Femminicidio di Assunta Carbone: il dovere della memoria contro la violenza

L’omicidio-suicidio avvenne il 26 giugno 2025 a Rivalta di Torino. L’uomo la uccise a coltellate e poi si gettò in acqua nel Lago Grande

0
1009
assunta carbone
Reading Time: 2 minutes

Si chiamava Assunta Carbone e aveva 54 anni: la donna fu assassinata un anno fa dall’ex compagno che si tolse la vita. Il femmincidio di Assunta va ad aggiungersi ai tanti compiuti nel 2025 per mano di ex, di mariti, di compagni. Donne accoltellate, strangolate, fatte a pezzi indistintamente da nord a sud.

Il corpo senza vita di Assunta fu ritrovato nel suo appartamento di via XXV Aprile a Rivalta di Torino il pomeriggio del 26 giugno 2025 con evidenti segni di una violenta aggressione. A ritrovare la vittima – che tutti in paese conoscevano come Susy – furono i carabinieri che si erano recati nell’abitazione per avvisarla della morte del compagno, Alessandro Raneri, 55 anni, fu trovato morto a diversi chilometri di distanza, nel Lago Grande di Avigliana, in provincia di Torino.

Da qui ipotizzarono subito un omicidio-suicidio. L’uomo l’avrebbe uccisa a coltellate, colpendola probabilmente con un grosso coltello da cucina con un primo fendente alle spalle, all’altezza della nuca, e poi altre coltellate al collo, al torace e all’addome.

Susy la conoscevano tutti in paese a Rivalta, dove era cresciuta e dove era titolare di una bancarella che vendeva pasta fresca al mercato della città. La donna era madre di un giovane di 27 anni. Mentre il compagno aveva una figlia di 15 anni. Entrambi i figli li avevano avuti da un precedente matrimonio. La coppia stava insieme da sette anni. Raneri era un ex elettricista. L’uomo aveva trovato lavoro in una ditta di antifurto a Torino, dopo un lungo periodo di disoccupazione, seguito da una depressione che stava curando da un anno.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la mattina del 26 giugno di un anno fa, giorno del ritrovamento del corpo senza vita di Susy, la donna avrebbe fatto colazione in casa, poi il litigio col compagno. I vicini quel giorno avrebbero sentito le urla provenire dall’appartamento della coppia verso le 8.30 e dopo aver udito forti rumori, il silenzio assordante. Quindi Raneri si lavò, si vestì e uscì di casa.

Raggiunse con la sua auto, percorrendo meno di quindici chilometri, la zona dei pontili sul Lago Grande. Da qui  si diresse sulla passerella in legno. Alle ore 9:45 un testimone lo notò mentre si toglieva i vestiti, lasciando chiavi e telefono e abiti per terra e gettandosi in acqua senza più riemergere.

Serena Marotta

Leggi anche “Gentiana Kopili, accoltellata per strada un anno fa a Tolentino”