L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario Tributario 2026 della Corte di Giustizia tributaria della Sicilia si è tenuta, ieri 29 aprile, nella splendida cornice della Sala della Capriate del Palazzo Steri, sede dell’Università degli Studi di Palermo, alla presenza delle massime Autorità civili e Militari, si è svolta.
Una cerimonia che si ripete da tantissimi anni e che, quest’anno, si svolge proprio a ridosso dell’analoga inaugurazione che si è svolta a Roma, presso la Corte di Cassazione, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Il Presidente della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado, Antonio Novara, ha tenuto la relazione sull’andamento dell’attività giudiziaria nelle Corte di Giustizia Tributaria della Sicilia.
Dopo aver salutato le Autorità presenti, i Giudici presenti e tutti gli altri intervenuti, è passato ad illustrare la situazione del contenzioso nell’anno appena trascorso.
Ha precisato che, purtroppo, la propensione al contenzioso da parte dei contribuenti siciliani non è diminuita. La quantità dei ricorsi presso le Corti di Giustizia Tributaria di primo grado della nostra Regione (la maggior parte dei quali di valore non superiore a 20.000 Euro), infatti, è aumentata.
Sono stati presentati, nel 2025, 31.480 ricorsi in primo grado, una dato superato solo dalla Campania (con 36.000 ricorsi).
Un dato, quest’ultimo che dimostra che il ricorso alla giustizia tributaria è inversamente proporzionale alla ricchezza del territorio, ma anche legato alla complessità del sistema fiscale caratterizzato da una miriade di disposizioni che si stratificano nel tempo.
Una caratteristica del nostro sistema tributario che si spera possa in breve tempo cambiare rotta grazie alla riforma tributaria ancora non ultimata.
Il Presidente Novara ha aggiunto, tuttavia, che le Corti di Giustizia Tributaria di primo grado siciliane hanno comunque lavorato un numero di ricorsi pari a 36.262, una quantità assolutamente positiva, inferiore solo a quella delle Corti campane, e comunque non inferiore alla media nazionale di smaltimento dei ricorsi nel resto d’Italia (complessivamente 173.258 ricorsi), pari al 20,9 %.
Una lavoro, quello fatto in Sicilia, che ha contribuito notevolmente alla riduzione del consistente arretrato esistente, ma che comunque non ha fatto diminuire la giacenza dei ricorsi al 31 dicembre 2025 (45.704 ricorsi pendenti) a causa delle sopravvenienze registrate nello scorso anno, principalmente a Catania, Messina, Palermo e Ragusa, giacenza che non pare destinata a ridursi in breve tempo stante che, in questo primo trimestre del 2026, i ricorsi presentati in primo grado sono stati già 6.386.
Anche in secondo grado non si è fermata la tendenza al rialzo. Nel 2025, infatti, a livello nazionale, sono stati iscritti oltre 4.000 procedimenti in più rispetto al 2024, percentualmente pari al 10% in più rispetto all’anno precedente. Una percentuale la quale si è riscontrata anche in Sicilia.
Più in particolare, al 31 dicembre 2025, nella nostra Regione risultavano ben 18.250 procedimenti pendenti in secondo grado, pari al 22,69 % del totale nazionale, una percentuale molto alta, seppure inferiore a quella del 2024 e del 2023.
In pratica, da un lato lo sforzo dei Giudici per diminuire l’arretrato, con un tasso di smaltimento delle controversie pendenti pari all’1,24% (rispetto all’1,9%) .
Dall’altro, l’aumento della litigiosità dei contribuenti siciliani e, conseguentemente, del numero dei ricorsi e degli appelli.
Un lavoro, quello dei Giudici siciliani, che, nonostante tutto, ha fatto diminuire le pendenze, nel periodo che va dal 2021 al 2025, di oltre 23.000 procedimenti, ossia il 55% in soli cinque anni.
Prima di concludere, il Presidente Novara, nell’affermare che l’efficienza del nostro sistema di Giustizia tributaria rappresenta il pilastro dell’apparato economico e sociale del nostro Paese, ha manifestato il proprio convincimento secondo il quale i dati, anche grazie alle diverse riforme già attuate anche in materia di contenzioso tributario, compreso il nuovo assetto ordinamentale designato dalla legge n. 130 del 31 agosto 2022, sono destinati a migliorare sensibilmente. Specialmente se si provvederà nel più breve tempo possibile a risolvere le numerose carenze di organico dei Giudici, anche in Sicilia.
