Nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026. è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 117 del 19 giugno 2026, ossia il nuovo testo unico previsto dall’articolo 21 della legge n. 111 del 9 agosto 2023 (la legge delega sulla riforma tributaria), quello riguardante le imposte sui redditi.
Sono quindi ora sette i Testi Unici che, insieme a quelli che con quelli che saranno pubblicati entro quest’anno, entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio 2027.
Erano già stati pubblicati quelli riguardanti: TU Sanzioni – D.Lgs. 5 novembre 2024 n. 173; TU Tributi minori – D.Lgs. 5 novembre 2024 n. 174; TU Giustizia tributaria – D.Lgs. 14 novembre 2024 n. 175; TU Versamenti e riscossione – D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33; TU Registro e altri tributi indiretti – D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123; TU IVA – D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10.
Ne restano da pubblicare, pertanto, solo due, quello riguardante “Adempimenti e accertamento” (che riassumerà tutti gli obblighi dei contribuenti ed i poteri dell’Amministrazione Finanziaria) e quello riguardante “Agevolazioni tributarie e regimi di particolari settori” (che raccoglierà in un solo testo tutti i regimi speciali e le agevolazioni fiscali esistenti).
Dovrebbe essere pubblicato, alla fine, anche un “Codice Tributario”.
La pubblicazione dovrebbe essere completata entro quest’anno in quanto le nuove disposizioni, o – per meglio dire – le disposizioni ordinate per aree tematiche, come già detto, avranno efficacia a partire dal mese di gennaio dell’anno prossimo.
L’obiettivo dei testi unici è quello di ordinare e rendere di più facile consultazione tutte le disposizioni tributarie attualmente in vigore, provvedendo contemporaneamente ad abrogare quelle ormai superate o addirittura già abrogate.
Il citato articolo 21 della legge 111/2023, si intitola, infatti, “Principi direttivi per il riodino del sistema tributario mediante la redazione di testi unici e di un codice di diritto tributario”.
Insomma un lavoro molto importante volto ad assicurare quella che da tantissimi anni si cerca di ottenere: la certezza del diritto.
In realtà l’operazione, anche quando tutte le norme saranno in Gazzetta Ufficiale, non sarà molto semplice.
I cambiamenti, come è noto, sono sempre difficili, ma spesso sono indispensabili.
Ma la necessità di un nuovo studio unito all’assimilazione, per la successiva applicazione, di una quantità di norme tributarie contenute in oltre 3.000 pagine di gazzetta ufficiale (solo quello sulle imposte sui redditi, composto da ben 377 articoli più nove allegati, è riportato in 352 pagine di gazzetta) non sarà certamente cosa semplice e veloce.
L’ultimo Testo Unico pubblicato (in ordine di tempo), come già detto, riguarda il Testo Unico sulle imposte sui redditi. Un testo che – almeno per ora – sostanzialmente non rivoluziona le disposizioni che da più di quarant’anni regolano l’imposizione tributaria dei redditi (delle persone fisiche e di quelle giuridiche).
Sostanzialmente raccoglie in maniera organica le numerosissime disposizioni contenute nella legislazione preesistente, in materia di imposte sui redditi principalmente quella di cui al D.P.R. 917 del 1986, coordinandole con tutte le altre disposizioni che nel corso degli ultimi decenni si sono stratificate, coordinandole con il testo originario.
Però avremo un unico riferimento normativo aggiornato, destinato a sostituire il Decreto Legislativo n. 117 del 19 giugno 2026 (il precedente TUIR del 1986) e a costituire la base per i futuri interventi di riforma del sistema tributario.
Il TU n. 117/26 si compone di quattro parti, a loro volta suddivise in titoli, capi e sezioni.
La prima parte dedicata alle disposizioni generali, che riproducono principalmente la struttura e le norme del previgente Tuir.
La seconda e la terza parte contenenti tutte le disposizioni speciali in materia, già presenti in altri corpi normativi (come il regime forfettario di cui alla legge n. 190/2014).
La quarta parte (disposizioni finali e transitorie), infine, contenente tutte le altre norme che interessano il settore, comprese quelle di interpretazione autentica e quelle oggetto di abrogazione.
Salvatore Forastieri
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