Blue Economy 2030: La Sicilia come hub strategico tra infrastrutture e innovazione underwater

Il futuro della Blue Economy in Sicilia dipende dall'integrazione tra banchine portuali, collegamenti ferroviari e digitalizzazione delle procedure doganali, con l'obiettivo di colmare il gap competitivo con i grandi scali del Nord Europa

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Blue Economy - Ammiraglio Aurelio De Carolis
Blue Economy - Ammiraglio Aurelio De Carolis
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La notizia principale che chiude idealmente la conferenza SRM è che la competitività dei porti siciliani non dipenderà più solo dalle banchine, ma dalla loro connessione ferroviaria e digitale con il resto d’Europa. Con la conclusione dei lavori del Pnrr, l’Italia entra in una fase cruciale dove l’investimento nelle infrastrutture di collegamento è l’unica via per colmare il gap con il Nord Europa, dove le merci si spostano molto più velocemente verso l’entroterra.

Logistica e Intermodalità: il piano di FS Logistics per accelerare la Blue Economy nel Mezzogiorno

Sabrina De Filippis, Ceo di FS Logistics, ha spiegato che l’intermodalità è la vera chiave di successo per la logistica moderna. Secondo De Filippis, è necessario che ogni vettore (nave, treno, camion) svolga il ruolo per cui è più efficiente, riducendo i tempi di attraversamento dal primo all’ultimo miglio. «Siamo alla fine dei grandi lavori del Pnrr e avremo presto un’infrastruttura ferroviaria più fluida; ora dobbiamo investire in locomotive interoperabili e terminal moderni per connettere i porti del sud al cuore del continente», ha dichiarato la De Filippis, annunciando investimenti per oltre due miliardi di euro nei prossimi anni.

Dominio Underwater: la Sicilia al centro della Blue Economy dei dati e dell’energia

Un tema di assoluta novità per il dibattito pubblico siciliano è quello dell’Underwater, il dominio sottomarino che ospita cavi per telecomunicazioni ed energia. Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha annunciato una ricerca congiunta con SRM e Fincantieri proprio su questo ambito. Gilli ha spiegato che la geopolitica e la tecnologia sono ormai connesse e che la sicurezza dei cavi subacquei è vitale per la sovranità digitale dell’Europa. La Sicilia, per la sua posizione, è il naturale punto di approdo per questi cavi che collegano l’Asia all’Europa, potendo aspirare a diventare un hub non solo di merci, ma anche di dati ed energia.

Sicurezza e droni sottomarini: proteggere le infrastrutture critiche della Blue Economy

L’Ammiraglio Aurelio De Carolis ha ulteriormente approfondito la questione tecnologica, parlando dello sviluppo di sistemi unmanned (senza pilota) per la sorveglianza dei fondali. «Il futuro vedrà droni sottomarini capaci di ricaricarsi in stazioni docking sul fondo, monitorando automaticamente minacce alle infrastrutture critiche e raccogliendo dati essenziali», ha spiegato l’Ammiraglio. Questa evoluzione tecnologica, coordinata dal Polo Nazionale della Subacquea della Spezia, promette di ridurre i costi di sorveglianza e di aumentare l’efficacia della protezione degli interessi nazionali in mare.

Efficienza e digitalizzazione: la sfida della competitività per la Blue Economy italiana

I dati presentati da Alessandro Panaro mostrano che l’Italia ha ancora molta strada da fare in termini di efficienza burocratica e digitale. Se in Cina un container resta fermo in banchina per 4 giorni, in Italia ne servono mediamente 5, e per sdoganare una nave di rinfuse solide in Italia occorrono 3 giorni e mezzo contro i 2 giorni della Spagna. «Perdere un giorno e mezzo di competitività significa pesare sulle tasche delle imprese; la digitalizzazione deve spingere a dematerializzare le procedure doganali per rendere i nostri porti veloci come quelli dei nostri competitor», ha ribadito Panaro.

Strategie finanziarie: il supporto di Intesa Sanpaolo per la crescita della Blue Economy

A garantire la fattibilità di questi progetti è il supporto del sistema bancario. Luca Bocca, CFO di Intesa Sanpaolo, ha annunciato che la Blue Economy è stata inserita stabilmente nel piano d’impresa della banca fino al 2029. Bocca ha spiegato che la banca non si limita più a finanziare, ma offre consulenza strategica per aiutare le imprese a comprendere le trasformazioni industriali e i rischi geopolitici. «Per fronteggiare la competizione globale servono dimensioni ampie, sia per gli operatori marittimi che per le banche; essere grandi ci permette di accompagnare la scala crescente di investimenti necessari per restare competitivi», ha sottolineato il CFO.

Prospettive future: la Sicilia pronta a guidare la nuova stagione della Blue Economy

Il convegno si è chiuso con un messaggio di ottimismo: l’Italia è risalita dal 19° al 17° posto nel Logistics Performance Index mondiale. Come evidenziato da Luca Bocca nelle conclusioni, essere una banca dei territori significa valorizzare eccellenze come quella di Napoli e della Sicilia, inserendole in una cornice di scala europea. Il filo rosso che unisce storia, presente e futuro del mare vede la Sicilia pronta a una nuova stagione di investimenti, a patto di saper cavalcare la rivoluzione digitale e la sicurezza del dominio subacqueo.

Mario Catalano