La Giornata Mondiale del Risparmio tra storia, nuovi obiettivi e iniziative

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Mentre le generazioni più anziane “difendono” il risparmio, i giovani lo “progettano”, utilizzandolo attivamente come leva per la realizzazione personale

Il 31 ottobre è la data in cui il mondo celebra la Giornata Mondiale del Risparmio che quest’anno celebra la sua 101ª edizione. Questa ricorrenza, che affonda le sue radici in un lontano passato, si conferma ogni anno un appuntamento cruciale per riflettere sull’importanza di una gestione finanziaria consapevole, non solo a livello individuale, ma anche per la stabilità economica globale.

Dalle origini agli obiettivi: un secolo di cultura del risparmio

La Giornata Mondiale del Risparmio nasce da una scelta lungimirante. La sua istituzione risale al 1924, durante il 1° Congresso Internazionale del Risparmio tenutosi a Milano, presso la sede storica della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. L’idea, promossa dai rappresentanti di oltre 29 Paesi, era quella di dedicare un giorno all’anno a celebrare e promuovere il risparmio come virtù fondamentale per la prosperità delle famiglie e delle nazioni. L’iniziativa trovò poi la sua prima celebrazione ufficiale nell’ottobre del 1925 e fu da subito accompagnata in Italia da manifesti d’autore che ne diffondevano il messaggio.

I pilastri della giornata

Gli obiettivi della Giornata Mondiale del Risparmio sono da sempre chiari e mirano a promuovere l’educazione finanziaria, soprattutto tra le nuove generazioni, per insegnare i concetti di gestione del denaro, pianificazione e investimento consapevole; sottolineare come il risparmio sia una risorsa essenziale per affrontare le incertezze economiche (come l’inflazione o l’aumento del costo della vita) e garantire stabilità alle famiglie e a ricordare che l’accantonamento privato è una fonte vitale per gli investimenti nelle imprese e, di conseguenza, per il progresso economico e sociale del Paese, come riconosciuto anche dall’Art. 47 della Costituzione italiana. Negli ultimi anni, inoltre, si è aggiunto un focus sul binomio “Risparmio è Sostenibilità”, incoraggiando scelte di investimento che tengano conto dei criteri ESG (ambientali, sociali e di governance).

Le iniziative chiave: educazione e consapevolezza

Ogni anno, la ricorrenza del 31 ottobre è animata da una serie di eventi e iniziative promosse da istituzioni, banche e associazioni, tra cui l’ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa) e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana).

Le iniziative più significative ruotano attorno a convegni e Studi Istituzionali. Tradizionalmente, la Banca d’Italia e l’ACRI presentano a Roma un’indagine approfondita sul rapporto tra gli Italiani e il Risparmio, fornendo dati cruciali sulle tendenze e le sfide attuali, come la persistente propensione al risparmio in un contesto di incertezza. In calendario anche programmi di Educazione Finanziaria. Numerosi istituti promuovono progetti specifici nelle scuole, come la Global Money Week (GMW) o l’iniziativa “Faccio Tesoro” della Banca d’Italia, con l’obiettivo di colmare il divario di competenze finanziarie, soprattutto tra giovani, donne e fasce più vulnerabili. Va citata “L’Arte del Risparmio”, iniziativa, promossa in diverse città dal Museo del Risparmio del Gruppo Intesa Sanpaolo e dalle sue Gallerie d’Italia, che offre laboratori, percorsi didattici e quiz per studenti e adulti. L’obiettivo è mostrare in modo ludico ed educativo che il risparmio è un’abilità che si può apprendere e che ha un risvolto creativo. Vengono inoltre realizzate attività didattiche che spesso utilizzano storie, fiabe e la creazione di salvadanai per rendere il concetto di accantonamento più tangibile per i bambini, insegnando non solo il valore del denaro, ma anche il rispetto delle risorse in un senso più ampio.

La Giornata Mondiale del Risparmio si conferma quindi un momento non solo celebrativo, ma operativo, spingendo a superare l’idea di un risparmio “casuale” per abbracciare una pianificazione finanziaria intenzionale e sostenibile.

