Una brigata all’insegna dell’inclusione, composta da un cuoco che lavora in carrozzina, un assistente di cucina con sindrome di Down, una ragazza di origine straniera in assistentato e un addetto alle pulizie con invalidità: è questa la squadra che ha aperto la cucina del bene confiscato alla mafia all’Acquasanta. La struttura, affidata dal Comune di Palermo al Consorzio Network dei Talenti, diventerà un centro di ascolto e una struttura di inserimento lavorativo.
A completare l’organico sono i servizi esterni, svolti in collaborazione con l’Uepe, l’Ufficio di esecuzione penale esterna, che consente a persone con precedenti penali o che stanno scontando una pena di prestare attività di pubblica utilità.
La brigata la presenta Luciano Maria D’Angelo, presidente del Consorzio Network dei Talenti: del cuoco dice che «fa della carrozzina il suo strumento», e che è «una persona straordinaria».
Quel cuoco si chiama Salvo Campanella il quale, dei tre giorni di masterclass sull’arte bianca siciliana, dal 24 al 26 agosto, racconta soprattutto il lavoro con i ragazzi: «Con i ragazzi affetti da trisomia è stata una cosa un po’ più complicata, però siamo riusciti anche con loro a impartire delle lezioni di cucina, di laboratorio» che hanno portato i ragazzi a realizzare alcuni impasti tipici siciliano come la faccia di vecchia, la focaccia e lo sfincione.
Di queste masterclass il cuoco ha riconosciuto gran valore allo scambio interculturale che è avvenuto; nella prima, infatti, cinque donne dell’associazione Millecolori, di provenienze diverse, hanno lavorato sui lievitati della tradizione palermitana, «Io insegno a te una cosa, imparo da te una cosa», dice Campanella, e il frutto di questo scambio «può essere domani un futuro lavorativo per te e per me».
L’obiettivo dichiarato, d’altronde, resta l’inserimento lavorativo, dice Giampiero Gliubizzi, presidente di SporT21, fra le associazioni che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa da cui il progetto è nato: valorizzare i talenti dei ragazzi con sindrome di Down attraverso la formazione, con l’auspicio che l’attività prosegua e si allarghi a persone con disagio. Dalle prossime produzioni la birra T21, prodotta dai ragazzi di SporT21, sarà fatta con il grano perciasacchi coltivato dal Consorzio Network dei Talenti.
Il Consorzio Network dei Talenti gestisce, infatti, anche fra cui un terreno – anch’esso sequestrato alla mafia – da cui ricava un extravergine biologico, il centro di ascolto e di inserimento lavorativo dell’acquasanta distribuirà, oltre alla birra T21, anche l’olio biologico ricavato dagli uliveti piantati su quel terreno. La storia del progetto la potete leggere qui: Acquasanta, il bene confiscato diventa centro di inserimento lavorativo e di ascolto
Andrea Maria Rapisarda Mattarella
Acquasanta, il bene confiscato diventa centro di inserimento lavorativo e di ascolto (VIDEO)