La difficile situazione della salute mentale in Sicilia è approdata all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) con la presentazione, ieri mattina, di un importante documento d’interrogazione per affrontare l’emergenza che coinvolge migliaia di famiglie.
All’incontro tenutosi presso la Sala Pio La Torre di Palazzo dei Normanni, a Palermo, dal Movimento Regionale delle Organizzazioni per la Salute Mentale in Sicilia, hanno partecipato associazioni, persone con esperienza di disagio psichico, familiari, professionisti, ordini professionali, cooperative sociali, rappresentanti del terzo settore, organizzazioni sindacali e operatori dei servizi, dando vita a un confronto partecipato e a tratti acceso sul futuro della salute mentale nella regione.
L’incontro ha avuto un obiettivo preciso: presentare un documento di interrogazione rivolto all’assessore regionale della Salute, Marcello Caruso, e chiedere alla politica di dare seguito a proposte già discusse nei tavoli tecnici e nei territori. I promotori hanno scelto l’Ars per dare alla vertenza un peso istituzionale più forte e hanno annunciato la consegna simbolica del documento all’assessorato.
Facciamo un passo indietro. La Consulta regionale delle associazioni dei familiari e degli utenti non viene riunita dal luglio 2024, il Coordinamento tecnico regionale salute mentale è fermo dal gennaio 2025 e l’ultimo confronto con l’assessorato risale al 15 dicembre 2025. Da allora, hanno denunciato le organizzazioni, le proposte su budget di salute, piante organiche e Spdc sono rimaste senza un seguito concreto. Da qui la domanda posta durante l’incontro, cioè capire se il percorso si blocchi nella decisione politica, negli uffici o nei passaggi amministrativi.
Il Documento di interrogazione chiede alla Regione di sbloccare le proposte già condivise su budget di salute, piante organiche e Spdc. Il testo richiama la necessità di riportare i Centri di salute mentale alla loro funzione originaria, con équipe capaci di seguire i pazienti nel tempo, costruire progetti terapeutici individualizzati e lavorare insieme a Comuni, distretti sociosanitari, servizi per le dipendenze e terzo settore. Tra le richieste entrano anche il monitoraggio del budget di salute, la piena utilizzazione delle risorse disponibili, il rafforzamento degli Spdc, la riattivazione dei centri diurni, risposte per la neuropsichiatria infantile, servizi per l’autismo adulto e percorsi per la doppia diagnosi. Il documento porta anche alcuni dati considerati indicativi della crisi.
In Sicilia il personale dei Dipartimenti di salute mentale risulta pari a 53 operatori ogni 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 66,2. Gli accessi in pronto soccorso per problematiche psichiatriche crescono del 10 per cento rispetto al 2023, mentre la spesa procapite viene indicata in 98,4 euro contro i 75,2 euro della media nazionale, dato che il Movimento collega al peso della residenzialità e alla debolezza dei servizi territoriali. Per Gaetano Sgarlata, presidente di “Si può fare per il lavoro di comunità ETS”, «le tre proposte su cui abbiamo avuto l’unanimità riguardano il monitoraggio continuo e preciso del budget di salute. Che è un’esperienza estremamente innovativa perché mette al centro il paziente. Il ripristino dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura da media ad alta assistenza. E le piante organiche, ormai inadeguate per affrontare la patologia psichiatrica così come oggi si esprime. Non capiamo se il blocco dipenda da una scelta del decisore politico o dalla parte amministrativa e burocratica della Regione. Chiediamo all’assessore regionale della Salute un incontro, perché questi problemi riguardano tutti i siciliani».
«Gli organici sono veramente ridotti al minimo – ha dichiarato Monica Genovese, segretaria regionale Fp Cgil Sicilia. Occorre sbloccare i concorsi. Servono più psichiatri, più infermieri, più pedagogisti, più psicologi. Ma soprattutto serve un approccio multidisciplinare attraverso équipe dedicate al tema della salute mentale. Denunciamo la mancanza di posti letto soprattutto nella neuropsichiatria infantile, dove il disagio cresce quotidianamente. Speriamo che con la giornata di oggi si possa inaugurare un nuovo corso con il nuovo assessore e riavere la convocazione del tavolo sulla salute mentale».
Fabio Gigante