Un crollo improvviso ha trasformato un tranquillo pomeriggio d’estate in una corsa contro il tempo per tentare di limitare una tragedia che nessuno avrebbe potuto immaginare. La palazzina di Pistunina, a Messina, si è accartocciata su se stessa e non ha ancora restituito ai soccorritori gli ultimi tre dispersi: Sara Leone, il cognato Santino Magazzù e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya. Al momento del cedimento della palazzina, tutti e tre si trovavano negli appartamenti dell’ultimo piano. Ieri i soccorritori hanno recuperato i corpi senza vita di Rosa Leone e della giovane Alessandra Frazzica, commessa del negozio cinese situato al piano inferiore dell’edificio. Il giorno precedente era stato invece estratto dalle macerie il corpo del proprietario dell’immobile, l’imprenditore Carmelo Leone.
L’inchiesta della procura di Messina
Immediatamente dopo il crollo della palazzina di Pistunina, la procura di Messina ha aperto le indagini per fare luce su ciò che è successo ed accertare delle eventuali responsabilità. Nel registro degli indagati sono dunque finiti gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone. Proprio Panarello, infatti, aveva preso in affitto l’intero piano dell’edificio per la realizzazione di una macelleria, mentre D’Alì è il titolare dell‘impresa incaricata dei lavori di ammodernamento dei locali. Leone, invece, era stato incaricato dal proprietario dell’immobile, Carmelo Leone, una delle vittime del crollo, di occuparsi delle criticità strutturali dei pilastri, problematiche che, secondo quanto emerso, sarebbero state note già da tempo.
Ai tre vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Gli inquirenti sono ora chiamati ad accertare se esista un nesso causale tra gli interventi edilizi eseguiti nello stabile e il cedimento della struttura. Nel frattempo, l’area del crollo e il sito individuato per il deposito temporaneo delle macerie sono stati posti sotto sequestro, mentre nei prossimi giorni gli indagati saranno ascoltati dal pubblico ministero.
Soccorsi specializzati e ipotesi sulle cause del crollo
«Al momento siamo concentrati sui soccorsi per trovare le persone che sono sottole macerie. Gli Usar sono specializzati in questo. I soccorsi sono piuttosto difficili, ci sono tre solai che hanno fatto da sandwich e quindi diventa il recupero, più ci sono i fumi» ha dichiarato sabato il dirigente generale del Dipartimento Regionale della Protezione Civile Sicilia Salvatore Cocina. Precisando che a complicare le operazioni ci sono gli incendi che si sviluppano sotto le macerie, dovuti al materiale presente. «Si tratta – ha spiegato – di polistirolo e plastiche che prendono fuoco lentamente».
Non si è dunque voluto sbilanciare Cocina sulle cause del crollo: «Sembrerebbe un’implosione ed un collasso della struttura, più che un esplosione. Purtroppo sono ingegnere e non ho potuto non verificare alcuni fatti. Un edificio che dovrebbe essere antisismico in prima categoria non dovrebbe cadere da solo, a meno che non ci siano state cause provocate da altre fattori che stiamo accertando».
Resta cauto su questo tema anche il sindaco di Messina, Federico Basile: «Certamente è complicata la valutazione delle cause del disastro che sicuramente non spetta a me – ha sottolineato -. C‘è chi ha un’esperienza importante come il capo della protezione civile regionale, che sicuramente ha fatto le sue valutazioni più tecniche, e poi c’è la magistratura che sta indagando. Al momento qualsiasi valutazione sarebbe prematura perché non sappiamo precisamente quello che è accaduto».
Polemica sul festival techno a Capo Peloro
Il dolore per la tragedia di Pistunina non ha spento le polemiche. A far discutere è stata la decisione di confermare “Atarashi”, festival internazionale di musica elettronica alla sua prima edizione a Messina, in programma a Torre Faro nonostante il lutto che ha colpito la città. L’evento, organizzato da privati già da tempo, è rimasto in calendario anche in considerazione del complesso apparato organizzativo messo in moto dell’arrivo di migliaia di partecipanti, molti dei quali provenienti da fuori regione e dall’estero, e delle ricadute economiche legate alla manifestazione.
Una scelta che, però, ha finito per dividere l’opinione pubblica. Sui social si sono susseguiti gli appelli di chi avrebbe preferito un rinvio in segno di rispetto per le vittime e per le loro famiglie, mentre a Torre Faro non sono mancate le preoccupazioni dei residenti per le modifiche alla viabilità e l’afflusso di visitatori. Tra le voci più critiche quella del dj messinese Daniele Mondello, che ha definito la conferma del festival un segnale in contrasto con il clima di cordoglio vissuto dalla città.
Sonia Sabatino
