IVA, dal 1 gennaio 2027 cambia tutto

Dopo più di mezzo secolo di applicazione del “famoso“ D.P.R. 26 Ottobre 1972 n. 633 - composto da 94 articoli - possiamo ora cominciare a fare i conti con il nuovo Decreto Legislativo 10 del 2026, un testo che si compone di 171 articoli e da quattro tabelle allegate

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Dopo 53 anni, l’IVA si rinnova, non per modificare la sua struttura fondamentale, peraltro legata alle direttive dell’Unione Europea, bensì per subire un forte restyling che, da moltissimi anni, si attendeva allo scopo di razionalizzare le numerosissime disposizioni legislative che dalla sua entrata in vigore si sono succedute

Come è noto, la riforma tributaria, ancora non completamente definita, si compone, oltre che da diversi decreti delegati (i 18 decreti legislativi, compresi quelli correttivi, già pubblicati in gazzetta e gli altri sei già approvati dal Consiglio dei Ministri ed in attesa di pubblicazione) anche da un Codice Tributario e da diversi Testi Unici.

I Testi unici predisposti sono nove e di questi, prima dell’inizio di quest’anno, ne erano stati pubblicati cinque, e più in particolare: il TU “sanzioni” di cui al D.Lgs. 5 novembre 2024 n. 173; il TU “tributi minori” di cui al  D.Lgs. 5 novembre 2024 n. 174; il TU “giustizia tributaria” di cui al D.Lgs. 14 novembre 2024 n. 175; il TU “versamenti e riscossione” di cui al  D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33; il TU “registro e altri tributi indiretti”, di cui al D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123.

Da qualche giorno i testi unici pubblicati sono sei.

Dopo l’approvazione, in via definitiva, da parte del Consiglio dei Ministri in data 22 dicembre 2025, il Testo Unico riguardante l’Imposta sul Valore Aggiunto. Ora, finalmente, anche quest’ultimo ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale, anche se, come gli altri, entrerà in vigore solo in data 1° gennaio 2027.

Si tratta, più precisamente, del Decreto Legislativo n. 10 del 19 gennaio 2026 ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.24 del 30 Gennaio 2026 – Supplemento ordinario n.4.

Quindi, dopo 53 anni (54 quando entrerà in vigore), l’IVA si rinnova, non per modificare la sua struttura fondamentale, peraltro legata alle direttive dell’Unione Europea, bensì per subire un forte restyling che, da moltissimi anni, si attendeva allo scopo di razionalizzare le numerosissime disposizioni legislative che dalla sua entrata in vigore si sono succedute (spesso in maniera convulsa e disordinata),eliminando le disposizioni non più attuali, inglobando quelle “esterne” e collegate, e rendendo più semplice, ai contribuenti ed agli addetti ai lavori, la consultazione del testo normativo (che comprende anche i regimi speciali e le disposizioni riguardanti le operazioni intracomunitarie) e la ricerca delle norme applicabili ai casi specifici. Si parla di un riordino di circa cinquecento disposizioni.

Dopo più di mezzo secolo di applicazione del “famoso“ D.P.R. 26 Ottobre 1972 n. 633 (composto da 94 articoli), possiamo ora cominciare a fare i conti con il nuovo Decreto Legislativo 10 del 2026, un testo che si compone di 171 articoli e da quattro tabelle allegate.

Non si può negare certamente l’enorme l’impegno di coloro i quali hanno lavorato e stanno ancora lavorando sulla riforma tributaria.

Non c’è dubbio, però, che il prossimo futuro dei contribuenti e degli addetti ai lavori non sarà semplice. Bisognerà assimilare, infatti, tutte le nuove disposizioni emanate sulla base della legge delega n. 111 del 9 agosto 2023 (delega riforma tributaria) ed anche tutte le disposizioni riordinate nei Testi unici, un corpo normativo, seppure frutto di un enorme lavoro di razionalizzazione, che si compone già di oltre tremila pagine.

Ma è naturale che ogni riforma porta con sé delle difficoltà. Ma alla fine le nuove disposizioni risulteranno sicuramente vincenti.

Specialmente se il Legislatore cesserà di legiferare così come ha fatto finora, puntando in futuro all’obiettivo della chiarezza e delle semplicità, che conducono alla “compliance”, obiettivi che da anni, seppure considerati imprescindibili per la riduzione dell’evasione e del contenzioso, non sono stati mai concretamente realizzati.

Nel frattempo restiamo in attesa della pubblicazione dei testi unici ancora in fase di definizione e di approvazione, come quelli riguardanti le Imposte sui redditi, l’Accertamento e gli adempimenti, le Agevolazioni tributarie e quello delle Dogane.

Salvatore Forastieri

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