Il 2025 dell’agricoltura italiana: 10 miliardi di erogazioni e una svolta digitale che cambia il volto del settore

Il traguardo è senza precedenti: nel 2025 sono stati erogati complessivamente oltre 10 miliardi di euro, con un incremento del 24,8% rispetto all'anno precedente. E se si allarga lo sguardo al triennio 2023-2025, il totale delle risorse immesse nel sistema primario dall'Agenzia supera i 15 miliardi di euro

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agricoltura italiana rapporto AGEA
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Dieci miliardi di euro in un solo anno per l’agricoltura italiana. Un numero che non è mai stato raggiunto prima nella storia dell’agricoltura italiana. È questo il dato che emerge con forza dal secondo Annual Report dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), presentato lo scorso 4 giugno alla Tenuta Pantano Borghese, a Monte Compatri, davanti a una platea di oltre 350 ospiti, di cui più di due terzi rappresentanti del mondo agricolo.

Il traguardo è senza precedenti: nel 2025 sono stati erogati complessivamente oltre 10 miliardi di euro, con un incremento del 24,8% rispetto all’anno precedente. E se si allarga lo sguardo al triennio 2023-2025, il totale delle risorse immesse nel sistema primario dall’Agenzia supera i 15 miliardi di euro. Numeri che raccontano non solo l’entità del sostegno pubblico a un settore strategico, ma anche, e forse soprattutto, la trasformazione profonda di un’istituzione che si sta reinventando come infrastruttura tecnologica al servizio degli agricoltori e delle politiche agricole nazionali.

Un pilastro dell’economia nazionale

L’agricoltura italiana si conferma un’infrastruttura strategica fondamentale per il Paese. Il valore complessivo del sistema agroalimentare supera i 700 miliardi di euro, contribuendo per circa il 15% al PIL nazionale. Un comparto che detiene la leadership europea per valore aggiunto agricolo, con oltre 44 miliardi di euro. In questo scenario, Agea evolve da mero ente erogatore a infrastruttura pubblica strategica, garantendo stabilità finanziaria e competitività internazionale a un settore che è cuore pulsante del Made in Italy.

La ripartizione dei fondi: tutti i canali in crescita

La crescita delle erogazioni nel 2025 ha interessato trasversalmente tutti i principali strumenti di sostegno, con incrementi a doppia cifra in ciascuna delle linee di intervento.

Il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr) ha superato i 5,1 miliardi di euro, segnando un incremento del 35,2% rispetto al 2024. Si tratta dei contributi destinati a interventi strutturali, misure agroambientali, sostegno alle zone svantaggiate e investimenti aziendali.

Il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga), gli aiuti diretti ai produttori, il classico “pagamento PAC” per ettaro, ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro, con un aumento del 10,8% sul 2024. A questi si sommano i pagamenti settoriali per vino, olio, ortofrutta e zootecnia.

Ma sono gli aiuti nazionali a registrare la crescita più impressionante: 241 milioni di euro, con un balzo del 141% rispetto all’anno precedente. Significativo anche l’aumento degli aiuti agli indigenti, che hanno raggiunto i 182 milioni di euro (+63,4%), e della gestione del rischio, che ha superato i 12 milioni di euro con un incremento del 149%.

Una programmazione chiusa senza sprechi

Tra i dati più significativi del Report c’è la chiusura della programmazione dello sviluppo rurale 2014-2022 con un utilizzo delle risorse superiore al 99%. L’Agenzia ha di fatto azzerato il rischio di disimpegno automatico dei fondi europei, un risultato che testimonia la capacità dello Stato di supportare il sistema produttivo senza lasciare risorse inutilizzate. Per lo sviluppo rurale, in particolare, il tasso di utilizzo ha raggiunto il 99,6% delle risorse disponibili.

La rivoluzione digitale: AgeaIT e il governo dei dati

Cuore della trasformazione è il progetto AgeaIT, previsto dal disegno di legge “ColtivaItalia”, che trasforma Agea in un polo tecnologico pubblico. L’Agenzia gestisce oggi oltre 230 terabyte di dati e internalizza competenze avanzate in cybersecurity, intelligenza artificiale e monitoraggio satellitare.

