Messina perde un servizio vitale: anatomia patologica al collasso

A reggere il peso dell'intero sistema sarebbe ormai soprattutto il presidio ospedaliero di Taormina, chiamato a garantire esami e referti non soltanto per i propri utenti ma anche per numerose richieste provenienti dal resto della provincia

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Laboratorio di Anatomia Patologica
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I campioni biologici viaggiano fuori provincia, i tempi delle diagnosi rischiano di allungarsi e un solo ospedale continua a sostenere gran parte dell’attività. È il quadro allarmante tracciato dalla Uil e dalla Uil Fp Messina sulla situazione dell’Anatomia patologica, servizio cruciale per la diagnosi dei tumori e per l’avvio delle cure.

A reggere il peso dell’intero sistema sarebbe ormai soprattutto il presidio ospedaliero di Taormina, chiamato a garantire esami e referti non soltanto per i propri utenti ma anche per numerose richieste provenienti dal resto della provincia. Nel frattempo, una parte crescente dei campioni viene inviata in altre strutture siciliane, anche fuori dal territorio messinese.

Una situazione che preoccupa perché l’Anatomia patologica rappresenta uno dei passaggi più delicati del percorso clinico. Dai referti istologici e citologici dipendono diagnosi, interventi chirurgici, trattamenti oncologici e prognosi. Quando si parla di tumori, ogni ritardo può tradursi in un rinvio delle cure.

Campioni spediti fuori provincia

La denuncia arriva dai segretari generali della Uil Messina e della Uil Fp Messina, Ivan Tripodi e Livio Andronico, che parlano di una progressiva perdita di capacità operativa delle strutture pubbliche messinesi. Nel mirino finiscono il Policlinico universitario “G. Martino”, il Papardo e l’Irccs Neurolesi, che non garantirebbero più l’attività per gli utenti esterni.

Con la conseguenza di trasferire una parte significativa degli esami verso altre province siciliane. Per il sindacato si tratta di una scelta che produce un doppio effetto: da un lato aumenta i costi a carico della sanità pubblica, dall’altro espone i pazienti al rischio di ulteriori attese in una fase nella quale la tempestività delle risposte diagnostiche è determinante.

Chi può si rivolge al privato

La conseguenza più evidente, denunciano i rappresentanti sindacali, è quella che si registra già nelle corsie e negli ambulatori. I cittadini che hanno disponibilità economiche cercano risposte nelle strutture private, mentre chi non può sostenere i costi resta vincolato ai tempi del sistema pubblico.

«Ritardi nelle diagnosi significano ritardi nelle cure e nei percorsi oncologici. In molti casi il tempo può fare la differenza tra la vita e la morte», affermano Tripodi e Andronico. Parole che si inseriscono in un dibattito più ampio sulle difficoltà della sanità siciliana, alle prese da anni con carenze di personale, liste d’attesa e crescente ricorso all’esternalizzazione di alcuni servizi.

La richiesta di un intervento della Regione

La Uil chiede adesso l’intervento dell’assessorato regionale alla Salute per verificare lo stato reale dei servizi di Anatomia patologica presenti nella provincia di Messina. L’obiettivo è fare chiarezza sul numero degli esami esternalizzati, sui costi sostenuti dalle aziende sanitarie, sui tempi effettivi di refertazione e sulle carenze di organico che interessano medici, tecnici e personale amministrativo.

Sul tavolo c’è anche il tema della governance delle aziende sanitarie messinesi. Tripodi e Andronico richiamano l’assenza di alcune figure manageriali apicali e parlano di un sistema che rischia di restare paralizzato proprio mentre aumentano le criticità e si riducono i servizi disponibili per i cittadini. «Messina non può continuare a perdere pezzi della sanità pubblica nel silenzio generale», concludono i due segretari annunciando una mobilitazione sul territorio.

Sonia Sabatino