L’emergenza giovani a Palermo continua a destare preoccupazione. Il professor Vito Lo Scrudato, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Palermo, torna a richiamare l’attenzione sulle principali criticità che coinvolgono bambini e adolescenti. Dalle dipendenze alla violenza giovanile, fino alla dispersione scolastica e al disagio delle periferie, il documento invita istituzioni, scuola, famiglie e società civile a intervenire prima che il fenomeno diventi ancora più difficile da arginare.
Nei giorni scorsi avevamo pubblicato un altro intervento del professor Vito Lo Scrudato dedicato alle problematiche che riguardano il mondo dei più giovani e con una nuova nota, datata 2 luglio 2026, il Garante prosegue la sua attività di sensibilizzazione offrendo una riflessione approfondita sul crescente disagio che interessa bambini, adolescenti e giovani palermitani, con un appello rivolto alle istituzioni e all’intera comunità.
Emergenza droga a Palermo: il crack preoccupa sempre di più
La riflessione si apre con una domanda che sintetizza il senso dell’intero documento: «Cosa sta succedendo di problematico, di serio e di grave ai giovani e ai giovanissimi della nostra città?»
Per il Garante le criticità sono molteplici, ma una emerge su tutte: la tossicodipendenza.
Il fenomeno viene definito un problema «endemico e ormai antico», indicando nel crack la sostanza più pericolosa per diffusione e conseguenze.
Secondo quanto scrive, il crack «rende dipendenti solo dopo le primissime assunzioni e in breve tempo provoca la slatentizzazione di vere e proprie patologie psicologiche e psichiatriche che rendono la vita di questi nostri giovani concittadini un inferno», nel quale «non risulta più praticabile l’autonomia personale, la libertà di scelte di vita, men che meno realizzare un progetto esistenziale come soggetti critici e liberi».
Il Garante ricorda anche cosa significhi concretamente autonomia personale: riuscire a nutrirsi, vestirsi, mantenersi puliti, raggiungere gli obiettivi essenziali della vita quotidiana e conservare adeguate competenze relazionali.
Droghe tra i giovani: cala l’età dei consumatori
L’attenzione si sposta poi sulle sostanze che troppo spesso vengono considerate erroneamente meno pericolose.
Il Garante cita marijuana e hashish, ma anche la cocaina, osservando come venga ancora presentata come una droga compatibile con una normale vita sociale o addirittura con uno status prestigioso.
«La desolante verità», scrive, è invece quella di ritrovarsi «in balia di dipendenza, depressione e non ultimo di nervosi spacciatori».
Particolarmente preoccupante è un altro dato evidenziato nel documento:«la drammatica realtà dell’abbassamento dell’età degli assuntori di sostanze illegali, che intacca il mondo dell’infanzia, e la loro crescente consistenza numerica».
Smartphone e giovani: la scuola resta il principale presidio educativo
Accanto alle droghe tradizionali, il documento affronta anche la crescente dipendenza dagli strumenti elettronici. Smartphone, computer e schermi, secondo Lo Scrudato, stanno modificando il modo di apprendere e di relazionarsi. Gli effetti negativi si riflettono sul percorso scolastico, nei rapporti familiari e nella socializzazione tra coetanei.
Il Garante osserva che il continuo bombardamento di immagini rischia di non permettere ai ragazzi di costruire «un quadro di senso compiuto all’interno del quale esercitare il giudizio critico, la presa di posizione e le scelte».
Per questa ragione affida alla scuola un duplice compito: aggiornare costantemente i docenti e rafforzare strumenti come la lettura dei testi, la comprensione, la traduzione e tutte quelle procedure logiche che consentono agli studenti di sviluppare capacità critica e autonomia di pensiero.
Periferie di Palermo: ZEN e CEP al centro della riflessione
Uno dei passaggi più significativi della nota riguarda la situazione delle periferie.
Lo Scrudato definisce «un gravissimo nodo al pettine» la scelta urbanistica che ha portato, negli anni, alla nascita di quartieri come ZEN e CEP.
Secondo il Garante queste realtà si sono consolidate come aree «fortemente separate in termini non solo spaziali, ma anche e soprattutto culturali», dove spesso manca una reale condivisione dei valori comuni.
In questi contesti, osserva, si sono sviluppati modelli comportamentali appresi «nei gruppi di pari, sulle strade e negli spazi dove vengono coltivati linguaggi, pratiche, comportamenti e valori separati», alimentati anche dalle difficoltà che attraversano numerose famiglie.
Violenza giovanile e piazze di spaccio: i segnali da non ignorare
Nel documento trova spazio anche un riferimento alla recente cerimonia del Premio Cronista 2026 dell’Associazione della Stampa di Sicilia.
Il Garante richiama l’intervento del giornalista Salvo Palazzolo, che ha espresso forte preoccupazione per la crescita della violenza giovanile, e quello della cronista agrigentina Concetta Rizzo, autrice di un’inchiesta sulle piazze di spaccio che ha portato anche a iniziative della magistratura. Per Lo Scrudato questi episodi confermano che il fenomeno è reale e richiede un’attenzione sempre maggiore.
Il ruolo di scuola, informazione e cultura per comprendere i giovani
Una parte importante della riflessione è dedicata al ruolo del giornalismo e della cultura. Lo Scrudato invita giornalisti e scrittori a «illuminare i fenomeni, i cambiamenti, le derive, con coraggio e obiettività, senza inutili allarmismi, ma senza distrazioni».
L’obiettivo, spiega, è quello di comprendere il mondo dei bambini e degli adolescenti e raccontarlo non solo alle istituzioni, ma anche agli stessi giovani.
Secondo il Garante, da una conoscenza più approfondita della realtà giovanile possono nascere «migliori e più appropriati progetti di intervento formativo ed educativo».
Dispersione scolastica e famiglie: la rete educativa indicata dal Garante
Nella parte conclusiva della nota arriva l’appello più forte.
«Occorre con urgenza ristabilire un contatto, una relazione formativa con queste sacche di nostri concittadini giovani e giovanissimi», scrive Lo Scrudato.
Per raggiungere questo obiettivo è necessario contrastare la dispersione scolastica, ma anche coinvolgere il Terzo Settore, il volontariato, le parrocchie, le associazioni sportive e le famiglie.
«Non bisogna neppure rinunciare a veicolare contenuti e relazioni dentro le famiglie», sottolinea il Garante, soprattutto quando attraversano situazioni di difficoltà.
Lo stesso Lo Scrudato riconosce che tutto questo richiede «uno sforzo immane, titanico, è ovvio, si capisce, ma non c’è alternativa se si vuole sortire almeno un risultato minimo; l’alternativa è il consolidarsi e il crescere di questa deriva che presto traverserà, in modo difficilmente controllabile dentro episodi di forte devianza e di esercizio insensata violenza».
La riflessione si chiude con un monito che sintetizza il senso dell’intero documento: «I segnali ci sono tutti, la cronaca ci fornisce già episodi allarmanti, i fenomeni di separatezza giovanile dai contesti educativi e formativi crescono e si consolidano». Fino alla conclusione più significativa: «Si potrebbe dire che il futuro temuto sia già arrivato!».
Parole che rappresentano un invito rivolto a tutta la città di Palermo a non abbassare la guardia e a ricostruire una rete educativa capace di restituire prospettive ai bambini e agli adolescenti.
Dorotea Rizzo