Indagine ACRI-IPSOS: la fragile capacità di risparmio degli italiani

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, l’ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), in collaborazione con Ipsos, ha presentato la sua indagine annuale, che traccia un quadro aggiornato e in chiaroscuro del rapporto degli italiani con le proprie finanze.

I risultati evidenziano un sentimento di crescente pessimismo sullo scenario economico, che si riflette in una compressione della capacità di risparmio per molte famiglie.

I dati chiave: risparmio ai minimi e peggioramento del clima

L’aspetto più allarmante dell’ultima rilevazione riguarda la reale capacità delle famiglie di mettere da parte risorse. Soltanto il 41% delle famiglie italiane dichiara di riuscire a risparmiare. Questo è il dato più basso registrato dal 2018, segnalando una difficoltà strutturale che si è acuita. Il 57% dei nuclei familiari ritiene che il proprio tenore di vita sia peggiorato. Sempre più famiglie si trovano a consumare l’intero reddito o, peggio, ad attingere ai risparmi precedentemente accantonati per far fronte alle spese correnti. Le aspettative sul futuro, in particolare per l’economia europea e mondiale, mostrano un ulteriore peggioramento rispetto all’anno precedente, contribuendo a un clima di incertezza. Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata, il risparmio rimane un “patrimonio da tutelare per coesione sociale e sviluppo”, ribadendo il suo alto valore civico riconosciuto dalla Costituzione.

Un paese “a due velocità”

L’indagine mette in luce un’Italia a “due velocità”, con dinamiche differenziate a seconda delle generazioni e delle condizioni economiche. Nonostante la percezione di guadagnare e risparmiare meno dei propri genitori, i giovani (18-30enni) mantengono un atteggiamento più favorevole verso il futuro e mostrano una maggiore apertura verso gli investimenti, considerati non solo per la sicurezza, ma anche come opportunità per raggiungere obiettivi specifici (come l’acquisto di una casa o la realizzazione di un progetto). Una quota significativa della Gen Z, ad esempio, è particolarmente interessata ai rendimenti e agli investimenti con impatto positivo su ambiente e società (ESG). Nonostante le difficoltà, rimane dominante l’idea che il risparmio sia cruciale non solo per la tutela personale da imprevisti e crisi economiche (visto come un “paracadute”), ma anche come fattore “sistemico” di stabilizzazione e crescita per il Paese.

La sfida dell’educazione finanziaria e degli investimenti

Il Rapporto rileva una costante: pur essendo un popolo di risparmiatori, gli italiani spesso non sono investitori attivi e consapevoli. L’indagine evidenzia la necessità di orientare i risparmiatori verso scelte di investimento informate, essenziali per proteggere il potere d’acquisto dall’inflazione, un rischio ancora percepito come sensibile. Cresce la fiducia degli italiani nei confronti delle leggi e degli strumenti a tutela del risparmio. Molti esperti, intervenuti al convegno, hanno sottolineato la necessità di un fisco più “amico” e incentivante per il risparmio a lungo termine e per gli investimenti produttivi.

La fotografia scattata dall’ACRI e Ipsos, quindi, ritrae un Paese in cui la cultura del risparmio è ancora salda, ma dove la capacità pratica di realizzarlo è sotto pressione a causa del peggioramento del clima economico, rendendo l’educazione finanziaria un imperativo ancora più urgente.

Generational gap nel salvadanaio: le priorità di risparmio degli italiani

L’indagine ACRI-Ipsos sulla cultura del risparmio in Italia rivela una marcata differenza negli obiettivi e nell’approccio alle finanze tra le diverse generazioni. Il risparmio, pur restando un valore fondamentale per tutti gli italiani, assume un significato molto diverso a seconda dell’età, trasformandosi da “scudo difensivo” a “motore di crescita”.

Boomers e Gen X: la sicurezza prima di tutto

Le generazioni più mature, che hanno vissuto periodi di maggiore stabilità economica ma anche l’impatto delle crisi recenti, vedono il risparmio principalmente come una necessità per garantire tranquillità e stabilità economica contro l’incertezza. Per i c.d. boomers il risparmio è un pilastro di gestione finanziaria associato a prudenza. Le priorità assolute sono far fronte a un futuro incerto, coprire spese impreviste e, in particolare, affrontare il rischio di spese mediche (citato dal 50-61% di Boomers e Gen X). I più maturi associano il risparmio a concetti di sicurezza finanziaria e a un approccio prevalentemente difensivo del patrimonio.

