Il castello di Taormina e il mistero delle mura che sprigionano un profumo intenso

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castello di Taormina
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Dal Castello di Taormina si può ammirare uno dei panorami più belli della Sicilia orientale. In stile arabo-normanno, sorge sul Monte Tauro, a 397 metri di altezza ed è conosciuto anche col nome Castello di Monte Tauro o Castello Saraceno, e dalla sua posizione strategica lo sguardo abbraccia il versante ionico, dallo Stretto di Messina alla vallata dell’Alcantara, fino alle pendici dell’Etna e, nelle giornate più limpide, all’area urbana di Catania. Verso ovest si erge invece il sistema montuoso dei Peloritani.

Le origini della prima vera struttura fortificata sulla rocca vengono generalmente ricondotte all’età bizantina, quando il sito rappresentò per lungo tempo un importante avamposto nella resistenza contro l’avanzata araba in Sicilia. Tra il 908 e il 969 Taormina subì diverse incursioni e lunghi assedi saraceni. L’ultima offensiva, iniziata nel 964, si concluse cinque anni dopo con la capitolazione della città.

Il dominio musulmano terminò con l’arrivo dei Normanni. Nel 1079 le truppe del Gran Conte Ruggero cinsero d’assedio Taormina, facendo leva non tanto su un attacco diretto quanto sull’isolamento della fortezza, considerata estremamente difficile da espugnare. Furono bloccati i rifornimenti e gli accessi dal mare, mentre intorno alla città vennero innalzate numerose torri di legno. La strategia costrinse infine i difensori alla resa.

Insomma, Bizantini, Saraceni, Normanni, Svevi e Aragonesi hanno lasciato il segno su uno dei luoghi più strategici di Taormina. In epoca aragonese l’area della rocca acquisì anche una nuova dimensione religiosa. Nelle immediate vicinanze del castello venne realizzata la chiesa della Madonna della Rocca, voluta dall’abate Francesco Raineri con il sostegno dell’arcivescovo di Messina Geronimo Venero. L’edificio venne costruito sfruttando una cavità naturale della montagna, tanto che una parte del soffitto è ancora oggi costituita direttamente dalla roccia viva.

È proprio dalla chiesetta che inizia il percorso verso il castello. Una scalinata scavata nella pietra risale il Monte Tauro e conduce attraverso antichi camminamenti di ronda fino all’ingresso della fortezza. Il maniero presenta una pianta trapezoidale ed era dotato di una torre utilizzata come postazione di avvistamento. Le mura esterne si sono conservate in alcuni punti per oltre quattro metri di altezza, mentre buona parte delle strutture interne è andata perduta nel corso dei secoli.

Si possono ancora osservare invece una cisterna utilizzata per raccogliere l’acqua piovana, un corridoio sotterraneo destinato probabilmente alla conservazione di viveri e armi e una particolare scalinata a ventaglio che conduceva verso il mastio.

Il castello oggi con la sua magnificenza resta una delle testimonianze più significative della lunga storia di Taormina, regalando al visitatore lo sguardo su gran parte della costa orientale siciliana. Ma attorno al Castello aleggia anche un alone di mistero: ancora oggi, secondo i racconti popolari, tra le sue antiche mura si sprigionerebbe improvvisamente un intenso profumo, un fenomeno inspiegabile che alimenta leggende e suggestioni.

Taormina, con il suo castello, stregò personaggi come Johann Wolfgang von Goethe e Guy de Maupassant, che la descrisse così: «quadro nel quale si ritrova tutto ciò che sembra esistere sulla Terra per sedurre occhi, spirito ed immaginazione».

Serena Marotta

 

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