FISCO – Il MAGAZZINO RISCOSSIONE aumenta.
C’è di nuovo aria di “rottamazione” delle cartelle di pagamento, la quinta.
E’ veramente molto preoccupante l’enorme quantità di carichi iscritti a ruolo giacenti presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e la modestissima percentuale che potrebbe essere riscossa.
C’è da dire, al riguardo, che, quando un credito erariale viene iscritto a ruolo, il debitore ha già percorso, rinunciando ad avvalersene, tutte le possibili vie per la definizione agevolata (ravvedimento operoso, pagamento con acquiescenza, contraddittorio preventivo, accertamento con adesione, ecc.), nel senso che ha preferito lasciare aperta la propria situazione debitoria con il fisco non avvalendosi di tutte le facilitazioni che, nel percorso dall’accertamento alla riscossione coattiva, la legge prevede. Il debito affidato all’Agente della riscossione, quindi, costituisce normalmente uno “zoccolo duro”, di non facile recupero.
La situazione, pertanto, è molto grave. I crediti inesigibili sono troppi. L’hanno evidenziato gli stessi Vertici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate. Lo ha rilevato anche la Corte dei Conti.
Il “magazzino” dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione contiene attualmente quasi mille e trecento miliardi di crediti (con circa 160 milioni di cartelle “giacenti”), di cui quasi la metà assolutamente irrecuperabili perché intestati a persone decedute o nullatenenti oppure a imprese già cessate o interessate da procedure concorsuali chiuse.
Il fatto risulta ancora più grave se si pensa ai diversi tentativi, che si sono dimostrati sostanzialmente poco efficaci, di recuperare il recuperabile attraverso la previsione di diverse disposizioni contenenti definizioni agevolate (Rottamazione, Rottamazione-bis, ter, quater, “Saldo e stralcio”).
Nel 2024, Ruffini, l’allora direttore dell’Agenzia delle Entrate, aveva già evidenziato la progressiva stratificazione di crediti vetusti, non riscossi ed in buona parte non riscuotibili, un “magazzino riscossione che aveva raggiunto la somma di 1.206,6 miliardi di euro e di cui non più del 7%, così come rilevato anche dalla Corte dei Conti, poteva essere considerato recuperabile.
Più recentemente, lo scorso 27 marzo 2025, il nuovo direttore dell’Agenzia delle entrate e di Agenzia delle entrate-Riscossione, Vincenzo Carbone, intervenendo presso la VI commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha sottolineato che il “ magazzino” ammonta a 1.279,8 miliardi di euro (circa 70 miliardi i più dell’anno precedente), coinvolge circa 22,3 milioni di contribuenti e riguarda ruoli affidati dai diversi enti creditori nel periodo 1° gennaio 2000 – 31 gennaio 2025, comprensivi anche dei carichi relativi agli ambiti provinciali della Regione Siciliana affidati fino al 30 settembre 2021 a Riscossione Sicilia S.p.A..
È stato rilevato, peraltro, che quelle di cui parliamo sono somme dovute in gran parte anche da “recidivi”, quei soggetti (“incorreggibili”), cioè, che si sono avvalsi delle diverse versioni della rottamazione, hanno pagato magari una sola rata, hanno fermato (provvisoriamente) le azioni esecutive del fisco, e poi si sono fermati.
Secondo il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, pertanto, la situazione va aggredita in modi diversi, contemperando l’esigenza di lavorare i carichi del “magazzino” residuo, con la necessità di assicurare la tempestività del recupero coattivo.
Si ricorda che, in attuazione dell’articolo 18 della Legge delega per la riforma tributaria (la legge 111 del 9 agosto 2023), allo scopo di incrementare l’efficienza dei sistemi della riscossione, il Governo, con il Decreto legislativo n. 110 del 29 luglio 2024, ha introdotto diverse novità.
Per facilitare i pagamenti ha provveduto ad una rivisitazione del sistema della rateizzazione dei debiti verso l’Erario, con la previsione di un numero massimo di rate pari a 120 (dieci anni).
È stata prevista, più in particolare, la “Rateazione ordinaria”, con un meccanismo che aumenta di biennio in biennio a partire dal 2025. Su semplice richiesta del contribuente, il quale dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Infatti, l’Agenzia delle entrate-riscossione concede la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, di importo inferiore o pari a 120.000 euro, comprese in ciascuna richiesta di dilazione, fino a un massimo di 84 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026; 96 rate mensili, per le richieste presentate negli anni 2027 e 2028 e 108 rate mensili, per le richieste presentate a decorrere dal 1° gennaio 2029.