Millennials e Gen Z: crescita e obiettivi specifici

I giovani e i giovanissimi, pur percependo una minore capacità di risparmio rispetto ai loro genitori a causa dell’aumento del costo della vita e delle condizioni lavorative meno stabili, hanno un approccio più dinamico e orientato al presente/futuro. Dichiarano in maggioranza di avere obiettivi di risparmio differenti da quelli dei loro genitori. Tendono ad associare il risparmio maggiormente a concetti di crescita e investimento, anziché alla sola prudenza. Per queste generazioni, il risparmio è uno strumento per raggiungere obiettivi specifici nel breve-medio termine. In particolare, Millennials e Gen Z risparmiano per permettersi viaggi e svaghi (circa il 28-29%), una priorità che riflette un maggiore focus sull’esperienza. La Gen Z si distingue per un maggiore interesse verso i rendimenti e gli investimenti con impatto positivo (ESG, ovvero ambientali, sociali e di governance), dimostrando una mentalità più orientata al mercato e alla sostenibilità.

Mentre le generazioni più anziane “difendono” il risparmio, i giovani lo “progettano”, utilizzandolo attivamente come leva per la realizzazione personale.

Il risparmio liquido: la cautela che non paga

Il panorama finanziario italiano è ancora dominato dalla tendenza ad accumulare liquidità, ovvero a lasciare ingenti somme di denaro ferme sul conto corrente o in depositi a bassissimo rendimento.

Dati e tendenze

Elevata Cautela: circa due terzi degli italiani (il 63%) preferisce non investire i propri risparmi, mantenendoli in forma liquida. Risparmiatori “Per Caso”: Molti italiani, pur riuscendo ad accantonare denaro (il 41% secondo l’ultima indagine), lo fanno senza una chiara pianificazione d’investimento, cadendo nella categoria dei risparmiatori “per caso”. Diminuzione degli Investimenti: La propensione all’investimento si è leggermente contratta, scendendo al 34% degli intervistati che dichiara di investire parte dei propri risparmi.

I rischi della liquidità eccessiva

Accumulare grandi quantità di denaro sul conto corrente, senza investirlo, comporta tre rischi principali, soprattutto in un contesto macroeconomico incerto. Innanzitutto la perdita del potere d’acquisto: Questo è il rischio maggiore. Con l’aumento dei prezzi (inflazione), il denaro fermo perde valore reale. Se il tasso d’inflazione supera il rendimento (solitamente nullo o minimo) del conto corrente, il potere d’acquisto del risparmiatore diminuisce nel tempo. Inoltre la mancata crescita: La liquidità non genera rendimenti, impedendo al capitale di crescere e di contribuire alla realizzazione di obiettivi a medio e lungo termine (es. pensione integrativa, acquisto casa). A questi due fattori si aggiunge, inoltre quellom relativo al costo-opportunità: Il denaro fermo rappresenta un costo-opportunità, ovvero la rinuncia ai potenziali guadagni che si sarebbero potuti ottenere investendo in strumenti finanziari, anche a basso rischio.

Il contesto giovanile (Gen Z e Millennials)

Nonostante la Gen Z e i Millennials siano più aperti ai concetti di crescita e investimento, la loro capacità di risparmio è spesso limitata dai bassi redditi e dall’alto costo della vita. Questo li rende particolarmente sensibili al rischio inflazione. I giovani, pur disponendo di meno capitale, sono più interessati al rendimento (il 19% della Gen Z lo considera prioritario) perché hanno un orizzonte temporale più lungo per far crescere i propri risparmi. La loro propensione verso gli investimenti sostenibili (ESG) (scelti dal 23% della Gen Z) dimostra la ricerca di un senso e di un impatto etico nelle loro scelte finanziarie, distaccandosi dall’approccio puramente “difensivo” delle generazioni precedenti. Tuttavia, questo interesse deve essere supportato da una maggiore educazione finanziaria per tradursi in scelte d’investimento concrete e consapevoli.

