L’Istat traccia il volto dell’economia italiana: crescita al rallentatore e pressione fiscale record

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I dati diffusi oggi dall’Istat sui conti nazionali del 2025 consegnano al Governo e al Paese un quadro chiaroscuro: se da un lato il deficit migliora, dall’altro la crescita si ferma a un modesto+0,5%, inferiore alle attese, e il debito pubblico riprende la sua corsa verso l’alto. In realtà un’economia che “tiene” ma non accelera, stretta tra il peso del debito e una pressione fiscale che torna a mordere.

Pil: il motore interno non basta

Nel 2025 il Prodotto Interno Lordo (Pil) in volume è cresciuto dello0,5%. Un dato che certifica una fase di sostanziale stagnazione, trainata quasi esclusivamente dalladomanda interna.

A sostenere la fragile crescita sono stati soprattutto gliinvestimenti fissi lordi (+3,5%), spinti dai progetti del PNRR, e i consumi delle famiglie (+0,9%). Al contrario, il fronte estero è stato una zavorra: le esportazioni (+1,2%) sono state superate dalle importazioni (+3,6%), con un contributo netto negativo della domanda estera pari a -0,7 punti percentuali.

Conti Pubblici: il miraggio del 3%

Sul fronte del bilancio, l’indebitamento netto (deficit) si è attestato al3,1% del Pil, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024. Tuttavia, il dato rimane una nota dolente per il Ministero dell’Economia: la soglia psicologica e politica del 3% – necessaria per una rapida uscita dalla procedura UE per deficit eccessivo – non è stata centrata per un soffio.

Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha definito il dato “provvisorio”, puntando il dito contro il “colpo di coda” del Superbonus condomini, che avrebbe pesato sulle casse dello Stato più del previsto. Di segno opposto le critiche delle opposizioni, che parlano di “fallimento della politica economica” e crescita asfittica.

Debito e Fisco: la morsa si stringe

Le notizie meno confortanti arrivano dal debito e dalle tasse:

  • Debito Pubblico:Dopo anni di relativa stabilità, il rapporto debito/Pil è salito al137,1%(era al 134,7% nel 2024). Un balzo che riflette la combinazione tra una crescita nominale contenuta e l’onere degli interessi.

  • Pressione Fiscale:Nel 2025 la pressione fiscale è balzata al43,1%, con un aumento di 0,7 punti rispetto all’anno precedente. Si tratta del livello più alto dal 2014, un dato che pesa direttamente sul potere d’acquisto di famiglie e imprese.

La sintesi dei numeri Istat 2025

IndicatoreValore 2025Confronto 2024
Crescita Pil (volume)+0,5%In rallentamento
Deficit / Pil3,1%In miglioramento (da 3,4%)
Debito / Pil137,1%In aumento (da 134,7%)
Pressione Fiscale43,1%In aumento (da 42,4%)
Saldo Primario+0,7%In miglioramento (da 0,5%)

Prospettive per il 2026

L’Istat guarda al futuro con prudente ottimismo, stimando una lieve accelerazione del Pil per il 2026 (+0,8%), condizionata però dalla piena attuazione degli investimenti pubblici e da una possibile distensione delle tensioni geopolitiche che continuano a frenare l’export italiano.

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