Basta valigie pronte e fughe di cervelli: dalla Sicilia parte l’“Alleanza per restare”, un patto concreto per invertire la rotta di un esodo che ha visto 200mila giovani lasciare l’isola negli ultimi dieci anni. La notizia arriva da Caltanissetta, dove la seconda Conferenza regionale sulle Politiche giovanili ha sancito l’annuncio della nascita, a breve, di un patto traAnci Sicilia, enti, associazioni movimenti, fondazioni e mondo imprenditoriale per trasformare le intenzioni in azioni sistemiche.
Oltre gli annunci: il nuovo metodo di lavoro della Commissione Anci Sicilia

Non si tratta dell’ennesimo annuncio istituzionale destinato a cadere nel vuoto. A spiegarlo èSimone Digrandi, coordinatore della Commissione speciale Politiche giovanili di Anci Sicilia, sottolineando come la differenza risieda nella struttura stessa dell’iniziativa. Digrandi racconta di essersi sentito spesso solo nel gestire una delega che: «Molto spesso sembra voler dire tutto e niente, e invece è davvero importante e piena di significato, e per questo ho spinto per creare una commissione speciale, una specie di “spin-off” dentro Anci che mettesse in rete gli assessori al ramo, in stretta collaborazione con Anci Giovani, per focalizzarci sulle politiche di settore».
Risorse mirate e progetti reali: la fine della logica degli “eventi spot”
Il cuore della sfida riguarda lagestione delle risorse. L’obiettivo è superare la logica degli “eventi spot” dedicati alle problematiche del mondo giovanile, per approdare a una programmazione che incida realmente sul territorio. Digrandi chiarisce che la Commissione punta a un’interlocuzione diretta con la Regione per dire la propria sulla programmazione dei fondi dedicati alle politiche giovanili, dando un contributo perchè possano essere destinati a progetti il più efficaci possibili, in linea con le esigenze dei giovani dei territori, e non si disperdano in rivoli burocratici. Secondo il coordinatore: «È fondamentale che questi fondi debbano andare a coprire dei progetti reali, permettendo alle associazioni locali di operare con efficacia».
Informagiovani e imprese: creare un ponte tra talenti e mercato del lavoro
Un pilastro fondamentale di questa strategia, per la Commissione, è la diffusione e il potenziamento degliInformagiovani, visti come sentinelle sul territorio per essere un punto di riferimento per i ragazzi, specie per chi parte solo perché non conosce le opportunità locali utili almeno a tentare una strada, come i bandi per le startup o le posizioni aperte nelle aziende. Digrandi evidenzia come il dialogo con le imprese sia vitale, poiché spesso esiste un paradosso: aziende che fatturano milioni in determinati comparti e cercano figure altamente specializzate che non riescono a trovare. «Le imprese sono quelle che possono dire chiaramente quali sono le risorse che servono sul territorio», afferma, puntando a creare un ponte virtuoso tra formazione e domanda di lavoro. Contestualmente un passo importante è stato quello, nella scorsa finanziaria, della nascita di incentivi per ilSouth Working.
Focus sulle aree interne: sportelli d’ascolto e monitoraggio dei bisogni
L’Alleanza guarda con particolare attenzione alle aree interne, come i Nebrodi o le Madonie, dove la frammentazione infrastrutturale e relazionale aggrava lo spopolamento. Per fotografare i bisogni reali e superare le discrepanze territoriali, Anci Sicilia ha lanciato una call a tutti i comuni:entro il 10 marzo è possibile aderire alla creazione di sportelli di ascolto curati direttamente da amministratori locali: «Nel frattempo, noi in prima linea, senza intermediari ci apriamo un dialogo con i ragazzi», spiega, aggiungendo che tutto ciò che emergerà dall’ascolto dei giovani sarà raccolto per avere dei dati, utili a creare report precisi per capire i reali bisogni dei giovani e quindi orientare le future politiche locali e regionali.
Verso una rete organica: i prossimi step dell’iniziativa
Il percorso dell’Alleanza è già tracciato per le prossime settimane. Dopo l’assemblea di Caltanissetta, che ha visto la partecipazione di realtà come laFondazione Marea di Antonio Perdichizzi, il movimento“Patto per Restare” di Carmelo Traina, ilCESVOP,Confcooperativee altri, la rete si allargherà ulteriormente a Confindustria (che non ha potuto prendere parte all’evento per impegni già presi) e altre associazioni di categoria. Digrandi conferma che: «Questa rete si amplia, si struttura sempre di più e diventa una cosa organica», prevedendo incontri cadenzati e un metodo di lavoro rigoroso per garantire che l’impegno assunto non si esaurisca, ma diventi un sistema di collaborazione permanente per il futuro della Sicilia.
Mario Catalano