Le nuove generazioni, in particolare la Gen Z, stanno ridefinendo la finalità del risparmio, che non è più solo una questione di prudenza o di rendimento finanziario, ma include esplicitamente l’impatto etico e sociale delle proprie scelte.

L’indagine ACRI-Ipsos e i dati di altre ricerche indicano una chiara preferenza giovanile per la sostenibilità Circa il 23% della Gen Z (persone nate dopo il 1997) dichiara di essere interessato a investire in attività con un impatto positivo su ambiente e società. Questo dato è superiore alla media della popolazione italiana. Per i giovani, i criteri ESG non sono un fattore secondario, ma spesso un elemento di attrazione e motivazione all’investimento. Questo riflette una maggiore sensibilità ai temi del cambiamento climatico, della giustizia sociale e della governance aziendale responsabile.

L’approccio della Gen Z è pragmatico: non si tratta di rinunciare al guadagno in nome dell’etica, ma di coniugare i due aspetti. La Gen Z è la fascia d’età più interessata ai rendimenti (il 19% lo considera l’aspetto prioritario dell’investimento, superando la media generale). Questo dimostra che i giovani percepiscono la sostenibilità non come un costo, ma come un fattore di potenziale stabilità e crescita nel lungo periodo. Il loro orizzonte temporale più lungo (dovuto alla giovane età) li rende intrinsecamente più adatti a investimenti che richiedono tempo per maturare, come i fondi focalizzati sulla transizione energetica o sullo sviluppo sociale. Sebbene siano motivati, i giovani hanno spesso competenze finanziarie di base limitate. Devono imparare a navigare nella complessa offerta di prodotti ESG per distinguere gli investimenti realmente sostenibili (“green”) dal fenomeno del “greenwashing” (pratiche di marketing ingannevoli sulla sostenibilità). Come evidenziato in precedenza, i bassi redditi e l’alto costo della vita limitano la quantità di capitale che possono destinare agli investimenti, sostenibili o meno.

L’interesse verso gli investimenti ESG è un chiaro segnale che le nuove generazioni cercano uno scopo più ampio per il proprio denaro. Vogliono che i loro risparmi contribuiscano a un futuro che considerano urgente, ma necessitano di strumenti e formazione adeguati per trasformare l’intenzione in un’azione finanziaria efficace.

I messaggi chiave della giornata

La 101ª Giornata Mondiale del Risparmio alimenta un quadro complesso, ma con messaggi istituzionali e sociali ben definiti che delineano il futuro della finanza personale in Italia.

Il risparmio è sotto pressione, ma resta un valore civico: nonostante l’allarme lanciato dal rapporto ACRI-Ipsos sulla riduzione della capacità di risparmio (41% delle famiglie) e il peggioramento del clima economico, il risparmio viene ribadito dalle istituzioni come un valore civico e un elemento sistemico di stabilità per il Paese (Art. 47 della Costituzione). La sfida è sostenere le famiglie che, pur lavorando, faticano ad accantonare.

Necessità di superare la cautela liquida con l’educazione: il 63% degli italiani preferisce lasciare il denaro in forma liquida. Questo approccio, dettato dalla cautela, espone il capitale al rischio di erosione da inflazione. Il messaggio centrale è che risparmiare non è sufficiente: è urgente investire nell’educazione finanziaria per tutte le età, permettendo ai risparmiatori di fare scelte consapevoli che proteggano e facciano crescere il loro potere d’acquisto nel tempo.

I giovani guidano la transizione etica: la Gen Z e i Millennials, pur con meno risorse, vedono il risparmio come un progetto di crescita e un veicolo per l’impatto. Il loro crescente interesse per gli Investimenti ESG (ambientali, sociali e di governance) segnala una domanda chiara al sistema finanziario: ricercare il rendimento in modo etico e sostenibile.

Questo 31 ottobre, più che mai, ricorda che il risparmio non è una reliquia del passato, ma uno strumento vivo che richiede consapevolezza, pianificazione e, sempre più, un occhio attento all’impatto sul futuro del pianeta e della società.

Roberto Greco

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