli elicotteri non sono semplici mezzi di trasporto, ma sale rianimatorie volanti. I modelli di punta, come l’AW139 della Leonardo (ex Finmeccanica), costano fino a 15 milioni di euro l’uno. Per i privati, l’investimento è massiccio, ma i ritorni sono garantiti da appalti blindati che, come nel caso recente della Sicilia o della Sardegna, mettono sul piatto cifre che oscillano tra gli 80 e i 190 milioni di euro. Gli elicotteri utilizzati sono quasi tutti di produzione Leonardo (ex AgustaWestland) o Airbus Helicopters. Anche se la proprietà è privata, durante il servizio questi mezzi sono considerati a tutti gli effetti “aeromobili di Stato” per quanto riguarda le priorità di volo e le norme di pubblica sicurezza.

Il paradosso è tutto qui: in un’Italia dove i pronto soccorso chiudono e le ambulanze scarseggiano, l’elisoccorso brilla per efficienza tecnologica. Resta però il dubbio di fondo: è possibile che un servizio così critico debba dipendere quasi totalmente dalle logiche di profitto di pochi grandi operatori privati?

Roberto Greco

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