Cinque appuntamenti a ingresso libero distribuiti fra le sei del mattino e il tramonto, nell’area pedonale compresa fra lo stabilimento La Sirenetta e le Terrazze: ha preso il via la terza edizione del “Festival del Golfo di Mondello”, che si chiuderà domenica 30 con il concerto “Un’estate al mare” diretto da Antonio Zarcone. La manifestazione, ideata da Vincenzo Montanelli e affidata alla direzione artistica di Angelo Butera, è organizzata dall’associazione culturale “Ignazio Florio” con il patrocinio dell’assessorato regionale al Turismo, sport e spettacolo e dell’assessorato alla Cultura del comune di Palermo.
«Il festival viene ideato proprio per valorizzare quello che noi abbiamo, cioè la pedonalizzazione, il rispetto per l’ambiente», spiega Montanelli, che definisce il festival come un’operazione di restituzione del lungomare alle persone: «C’è uno spazio di cui ci appropriamo quando in generale è adibito alle macchine, e che restituiamo ai turisti e ai palermitani». Alla stessa logica risponde l’orario dei concerti sulla spiaggia: «È alle sei del mattino perché da qua si gode un’alba bellissima».
“Io che amo solo te” è il titolo scelto per questa edizione, declinato lungo l’intero cartellone come amore per i compagni di vita e per i figli, per la propria città e per il Palermo calcio, per la tutela dell’ambiente, per la ricerca scientifica e per la musica d’autore. Il filo conduttore tiene insieme tre incontri al tramonto e due concerti all’alba, ciascuno della durata di un’ora.
Al Brass Group, ai Travaglini, al Folk Studio e al Piccolo Teatro guarda l’asse portante del programma, dedicato alla stagione culturale palermitana degli anni Settanta. «Negli anni Settanta a Palermo è successo di tutto», dice il direttore artistico Angelo Butera: «È nata la cultura degli anni Settanta a Palermo e dopo quella cultura sono arrivati i grandi artisti di oggi. Dobbiamo ricordare e dare merito a chi negli anni Settanta ha creato la cultura a Palermo». Sul ruolo della borgata nell’immagine della città Butera è netto: «Mondello non può essere considerata solo una borgata, la spiaggia dei palermitani. I tour operator quando parlano di Palermo parlano di tre cose: del Teatro Massimo, della Cattedrale e di Mondello».
Le due albe sono affidate alla voce jazz di Giuliana Di Liberto con il pianoforte di Roberto Macrì, sabato alle 6, e al dialogo fra il compositore Giuseppe Milici e il pianista Aky Spadaro, domenica alla stessa ora. Al tramonto di sabato Mario Caminita e Marcello Mordino ripercorrono l’evoluzione della borgata in “Mondello: da Vycpálek a Daniela Giordano”, accompagnati dalla chitarra di Tony Landolina, fino all’elezione palermitana a Miss Italia del 1966.
«Avevamo detto all’inizio dell’estate che non ci sarebbe stato un solo giorno senza cultura e senza musica in città», afferma l’assessore alla Cultura Antonio Rini, «ma oggi possiamo dire che in quella ottica temporale di giorno intendevamo più cose al giorno, che vanno dall’alba al tramonto». Sul versante turistico interviene l’assessore allo Sport e turismo Alessandro Anello: «Con questo tipo di programma attraiamo sempre di più i turisti, aumentiamo i flussi e soprattutto diamo al calendario una valorizzazione non indifferente». Per il sindaco Roberto Lagalla, l’originalità sta, invece, negli orari, «che si collegano a momenti speciali della giornata, l’inizio e la conclusione della luce».
Andrea Maria Rapisarda Mattarella