Lo scorso 16 settembre 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza di un decreto che prevede l’abolizione, solo per il 2027, delle tasse automobilistiche (bollo auto) per le autovetture di media cilindrata e per i motocicli.
Riguarda circa quattordici milioni di veicoli e dovrebbe comportare a ciascuno dei contribuenti interessati dalla disposizione una riduzione fiscale media di circa 165 Euro.
Lo scopo è quello di alleviare il peso del maggior costo dei carburanti, con sistemi diversi dalla riduzione delle accise.
L’occasione, comunque, è buona per eliminare (quanto meno in base alle prospettive) uno dei tributi che più danno fastidio ai contribuenti.
L’esenzione, tuttavia, non è per tutti e varia in relazione alla classe ambientale ed alla potenza. Il massimo risparmio per un cittadino, comunque, non sarà superiore a 240 euro per il 2027.
Non esiste una limitazione legata al reddito (o all’ISEE), ma, in base al documento approvato dal Consiglio dei ministri, ne possono fruire, solo per il 2027, esclusivamente le persone fisiche, proprietarie di autovetture con potenza fino a 80 kW (praticamente solo le utilitarie) e di motocicli con potenza fino a 100 KW. Per sapere se il veicolo è tra quelli agevolabili, basta consultare il libretto di circolazione dal quale risoluta anche la potenza.
Per chi possiede due o più auto o moto con potenza inferiore ai limiti precedentemente cennati, l’esenzione riguarderà un solo mezzo, quello con potenza minore.
L’agevolazione, in pratica, secondo la previsione del Governo, riguarda solo la “prima auto” o “la prima moto”.
In caso di più ciclomotori agevolabili, l’esenzione spetta solo al ciclomotore con immatricolazione più vecchia.
L’esenzione dal bollo auto, si applica, previo accordo con gli Enti interessati, anche nelle e Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome e, per coprire il minore gettito, è previsto un apposito trasferimento di fondi da parte dello Stato.
Secondo i partiti della maggioranza, l’agevolazione riguarda il 70% del parco auto esistente nel nostro Paese e non è da escludere che l’abolizione delle tasse automobilistiche possa essere estesa a veicoli di maggiore potenza e divenire una agevolazione strutturale, ossia non limitata nel tempo, come è stata concepita oggi (solo il 2027).
Intanto anche la Regione Sicilia si adopera per alleggerire il peso di alcuni tributi regionali, principalmente la tassa automobilistica.
La nostra regione, infatti, avvalendosi delle norme contenute nella legge di bilancio per il 2026 (legge 199 del 30 dicembre 2025), segnatamente l’articolo 1, commi da 102 a 110, con legge regionale n. 27 del 4 agosto 2026, pubblicata nel supplemento ordinario alla G.U. della Regione Siciliana n. 37 del 14/8/2026, ha disposto la definizione agevolata per i tributi propri e per le entrate di natura patrimoniale, con abbandono di sanzioni ed interessi, purchè gli adempimenti tributari non adempiuti fino al 31 dicembre 2025 siano effettuati entro il 31 ottobre 2026.
L’Assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino ha già firmato il decreto attuativo della citata disposizione, che consente di pagare senza interessi e sanzioni anche le tasse automobilistiche non pagate entro il 31 dicembre scorso.
Per definire il bollo auto basta recarsi presso gli sportelli ACI, versando il tributo dovuto entro il prossimo 31 ottobre.
Oltre al bollo auto, come previsto dalla legge, sono definibili anche le entrate patrimoniali come i fitti e gli altri redditi degli immobili di proprietà regionale, i canoni di concessine di terreni demaniali ed utilizzo acque pubbliche.
Salvatore Forastieri