Ripartire dopo il carcere è possibile, ma serve qualcuno che creda davvero nelle persone. La rinascita di chi vive negli istituti penitenziari si costruisce nella fiducia, superando i pregiudizi che spesso frenano la crescita umana di tutti.
Il progettoJail to Job, promosso dallaCooperativa Sociale Rigenerazioni Onluse sostenuto dallaFondazione San Zeno, nasce proprio da questa convinzione: offrire una possibilità a chi ha scontato la pena, costruendo percorsi di formazione e lavoro capaci di restituire futuro.
Il progetto “Jail to Job”
Avviato nelgiugno 2024, Jail to Job ha già coinvolto centinaia di persone inSiciliaeCampania, creando una rete tra istituti penitenziari, imprese e associazioni di categoria. Oggi il progetto fa un nuovo passo avanti grazie a un accordo siglato conAnce Palermo, l’associazione dei costruttori edili, che apre nuove possibilità di formazione e inserimento nel settore delle costruzioni, un ambito dove la domanda di manodopera è alta e il lavoro può diventare una vera occasione di riscatto.
I risultati raggiunti nel primo anno di attività di Jail to Job sono già concreti. I dati parlano chiaro:
Palermo:62 persone coinvolte, 12 assunzioni e 8 tirocini di inclusione sociale;
Siracusa:54 persone seguite, 11 tirocini attivati e una collaborazione con il Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Catania;
Napoli:54 donne beneficiarie, 40 incontri con imprese e 6 tirocini, uno dei quali già trasformato in contratto di lavoro.
In totale sono stati attivati26 tirocinie17 assunzioni stabili, grazie alla partecipazione di oltre110 aziendee alla collaborazione diConfesercenti,CNA,ConfcooperativeeLegacoop.
La cooperativa “Rigenerazioni Onlus”
Rigenerazioni Onlusè una cooperativa sociale nata per favorire l’inclusione socio-lavorativa di persone in condizioni di fragilità, in particolare di chi proviene dal mondo penitenziario. È uno dei bracci operativi dellaFondazione Don Calabria per il Sociale ETSe negli ultimi anni si è distinta per progetti che uniscono impegno sociale e impresa.
All’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Palermogestisce da otto anni il laboratorioCotti in Fragranza, dove si producono biscotti e dolci distribuiti in oltre 70 punti vendita in Italia e in Belgio. Da quella esperienza sono nati anche il ristorante socialeAl Fresco Giardino Pizza e Bistrote la struttura ricettivaCasa San Francesco Rooms, entrambi a Palermo.
Negli ultimi anni la cooperativa ha sviluppato un metodo preciso: partire daibisogni individualidelle persone detenute, accompagnarle inpercorsi formativi e lavorativie creare undialogo stabilecon il mondo delle imprese e delle istituzioni.
“Il reato riguarda tutti”: la visione di Nadia Lodato
«Ho cominciato vent’anni fa – raccontaNadia Lodato, coordinatrice di Jail to Job, Project Manager, mediatrice penale e Responsabile Area Carcere della Coop. Rigenerazioni – con l’obiettivo di costruire percorsi stabili di lavoro per le persone in esecuzione di pena: chi è dentro, chi sta per uscire e chi è già in misura alternativa alla pena. Il carcere è popolato da persone che provengono da quartieri a forte rischio di marginalità sociale. E se il reato è certamente una responsabilità individuale, dobbiamo interrogarci però sulle cause che hanno contribuito a produrlo, quelle condizioni socio-ambientali e culturali in cui versano certi quartieri e che negano i più elementari diritti di cittadinanza. Quindi siamo di fronte anche a una responsabilità collettiva e dovremmo provare a uscire dalle solite narrazioni obsolete e stantie che parlano di seconde possibilità, perché queste persone probabilmente non hanno avuto neanche la prima possibilità di accesso a una vita dignitosa. La possibilità, quindi, va data anche alla comunità e alle Istituzioni, perché il reato riguarda tutti, non solo chi lo commette».
Per Lodato, reinserire una persona significa ancherigenerare il territorio:«Chi ha commesso un reato può dimostrare di essere capace di diventare un agente di sviluppo del suo territorio. Ma serve anche che quel territorio sia pronto ad accoglierlo, che offra possibilità, formazione e lavoro».
Il ruolo delle imprese e dei tirocini
«A Palermo – continua Lodato – esiste un sistema imprenditoriale sensibile. Ci sono associazioni di categorie comeAnce,Legacoop,Confesercenti, e tante imprese disposte a offrire lavoro senza pregiudizi. I settori sono diversi: edilizia, alberghiero, metalmeccanico, idraulico, navale, pulizie, cura degli anziani con realtà come l’Api-Colf, che mette in contatto famiglie e collaboratori. Poi ancora giardinaggio, manutenzione e ristorazione. Molte aziende scelgono di formare le persone con corsi professionali e tirocini retribuiti, perché molti non hanno mai avuto un lavoro stabile e devono imparare ad acquisire competenze specifiche. Il progetto lavora anche sulla capacità delle persone di orientarsi nel frammentario mercato del lavoro, attraverso la realizzazione di sessioni di mentoring sulla ricerca autonoma di possibilità lavorative: le persone vengono iscritte a canali di ricerca come LinkedIn, Indeed e Job Rapido, si ragiona sui diritti del lavoro contrattualizzato, si simulano colloqui di lavoro. Dopo anni di detenzione non è facile rientrare in un contesto lavorativo, soprattutto in una città e in una regione in cui il lavoro irregolare ha altissime percentuali. Inoltre è importante anche accompagnare le persone passo dopo passo nel supporto alle complesse dinamiche relazionali, affettive e familiari che il fatto reato ha spesso prodotto, in una stabile connessione con i servizi del pubblico e del privato sociale».
Dorotea Rizzo