Inoltre, sempre con un debito fiscale d’importo non superiore a 120.000 euro, se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà, l’Agenzia delle entrate-riscossione può concedere la rateizzazione delle somme dovute fino ad un massimo di 120 rate. Anche in questo caso vige il meccanismo, a partire dal 2025, che aumenta di biennio in biennio il numero delle rate. Per cui, in caso di “Rateazione documentata”, il numero delle rate potrà essere: da 85 a 120 per richieste presentate negli anni 2025 e 2026, da 97 a 120 per richieste presentate nel 2027 e nel 2028, e da 109 a 120, per richieste presentate dal 1° gennaio 2029.
La sussistenza della temporanea situazione di obiettiva difficoltà deve essere documentata dal contribuente attraverso l’Indicatore ISEE, oppure, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, in base all’indice di liquidità e dal rapporto tra debito da rateizzare e quello residuo eventualmente già in rateazione e il valore della produzione per gli altri soggetti.
In presenza di debiti oltre 120.000 euro, previa richiesta documentata circa la temporanea situazione di obiettiva difficoltà, al contribuente può essere concessa la rateizzazione fino a 120 rate.
Ed ancora, per trovare una soluzione per lo smaltimento del grosso arretrato riguardante le iscrizione a ruolo, quelle che formano il “magazzino” al quale prima si è fatto cenno, in base a quanto previsto dall’articolo 7 del citato Decreto Legislativo n. 110/2024, è stata istituita un’apposita commissione, al fine di procedere all’analisi del magazzino in carico all’Agenzia delle entrate-Riscossione e, relazionare al Ministro dell’economia e delle finanze per proporre le possibili soluzioni, da attuare con successivi provvedimenti legislativi, al fine di conseguire il discarico di tutto o parte del predetto magazzino entro il 31 dicembre 2025, per i carichi affidati dal 2000 al 2010; il 31 dicembre 2027, per i carichi affidati dal 2011 al 2017; ed il 31 dicembre 2031, per i carichi affidati dal 2018 al 2024.
Il problema del “magazzino della Riscossione”, tuttavia, sussiste ancora e continua ad essere molto grave.
Ecco, quindi, che l’esigenza di un ulteriore intervento appare sempre più concreta.
E tra le soluzioni che sono state ipotizzate più recentemente, c’è pure la previsione di una ennesima forma di “rottamazione”, sarebbe la quinta, una definizione agevolata che potrebbe essere inserita tra le disposizioni della prossima legge di bilancio 2026.
Tali proposte legislative prevedono, più precisamente, la definizione agevolata, ossia senza pagamento di sanzioni ed interessi, delle somme affidate all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023. Si sta inoltre valutando l’inclusione delle cartelle notificate nel 2024, purché relative ad annualità passate.
L’importo dovuto dovrebbe essere pagato in unica soluzione oppure in dieci anni, ossia con una rateizzazione fino a 120 rate mensili.
Per i contribuenti con un debito iscritto a ruolo superiore a 50.000 euro, potrebbe essere previsto un pagamento immediato del 5% dell’intero debito.
Non dovrebbe comportare la decadenza dall’agevolazione il mancato pagamento delle rate per un numero non superiore ad otto.
Il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo, comunque, è dell’avviso che della rottamazione quinquies debbano potersi avvalere solo i soggetti che si trovano in oggettiva difficoltà economica. Dovrebbero essere esclusi, invece, i “recidivi”.
Si pensa pure ad una nuova versione del “saldo e stralcio”, ossia l’abbandono automatico di somme iscritte a ruolo di modesto importo (probabilmente quelle fino a 5.000 euro), visto che anche il tentativo di riscuotere coattivamente tali somme può risultare non conveniente per l’Erario.
Comunque, la copertura finanziaria del provvedimento sarà decisiva nella formulazione delle nuove norme e nella determinazione dei contribuenti che se ne potranno avvalere.
Ricordiamo che l’ultima forma (in ordine di tempo) di rottamazione, la quater, quella introdotta con la Legge di Bilancio 2023, consentiva di estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 ed il mantenimento dei benefici era subordinato al rispetto delle scadenze previste. La rateizzazione era consentita fino a un massimo di 18 rate.