Fisco, sempre più vicino il sistema di pagamento con addebito diretto in banca

Dal modello F24 all'addebito diretto sul conto corrente: la riforma fiscale punta a semplificare i pagamenti di imposte e contributi

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fisco, addebito diretto
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Abbiamo già parlato, nelle pagine de l’altroparlante, del rapporto che, trent’anni fa, esisteva tra fisco e contribuente: un sistema che non solo considerava “sudditi” i cittadini che dovevano pagare i tributi ma che imponeva non facili adempimenti formali che, in mancanza della tecnologia allora completamente inesistente, comportava grossi sacrifici per i cittadini, non solo per presentare le dichiarazioni, ma anche per versare all’Erario le somme dovute.

Era il tempo in cui le dichiarazioni (i famosi “modelli lunari”) si presentavano personalmente presso il proprio comune o per posta, ed in cui il versamento doveva essere fatto direttamente presso la cassa dell’ufficio interessato, in contanti o con titoli garantiti.

Gli Uffici fiscali, infatti, fino al 1997, erano dotati di un “Servizio Autonomo di Cassa” (SAC) presso il quale prestavano servizio funzionari con qualifica di “cassiere” i quali ricevevano il denaro dai contribuenti e poi li riversavano alla Tesoreria Regionale (qui in Sicilia) presso il Banco di Sicilia il quale, a sua volta, li destinava agli enti impositori.

Poi, grazie alla legge 241 del 9 luglio 1997, i versamenti fiscali cominciarono ad essere effettuati attraverso i servizi telematici del Ministero delle finanze e, dopo l’istituzione delle Agenzie fiscali, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Fu così che “nacque” il modello F24, un modello “unico” che non solo permetteva di pagare presso gli istituti bancari o alla Posta,  ma consentiva di effettuare le compensazioni, compensando cioè le somme dovute, a titolo di tributi o contributi previdenziali, con eventuali crediti spettanti allo stesso contribuente.

Tali compensazioni sono state definite “verticali”, in caso di  compensazione tra crediti e debiti della stessa natura,  ed “orizzontali”, in caso di  compensazione tra crediti e debiti di natura diversa, come nel caso di compensazione del debito IVA con un credito di imposte dirette o di contributi previdenziali.

Una grossa innovazione quella dei pagamenti “unitari” con F24, che, comunque, ha comportato e comporta sempre un versamento presso istituti di credito o posta, a meno che dopo la compensazione, scaturisca un credito.

Da qualche anno, però, si è cominciato a pensare anche al pagamento diretto, ossia ad un sistema, facoltativo,  che realizza il prelievo del debito fiscale prelevandolo direttamente dal conto corrente del contribuente.

Per la verità questa novità era stata ipotizzata con l’Atto di indirizzo del MEF per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2023-2025.

L’ok legislativo, però, è arrivato con una delle leggi attuative della Riforma Fiscali (legge 111 del 9 agosto 2023), e più precisamente con l’articolo 17 del Decreto legislativo n. 1 dell’8 gennaio 2024 (Decreto semplificazioni). 

Detta disposizione è stata confermata con il più recente Atto di indirizzo del MEF per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. 

E’ stato espressamente stabilito, al citato articolo 17, al comma 1, che  Per i versamenti ricorrenti,  rateizzati  e  predeterminati,  di imposte, contributi e  altre  somme  cui  si  applica  la  disciplina dell’articolo 17 del decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.  241, effettuati  attraverso  i  servizi  telematici   dell’Agenzia   delle entrate, il contribuente o l’intermediario autorizzato può  disporre in via preventiva l’addebito di somme dovute per scadenze future,  su un  conto  aperto   presso   un   intermediario   della   riscossione convenzionato con la stessa Agenzia. Con provvedimento del  direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti i criteri  e  le  modalità applicative del presente articolo”. 

Mancano ancora, però, i decreti attuativi che dovranno stabilire i criteri e le modalità operative del nuovo sistema di pagamento.

In pratica, da quando saranno pubblicate le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, il pagamento dei tributi, “purché ricorrenti,  rateizzati  e  predeterminati”, previa  autorizzazione del debitore, potranno essere effettuati con prelievo diretto presso il conto corrette del contribuente, evidentemente previa comunicazione all’Ufficio fiscale, oltre che dell’assenso, anche dell’IBAN.

Una novità sensazionale, specialmente per quei contribuenti che, con poca dimestichezza con i sistemi telematici, oggi sono costretti a recarsi in banca o posta, per effettuare, dopo estenuanti code, il versamento dei tributi. Un sistema che rende anche  difficile o improbabile dimenticare i versamenti obbligatori.

Un sistema che si affianca a quello da molti anni in  uso per il pagamento delle ”bollette” della luce, dell’acqua o del gas, o di altre somme “domiciliate”.

Il conto utilizzato dovrà essere intestato (o cointestato) al contribuente indicato nel modello F24, in modo da escludere addebiti su conti di terzi estranei al debito.

L’addebito del tributo dovuto, comunque, avverrà l’ultimo giorno utile per il pagamento, prelevando dal conto la somma per essere riversata all’Erario.

E’ chiaro che,  se sul conto non ci sono fondi sufficienti, l’operazione sarà scartata e il contribuente dovrà procedere con altre modalità, esponendosi al rischio di sanzioni in caso di versamenti tardivi.

Non c’è dubbio che anche questo sistema, di prossima attuazione,  si colloca nell’ambito del programma dell’Agenzia delle Entrate e degli altri Enti impositori di semplificare la vita di cittadini e imprese attraverso la digitalizzazione dei servizi fiscali.

Si tratta, certamente, di un obiettivo meritorio.

Non bisogna dimenticare, tuttavia, i cittadini più fragili (come gli anziani ed i disabili), quei cittadini i quali non solo non sono in grado di adempiere  “fisicamente” a tutti gli adempimenti fiscali (dichiarativi e di versamento), ma che non sono nemmeno in grado di provvedere ad adempimenti telematici, facili per la maggior parte dei cittadini, ma complicatissimi per altri.

Non bisogna escludere, principalmente, la possibilità del confronto (veloce e semplice) “di persona” tra funzionario e cittadino, confronto che, attualmente, nella maggior parte dei casi, non solo può avvenire previo appuntamento (e già questo è un problema per i soggetti ”fragili” di cui si è già detto), ma che troppo spesso richiede attese estremamente lunghe con “sacrifici” che per alcuni cittadini contribuenti sono impossibili da affrontare.

Occorre trovare, con particolare riferimento ai menzionati contribuenti (sono invero tanti) un sistema intelligente  che preveda una “linea preferenziale”, magari da documentare (salute, età, altri problemi familiari, ecc.), oppure una sorta di delega, gratuita, ad un professionista, magari remunerato con un sistema simile a quello del “gratuito patrocinio”.

Solo in questo modo il fisco sarà veramente “giusto”.

Salvatore Forastieri

Leggi anche “Scadenze fiscali e contributive del mese di luglio 2026”