Grazie alla Carta Nazionale dell’uso del Suolo e all’AMS, Area Monitoring System, si effettuano controlli continui sulle superfici, riducendo di fatto le contestazioni a posteriori. È il Fascicolo Aziendale “Intelligente” che consente l’evoluzione verso un sistema che suggerisce dati già disponibili nelle banche dati pubbliche, riducendo la necessità di inserimento manuale. La domanda Unificata è l’integrazione tecnologica che accorcia i tempi di istruttoria e rende l’Amministrazione proattiva.

Come ha sottolineato il direttore di Agea, Fabio Vitale: «Non è più l’agricoltore che deve adattarsi alla complessità burocratica, bensì un’Amministrazione che deve essere capace di anticiparne i bisogni». E ancora: «Il vero indicatore di performance è la qualità del servizio: tempestività, prevedibilità e affidabilità». Agea si dice pronta a guidare la transizione “verso una Pac post-2027 più accessibile e basata sui dati”.

Legalità e controllo: il braccio operativo di Agecontrol

Nel 2025, Agecontrol, la società pubblica partecipata al 100% da Agea, attiva nelle attività di controllo e vigilanza nel settore agroalimentare, ha effettuato 116.788 interventi su aiuti per circa 667 milioni di euro. Nel settore ortofrutticolo, ha certificato 655.000 tonnellate in import e 659.000 in export, per un valore commerciale all’esportazione di circa 1,45 miliardi di euro.

L’attività di analisi preventiva attraverso la strategia ARACHNE-SAS, sviluppata dall’Ufficio Antifrode e Risk Compliance di Agea, ha permesso di isolare oltre 2.200 posizioni a rischio elevato su un’analisi di più di 56.000 beneficiari. Un presidio della legalità e dell’applicazione della condizionalità sociale volto a tutelare la dignità del lavoratore agricolo.

Giovani e terreni incolti: le sfide del futuro

Nel solco del ricambio generazionale, tra il 2023 e il 2025 Agea ha erogato 73 milioni di euro destinati ai giovani agricoltori. Un investimento fondamentale per garantire il futuro di un settore che ha bisogno di nuove energie e competenze.

Ma la sfida più ambiziosa riguarda il recupero dei terreni incolti. Agea punta a mettere a sistema i 4 milioni di ettari di terreni oggi non coltivati ma potenziali recettori degli aiuti unionale. L’obiettivo finale è poter tornare a una superficie coltivata di oltre 13 milioni di ettari a livello nazionale, contro i 9 attuali. Un recupero che avrebbe ricadute enormi non solo sulla produzione agricola, ma anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio del territorio.

Un cambio di paradigma

Dietro questi numeri ci sono territori, imprese, comunità, lavoro e identità culturale. C’è, come sottolineato dai vertici dell’Agenzia, la capacità di interpretare la visione dettata dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, fin dall’insediamento di questa governance, nel 2023.

Il messaggio che emerge dal Rapporto Agea è chiaro: l’Agenzia non è più un semplice erogatore di fondi, ma una struttura strategica in aiuto dell’agricoltura nazionale. Un’amministrazione che, come ha ricordato Vitale, «affronta il cambiamento climatico che colpisce direttamente la stabilità del sistema, la trasformazione della futura Pac con l’introduzione della condizionalità sociale e gli ecoschemi». E che, soprattutto, si pone l’obiettivo di accompagnare le aziende agricole in un percorso di trasformazione profonda, mettendo al centro la qualità del servizio, la tempestività dei pagamenti e l’innovazione tecnologica.

«Le risorse hanno rappresentato il 14% della produzione agricola nazionale, confermando la centralità della Pac», ha concluso il direttore. Un dato che dice tutto sulla rilevanza di questo sostegno per un settore che è, e sempre più sarà, al centro delle strategie di sviluppo del Paese.

Roberto Greco