Adottare un cucciolo è quasi sempre una delle scelte più belle che si possano fare. Che sia un cane o un gatto, accogliere un animale significa prendersi cura di un altro essere vivente che, senza di noi, spesso avrebbe un futuro molto più incerto.
Sappiamo tutti che gli animali non vivono quanto gli esseri umani. È una verità che conosciamo fin dal primo giorno, eppure nessuno ci prepara davvero al momento in cui dovremo salutarli.
Dal momento in cui entra in casa, quel cucciolo cambia la vita. Passeggiate, carezze, giochi e amore incondizionato diventano la quotidianità, una presenza costante che, per cinque, dieci o, per i più fortunati, anche vent’anni, avremo l’onore di condividere.
Poi, però, arriva quel momento.
Il gatto non salta più sui mobili con la stessa agilità. Il cane non corre più ad accogliervi scodinzolando quando rientrate a casa. Li ritrovate nel loro angolo preferito, a dormicchiare per gran parte della giornata, mentre vi osservano con quello sguardo dolce e un po’ stanco che, se avete imparato davvero a conoscerli, ormai sapete leggere.
Dopo tanti anni, sembra quasi che non servano più le parole. Basta uno sguardo.
“Cibo, passeggiata, carezze.” È come se riusciste a capirvi senza dire nulla.
Ogni mattina ci alziamo dal letto chiedendoci, anche solo per un istante, se quegli occhi si riapriranno ancora.
E quando succede, tiriamo su un sospiro di sollievo: abbiamo ancora un altro giorno insieme.
Ma nessuno è davvero pronto all’ultimo.
Nessuno è davvero pronto al momento in cui quegli occhi non si riapriranno più, alla paura che un giorno possiate svegliarvi e loro invece no.
Nessuno si prepara al senso di colpa del continuare le proprie vite senza di loro.
È triste, ma inevitabile. Prima o poi ci si ritrova a fare i conti con una realtà difficile da accettare: il nostro amico a quattro zampe è invecchiato e non sappiamo quanto tempo ancora ci resterà da condividere con lui.
Quando un animale può essere considerato anziano?
Capire quando un cane o un gatto entra nella terza età è importante, perché proprio da quel momento cambiano le sue esigenze.
Secondo numerosi studi veterinari, i gatti vengono generalmente considerati anziani intorno ai 10 anni, per poi entrare successivamente nella fase definita “super senior”.
Per i cani, invece, l’età dipende soprattutto dalla taglia: i cani di piccola taglia (meno di 9 kg) iniziano la terza età intorno ai 7 anni e vengono generalmente considerati anziani dai 12 anni. Mentre invece per i cani di taglia media e grande, l’invecchiamento arriva prima e i primi cambiamenti possono comparire già intorno ai 6 anni.
Naturalmente ogni animale è diverso. Genetica, alimentazione, stile di vita e cure veterinarie possono influenzare di molto il processo di invecchiamento.
Come aiutarli a vivere meglio
Anche se non possiamo fermare il tempo, possiamo però fare molto affinché questa fase della loro vita sia il più possibile serena.
Cosicché possiamo continuare a vivere, senza il senso di colpa del “avremo fatto abbastanza? O ancora una volta eravamo troppo concentrati su noi stessi?”
Lavoro, amici, abitudini, sono tutte cose con cui quotidianamente abbiamo a che fare, ma che nel momento in cui il nostro amico a quattro zampe invecchia, ci sembra improvvisamente tempo rubato, che avremmo potuto passare con loro. Ma la soluzione non è mai fermare la propria vita per gli altri, nemmeno per il nostro amico peloso.
La prevenzione è fondamentale. Visite veterinarie periodiche, anche quando l’animale sembra stare bene, permettono di individuare precocemente molte patologie legate all’età.
Anche la casa può essere adattata alle loro nuove esigenze. Ciotole rialzate, più punti in cui riposare e più ciotole di acqua distribuite negli ambienti possono fare una grande differenza.
Con l’avanzare dell’età, infatti, i nostri amici possono perdere parte dell’udito o della vista, soffrire di artrosi oppure sviluppare difficoltà cognitive che li portano perfino a disorientarsi nella loro stessa casa.
Per i gatti, ad esempio, una lettiera con bordi bassi facilita l’accesso e riduce lo sforzo sulle articolazioni. Per i cani che fanno fatica a salire sul divano o sul letto possono essere utili piccole rampe o gradini.
Anche l’alimentazione merita un’attenzione particolare. Esistono mangimi formulati appositamente per gli animali senior, più digeribili e ricchi di nutrienti utili per articolazioni, muscoli e sistema immunitario.
Una combinazione di alimento secco e umido può essere una buona soluzione, soprattutto se il cane o il gatto ha difficoltà a masticare oppure mostra meno interesse per il cibo.
Un piccolo accorgimento può fare la differenza: aggiungere qualche goccia di acqua calda al cibo umido ne intensifica l’aroma, rendendolo più invitante per gli animali che hanno perso parte dell’olfatto o dell’appetito.
Infine, c’è una cura che nessun veterinario può prescrivere ma che resta forse la più importante: il tempo. Continuare a dedicare attenzioni, carezze e momenti di tranquillità al proprio animale contribuisce al suo benessere tanto quanto le cure mediche.
Quando il tempo diventa prezioso
Per quanto possiamo prendercene cura, esiste una verità che nessuno vorrebbe affrontare: loro se ne andranno molto prima di noi.
Lasceranno un vuoto difficile da spiegare. Una crepa nel cuore.
Ma quella crepa, con il tempo, può riempirsi di qualcosa.
Di ricordi.
Delle passeggiate insieme. Delle coccole sul divano, anche quando dicevate che no, sul divano non si saliva, ma poi finivate sempre per cedere.
Perché qualche pelo sul sofà è un prezzo insignificante rispetto alla sensazione di sentire il proprio animale accoccolarsi accanto a noi, fidarsi completamente, abbandonarsi alle nostre carezze.
Ricorderemo il calore del loro pelo, il rumore delle fusa, le corse al parco, gli occhi che imploravano un ultimo lancio della pallina, altri cinque minuti fuori, un’altra carezza.
Non si è mai pronti a vedere il proprio cane o il proprio gatto invecchiare. Non si è mai pronti a sapere che il momento dell’addio potrebbe non essere più così lontano.
Ma si può sempre ricordare.
Ricordare quell’amore incondizionato che solo loro sanno donare, senza bisogno di parole.
Una scodinzolata.
Un po’ di fusa.
Uno sguardo che, dopo tanti anni, abbiamo imparato a tradurre.
E con quei ricordi custoditi nel cuore, quella crepa, almeno per un po’, sembra riempirsi.
Emanuela La Barbera e Serena Marotta