Giovedì 26 febbraio 2026, dopo circa sette anni di attesa, si terrà la cerimonia ufficiale di consegna dei lavori per la realizzazione dell’asilo nido “I Piccoli di Padre Pino Puglisi”, nel cuore del quartiere Brancaccio, simbolo dell’impegno educativo e sociale a Palermo. L’appuntamento è fissato per le ore 11.30, nell’area destinata alla costruzione della nuova struttura. Alla cerimonia prenderanno parte le istituzioni cittadine, i rappresentanti del territorio, le scuole del quartiere e il Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato dal Beato Giuseppe Puglisi. Sarà un giorno speciale per la comunità di Brancaccio, che vede prendere forma un progetto atteso da tempo e ritenuto fondamentale per la crescita del quartiere.
Il nuovo asilo sarà intitolato a Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia la sera del 15 settembre 1993, proprio tra le strade di Brancaccio. Una decisione che va oltre il semplice omaggio: la struttura nasce come punto di riferimento educativo e come segnale concreto di attenzione verso i più piccoli, in continuità con l’impegno del sacerdote, che ha sempre visto nell’educazione la chiave per offrire opportunità e speranza al territorio. Una giornata di festa con la presenza di istituzioni e scuole del territorio di Palermo.
«Per il Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato dal Beato Giuseppe Puglisi è un giorno di festa» – spiegaMaurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro.
«Noi operatori– continua a spiegare-abbiamo creduto e sperato che prima o poi si sarebbe arrivati a questo momento. La gioia che proviamo oggi ci spinge a non tralasciare nulla e vogliamo ringraziare tutti, proprio tutti. Grazie a chi si è adoperato per la realizzazione dell’asilo, ma anche a chi non lo voleva, a chi ha remato contro, a chi ha fatto ostruzionismo e messo in campo tatticismi tecnici e di partito. Con il vostro agire avete dato ancora più slancio e impulso alla resistenza e alla resilienza del Centro di Accoglienza Padre Nostro. Questa città, insieme alla sua comunità, potrebbe dedicare un tempo all’autoriflessione e mandare il motore a revisione, mettendo a fuoco le cose davvero importanti da realizzare. Le strutture e i servizi indicati dal Beato Giuseppe Puglisi hanno la priorità, perché nascono dalla luce di un martire di mafia e di fede e perché sono stati indicati da un uomo al quale il Presidente della Repubblica ha conferito la medaglia d’oro al valor civile. Sette anni non sono tempi plausibili né per costruire la scuola media di Brancaccio né per l’asilo nido, due opere volute dal Beato Giuseppe Puglisi che riconosceva nell’azione educativa la vera salvezza degli uomini. Se guardiamo ad altre opere pubbliche possiamo anche esultare, ma il punto resta un altro. Il Beato Giuseppe Puglisi oggi ci ricorda quale deve essere lo stato d’animo di ogni credente: pensare, agire e credere che se l’opera che si intende costruire è opera del Signore, niente potrà fermarne la realizzazione» conclude Artale.
Nel suo intervento Artale parla di gioia, ma richiama anche i tempi lunghi che hanno preceduto l’avvio del cantiere, sottolineando come sette anni di attesa non possano essere considerati accettabili per opere educative così importanti per il quartiere.
Dorotea Rizzo