Ai domiciliari Cuffaro, Colletti e Iacono

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La decisione del giudice dopo le richieste della procura e gli interrogatori. Ai domiciliari l’ex governatore della Sicilia, ma anche l’ex manager sanitario Colletti e il primario Iacono. Il gip: «Nessun provvedimento per i deputati Romano e Pace»

La decisione del gip Carmen Salustro è arrivata. Anche se ha accolto parzialmente l’istanza della Procura che aveva chiesto gli arresti domiciliari per 18 indagati. Sono finiti, dunque, agli arresti domiciliari l’ex governatore Totò Cuffaro, l’ex manager di Villa Sofia Roberto Colletti e Antonio Iacono, direttore del Trauma center dello stesso ospedale. La Procura aveva chiesto la misura cautelare nelle scorse settimane, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti e i concorsi truccati. L’ordinanza è stata eseguita questa mattina dal Ros dei carabinieri. Contestualmente è stata respinta l’istanza per Saverio Romano, coordinatore nazionale di Noi Moderati, e per Carmelo Pace, capogruppo della Dc all’Ars. Il giudice ha inoltre disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di esercitare attività d’impresa per un anno per due imprenditori della Dussmann Service, Mauro Marchese e Marco Dammone. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche per lo storico segretario di Cuffaro, Vito Raso. «C’è un rischio elevato che, in assenza di un adeguato presidio cautelare, Totò Cuffaro possa reiterare fattispecie di reato analoghe a quelle che gli vengono addebitate» ha scitto la Gip.

Nessuna custodia cautelare per Saverio Romano

Inizialmente il procuratore Maurizio De Lucia e i sostituti Claudio Camilleri, Giulia Falchi e Andrea Zoppi avevano richiesto i domiciliari per 18 indagati. Diventati 17 dopo i previsti interrogatori preventivi. La richiesta è stata respinta anche per Saverio Romano. Restano comunque tutti indagati. Anche se a piede libero. Il deputato nazionale di Noi Moderati è coinvolto nell’affaire dell’appalto milionario assegnato alla Dussmann dall’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa. La vicenda verrebbe inquadrata come traffico di influenze e non nel contesto di un patto corruttivo. A Saverio Romano, quindi, la Procura contesta di avere cercato di favorire un imprenditore.

Il concorso a Villa Sofia

La Procura ritiene che Cuffaro, Colletti, Iacono e Raso avrebbero avuto un ruolo nella vicenda del concorso per operatore socio-sanitario all’ospedale Villa Sofia. Roberto Colletti, al tempo manager dell’azienda ospedaliera ma oggi in pensione, avrebbe nominato ad hoc Iacono, direttore del Trauma center, alla guida della commissione esaminatrice. La Procura ritiene che Antonio Iacono avrebbe consegnato in anticipo le prove d’esami a Vito Raso. Per consegnarle a Cuffaro. Che le avrebbe, a sua volta, date a una candidata che lo andò a trovare nella propria abitazione. La merce di scambio per Colletti sarebbe stata l’appoggio di Cuffaro. Nel giro di nomina dei manager della sanità.

Roberto Greco

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