Il Genio di Palermo è il protettore laico della città. È una figura mitologica – con ogni probabilità di epoca preromana – che raffigura un anziano barbuto che indossa una corona sul capo. L’uomo è raffigurato muscoloso mentre allatta un serpente al petto. Il Genio di Palermo è stato iscritto nel REIS (Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia) come “simbolo dell’identità profonda di Palermo e dei suoi cittadini”, a partire da dicembre del 2021.
A Palermo esistono diverse raffigurazioni di questa figura mitologica: sette sculture, di cui due sono fontane, due affreschi e uno è un mosaico che si trova all’ingresso della Cappella Palatina.
Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit (Palermo conca d’oro divora i suoi e nutre gli stranieri). Così riporta l’iscrizione latina della statua del Genio a Palazzo Pretorio, detto in siciliano Palermu u nicu (Palermo il piccolo).
Lo ritroviamo ovunque, sparso per la città: all’ingresso del porto, ad esempio, ne esiste un altorilievo marmoreo: “Il Genio del porto”, che è la rappresentazione più antica. Al mercato della Vucciria troviamo invece Il “Genio del Garraffo”, scultura realizzata da Pietro de Bonitate alla fine del XV secolo.
Proseguendo il giro della città e soffermandoci in piazza Rivoluzione, troviamo la fontana sormontata dal Genio, che prende il nome dalla piazza ed è una scultura del XVI secolo. Qui un tempo esisteva il mercato di Fieravecchia. Oggi quel mercato di alimentari ha asciato il posto a piccole botteghe e dei pub che fanno da corollario alla grande piazza che deve il nome ai moti del 1820 e del 1848.
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Spostandoci poi nella zona periferica della città, sopra l’ingresso di Villa Fernandez, troviamo “Il Genio di Villagrazia” (che prende il nome dal quartiere dove è collocato). Questa scultura risale al XVII secolo. E ancora: a Palazzo Isnello nell’affresco L’Apoteosi di Palermo (1760), dipinto da Vito D’Anna nella sala da ballo.
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Nella cappella di Santa Rosalia “sbuca” dall’affresco il “Genio della chiesa del Gesù”. E nella splendida Villa Giulia il “Genio di Villa Giulia”, una scultura marmorea (1778) di Ignazio Marabitti, eretta al centro della fontana.
Alla cattedrale ne troviamo raffigurati due, nei bassorilievi collocati lungo le pareti del portico meridionale.
Un altro, invece, lo troviamo sopra il portone d’ingresso della Cappella Palatina a Palazzo dei Normanni. Infine, un’altra raffigurazione la troviamo nell’arazzo che si trova nella sala d’armi di Palazzo Comitini.
Serena Marotta
Le foto a corredo dell’articolo sono di Serena Marotta