«L’esclusione dai finanziamenti ministeriali non ci ferma. Anzi, ci rende ancora più determinati. ConFormazioni esiste perché la danza contemporanea a Palermo non è un privilegio»
La danza contemporanea invade Palermo e ne fa un palcoscenico diffuso, in cui ogni spazio diventa occasione d’incontro e di sguardo condiviso. Sarà questo, ma anche tanto altro, la nona edizione del “Festival ConFormazioni”, in programma a Palermo dal 7 al 15 novembre 2025, confermando la forza di un progetto che fa della danza contemporanea un linguaggio vivo, collettivo, capace di generare pensiero e comunità. Sotto la direzione artistica di Giuseppe Muscarello, il festival torna a intrecciare arte e cittadinanza, corpo e parola, mantenendo intatta la sua vocazione civile e poetica.
Purtroppo, quest’anno, il Festival che abbraccia la complessità di Palermo e la trasforma in arte è stato escluso dai finanziamenti ministeriali, ma gli organizzatori non si arrendono: «L’esclusione dai finanziamenti ministeriali non ci ferma. Anzi, ci rende ancora più determinati. ConFormazioni esiste perché la danza contemporanea a Palermo non è un privilegio: è un diritto culturale, uno spazio necessario, un atto politico e poetico che continueremo a difendere» ha dichiarato il direttore artistico del “Festival ConFormazioni” Giuseppe Muscarello.
ConFormazioni continua, però, ad esistere e crescere anche in assenza di sostegni ministeriali, forte di una rete di relazioni e di un pubblico che riconosce il giusto valore alla danza. Anche quest’anno, dunque, la rassegna si snoda tra la Galleria d’Arte Moderna (GAM) e lo Spazio Franco ai Cantieri culturali alla Zisa, per accogliere il dialogo tra corpo, memoria e contemporaneità.
Il progetto intreccia collaborazioni con “Anffas Palermo, Scenario Pubblico – Centro di Rilevante Interesse Nazionale” e gode del sostegno dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dell’Istituto Cervantes.
Ogni edizione vuole essere un laboratorio civile che rinnova la missione del festival: costruire una comunità in movimento, inclusiva, capace di abitare la diversità come risorsa. La danza, arte imprescindibile e universale, diventa così un terreno di confronto, un linguaggio che interroga il presente e restituisce centralità al corpo e alla cultura come atti necessari.
Programma
Il 7 novembre, la Galleria d’Arte Moderna di Palermo apre la rassegna con Corpi in Mostra – Danza nell’Arte, progetto firmato da Giuseppe Muscarello e prodotto da Muxarte. Le repliche, alle 19:00, 19,30, 20 e 20,30, saranno a ingresso gratuito. Nelle sale della GAM, danza e musica dal vivo dialogano con le opere d’arte in un percorso performativo che trasforma la visione in esperienza immersiva.
L’8 novembre, il festival si sposta allo Spazio Franco per una serata densa di linguaggi e prospettive. Si comincia alle 20 con Come volare senz’ali della Compagnia Kambein / Anffas Palermo, diretta e interpretata da Giorgia Di Giovanni. Una performance che esplora la forza trasformativa dell’arte e il suo potenziale inclusivo. Alle 21 va in scena Mandibola della Compagnia Déjà Donné, con coreografie di Virginia Spallarossa e regia di Gilles Toutevoix, ispirata al pugilato come metafora dell’esistenza. Chiude la serata, alle 21,30, Parallels della Robert Olivan Performing Arts, con Clémentine Telesfort e Pino Basile, in collaborazione con l’Istituto Cervantes Palermo.
Il 9 novembre, ancora allo Spazio Franco, la programmazione si apre alle 19,30 con TheoDora di Amalia Borsellino, produzione Scenario Pubblico – Centro di Rilevante Interesse Nazionale, dedicata a Dora Maar, fotografa surrealista. Segue, alle 21,15, Achilles’ della compagnia Ocram Dance Movement, con coreografia di Glenda Gheller, ispirata alle ricerche di Brené Brown sulla vulnerabilità come forma di coraggio.
Il festival si chiude il 15 novembre, sempre allo Spazio Franco, con La Patente, tratto da Luigi Pirandello, con Salvatore Tringali (regia e interpretazione) e Giuseppe Muscarello alla danza, produzione Cantina Sperimentale Iblea. Un duetto tra parola e gesto che reinterpreta Pirandello con urgenza contemporanea, riflettendo sul rapporto tra maschera, vergogna e identità.
Sonia Sabatino