Gli interventi
Il Presidente Corsini, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, ha sottolineato l’importanza di dare il giusto rilievo alla Magistratura Tributaria, nonché la necessità di incrementare la formazione dei nuovi Magistrati e di implementare anche l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, ma solo per le attività organizzative e di supporto. Mai per le attività interpretative e di decisione.
Il Dott. Loddo, rappresentante del MEF, ha sottolineato l’esigenza di una veloce immissione di nuovi giudici, comunicando alcune proposte per semplificare l’accesso alla Giustizia tributaria, come la possibilità di pagare il contributo unificato tramite l’APP “IO”.
L’Avvocato Calantropo ha evidenziato l’opportunità di incrementare la collaborazione tra le Corti di Giustizia e l’Ordine degli Avvocati.
Il Dott. La Barbera, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti Contabili di Palermo, anche a nome di altri Ordini Siciliani, ha sottolineato l’importanza degli strumenti deflattivi (che certamente aumentano l’adesione spontanea) già istituiti nel corso della Riforma tributaria.
Una riforma realizzata principalmente grazie all’intervento di persone molto esperte e con molta esperienza nel settore. Ha voluto poi sottolineare il problema costituito dall’enorme “magazzino riscossione” tuttora esistente, costituito da somme iscritte a ruolo e non pagate, per la maggior parte sostanzialmente inesigibili.

L’Avvocato Pillitteri, Vice Presidente Vicario dell’AMT (Associazione Magistrati Tributari), ha sottolineato la nuova stagione di cambiamento della giustizia tributaria, non mancando di ricordare il prezioso lavoro svolto nel corso di tantissimi anni di attività, dai Giudici Tributari, ancora chiamati a dare un grosso contributo nel nuovo sistema della Giustizia tributaria. Inoltre, con specifico riguardo alla così detta “geografia della giustizia tributaria”, ha manifestato l’avviso che la soppressione di alcune sedi non rappresenterebbe solo un problema di natura logistica per i contribuenti e per i professionisti, ma anche – e forse principalmente – un fatto che allontanerebbe ulteriormente la Giustizia tributaria dai cittadini interessati da questioni di carattere fiscale.
Il Dott. La Rocca, rappresentante dell’Associazione Nazionale Magistrati Tributari (ANMT), ha auspicato l’allineamento della Giustizia tributaria agli altri Ordinamenti Giudiziari.
Il Garante del Contribuente Puglisi, ha evidenziato l’attuale ruolo del Garante, come soggetto che contribuisce alla deflazione del contenzioso.
La Dottoressa Cimino, Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, ha sottolineato il ruolo centrale della Giustizia tributaria nel nostro sistema fiscale.
Il Prof. Cuva, Vice Presidente dell’UNCAT, ha ricordato l’avvenuta sottoscrizione in alcune parti d’Italia di alcune convenzioni finalizzate alla collaborazione con le Corti di Giustizia Tributaria, non mancando di sottolineare la necessità dell’istituzione di tavoli di confronto anche in materia di contenzioso.
E’ intervenuto anche il Dott. Cambia, Presidente della Consulta Regionale dei Presidenti dei Consulenti del Lavoro della Sicilia.
Il Prof. Sammartino ha sottolineato la nuova sentenza della Corte Costituzionale n. 50 del 2026, che ha chiarito la questione riguardante il rapporto tra processo penale e processo tributario, ricordando che l’Amministrazione Finanziaria ha sempre la possibilità di difendersi anche in ambito penale, non solo attraverso la presenza del Pubblico Ministero, ma anche attraverso la possibilità di costituirsi parte civile.
Il Prof. Pignatone, infine, sempre con riferimento alla nota sentenza n. 50 della Corte Costituzionale, ha ricordato l’importanza di questa pronuncia che finalmente dovrebbe mettere la parola fine alla vecchia questione del parallelismo in materia di contenzioso tra processo penale penale e processo tributario.
S.F.