Bollo auto: arriva la rottamazione. Le scadenze

L'ARS ha approvato lo scorso 4 Agosto la legge che consente la definizione agevolata, senza sanzioni ed interessi, delle entrate tributarie e patrimoniali di propria competenza. Tra queste anche il bollo auto.

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La Regione Siciliana non ha aderito, entro i tempi previsti, alla “Rottamazione quinquies Enti locali”, quella già prevista per alcuni tributi erariali e poi estesa anche ai tributi locali  grazie all’inserimento del comma 10 quinquies al decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 dopo la  conversione in legge.

Una “rottamazione”, quest’ultima, per la quale, fatta eccezione per il tipo di tributi definibili in modo agevolato, sono applicabili le stesse regole (periodo, vantaggi, rateizzazione, ecc.) previste per l’altra rottamazione “erariale”.

Con riguardo a tale forma di rottamazione, si fa presente che non esiste ancora un elenco completo degli enti locali che hanno aderito. Per cui i contribuenti interessati a questo tipo di definizione (“Rottamazione quinquies enti locali”), per  verificare la possibilità di aderirvi (presentando l’istanza al proprio ente locale), dovranno necessariamente accedere al sito istituzionale dell’Ente, sito nel quale, così come previsto dalla legge, dovrà essere pubblicata la delibera consiliare di adesione.

Sembrerebbe (come già detto, non esiste un elenco completo) che solo 3.000 comuni, dei 7.894 comuni italiani, e altri enti territoriali abbiano aderito rispettando la scadenza del 31 luglio scorso.

Sembrerebbe pure che il valore potenziale dei crediti definibili (Imu, Tari, bollo auto, altri tributi regionali e sanzioni per violazione del codice della strada) ammonti a circa 10 miliardi di euro.

Tra i comuni che hanno aderito ci sono diverse grandi città, come Roma, Napoli, Bari, Genova e Venezia. Non c’è il comune di Milano e nemmeno quello di Firenze. Hanno aderito, invece, anche Palermo e Catania.

L’Ufficio Tributi del Comune di Palermo è già al lavoro per far fronte alle nuove incombenze richieste dall’organizzazione del servizio, un servizio la cui gestione è comunque affidata sostanzialmente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Tra i comuni che hanno aderito ci sono diverse grandi città, come Roma, Napoli, Bari, Genova e Venezia. Non c’è il comune di Milano e nemmeno quello di Firenze. Hanno aderito, invece, anche Palermo e Catania.

L’Ufficio Tributi del Comune di Palermo è già al lavoro per far fronte alle nuove incombenze richieste dall’organizzazione del servizio, un servizio la cui gestione è comunque affidata sostanzialmente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il tributo che più degli altri attira l’attenzione, però, è il bollo auto, ossia la tassa di circolazione che coloro i quali hanno dimenticato di pagarla fino all’anno scorso potranno versare entro il 31 ottobre 2026 senza nessun aggravio.

Salvatore Forastieri