La metamorfosi di Fondazione Sicilia: patrimonio svincolato dalle banche e centralità nel welfare d’isola

Con un patrimonio totale di 249,54 milioni di euro, l'ente palermitano rialloca le proprie risorse verso lo sviluppo locale, l'housing sociale e le alleanze sistemiche per il Mezzogiorno

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Nel panorama delle Fondazioni di origine bancaria (FOB) italiane, in cui la media del campione nazionale continua a mantenere un legame storico e finanziario rilevante con gli istituti di credito di riferimento, la Sicilia traccia una rotazione strategica controcorrente. Secondo i dati contenuti nel Tredicesimo Report Annuale “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2025”, curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali presieduto dal Professor Alberto Brambilla, la Fondazione Sicilia si distingue nel panorama del Mezzogiorno e dell’intero Paese per un’architettura patrimoniale affrancata dal capitale bancario conferitario. Disponendo di un attivo totale pari a 249,54 milioni di euro (precisamente 249.544.368 euro), l’ente si colloca stabilmente nel gruppo dei principali attori fondazionali del Paese e del Mezzogiorno, rappresentando un perno istituzionale per l’economia sociale dell’isola. A catturare l’attenzione degli analisti finanziari è la struttura dettagliata della sua asset allocation istituzionale: a fronte di un campione nazionale composto dalle 32 maggiori Fondazioni italiane che detiene in media il 21,36% del proprio attivo complessivo legato alle azioni della banca conferitaria (pari a un controvalore di oltre 10 miliardi di euro), la Fondazione Sicilia registra una quota di partecipazioni nella banca conferitaria pari allo 0,0%, corrispondente a 0 euro. Una scelta di autonomia contabile che trasforma la fondazione in un investitore orientato all’ottimizzazione del rischio-rendimento e alla ricaduta diretta sul tessuto sociale regionale.

L’asset allocation istituzionale: il confronto con i benchmark nazionali

Per comprendere la portata della configurazione patrimoniale di Fondazione Sicilia, occorre mettere a confronto la sua struttura di bilancio con i benchmark complessivi del settore fondazionale italiano. Il Tredicesimo Report di Itinerari Previdenziali analizza in dettaglio le prime 32 Fondazioni di origine bancaria su un totale nazionale di 84 enti, un campione rappresentativo dell’88,7% del totale attivo del comparto, pari a 47,11 miliardi di euro. Nel complesso del campione nazionale, gli investimenti istituzionali storici — rappresentati dalle quote nella banca conferitaria, dalla partecipazione al capitale di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e dalle dotazioni per la Fondazione Con il Sud — assorbono mediamente il 25,46% delle risorse totali. Nel caso della Fondazione Sicilia, il totale degli investimenti istituzionali si attesta a 7,69 milioni di euro, incidendo per il 3,1% sul totale dell’attivo patrimoniale. Nello specifico della scomposizione analitica fornita dal Centro Studi Itinerari Previdenziali, la Fondazione detiene 7,24 milioni di euro nel capitale di Cassa Depositi e Prestiti (pari al 2,9% del proprio attivo) e 450 mila euro in Fondazione Con il Sud (pari allo 0,2% dell’attivo). L’assenza della voce “banca conferitaria” distingue l’ente siciliano da realtà paragonabili per dimensione o da grandi enti del Nord Italia come Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo o Fondazione Cariverona, che mantengono rilevanti esposizioni nei principali gruppi bancari del Paese per presidiare l’indirizzo creditizio del territorio o garantire flussi di dividendi periodici.

Azzeramento della conferitaria: impatto sulla stabilità e diversificazione patrimoniale

La decisione di azzerare la quota di capitale detenuta nella banca conferitaria rappresenta l’esito di un percorso di smobilizzo e diversificazione, accelerato a livello nazionale dall’applicazione del Protocollo d’intesa ACRI-MEF del 2015. Tale accordo volontario richiedeva alle FOB la progressiva riduzione della concentrazione patrimoniale in un singolo soggetto a una soglia non superiore al 33% dell’attivo complessivo, al fine di salvaguardare le fondazioni dai rischi di volatilità del settore creditizio e da eventuali contrazioni delle cedole bancarie in fasi di strette regolatorie sui requisiti di capitale. L’azzeramento della partecipazione conferitaria ha liberato la Fondazione Sicilia dalla dipendenza diretta dalle dinamiche reddituali e di borsa di un unico istituto creditizio. Come sottolinea il Report di Itinerari Previdenziali, mentre nel 2020 i blocchi regolatori sulle cedole bancarie avevano ridotto i proventi di molte fondazioni esposte sulle conferitarie, la diversificazione dei portafogli ha consentito negli anni successivi di stabilizzare i rendimenti. A livello nazionale, il 2025 si è chiuso per le Fondazioni con proventi netti aggregati pari a 3,273 miliardi di euro (+12,5% sul 2024), un avanzo d’esercizio di 2,392 miliardi (+14%) e un rendimento netto sul patrimonio pari al 7,5%, il valore più elevato registrato negli ultimi 18 anni. Per la Fondazione Sicilia, il riposizionamento verso gestioni diversificate e piattaforme di investimento multi-asset ha garantito una maggiore protezione della consistenza patrimoniale nel tempo, preservando il valore reale dell’attivo e generando i flussi finanziari indispensabili per alimentarne la missione erogativa al servizio della collettività.

Proventi netti ed erogazioni: il welfare di prossimità nel contesto regionale

La preservazione e la valorizzazione del patrimonio costituiscono il presupposto tecnico per sostenere la funzione di welfare territoriale e di prossimità che le Fondazioni svolgono nelle rispettive regioni d’azione. Il 2025 ha visto le erogazioni complessive delle Fondazioni di origine bancaria italiane raggiungere la quota di 1,424 miliardi di euro, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. La scomposizione nazionale della spesa erogativa evidenzia la ripartizione delle priorità: oltre agli interventi per arte, beni culturali e filantropia sociale, crescono le risorse destinate alla Ricerca e Sviluppo (R&S, pari al 10% del totale erogato) e allo Sviluppo economico locale integrato con i progetti di housing sociale (15,4% del totale). In ambito regionale, le erogazioni della Fondazione Sicilia si traducono in interventi diretti per sostenere le università siciliane, i centri di ricerca scientifica e le iniziative ad alto contenuto d’innovazione, contrastando la dispersione di competenze dall’isola. Sul fronte dello sviluppo economico locale e dell’edilizia sociale, l’azione erogativa si concretizza nel finanziamento di progetti di rigenerazione urbana a Palermo, Catania e nei centri minori, nell’adeguamento di strutture per studenti e nel sostegno alla residenzialità agevolata per famiglie e giovani coppie. Si tratta di risorse a fondo perduto che integrano la spesa pubblica regionale, agendo come capitale d’innesco per il welfare di comunità.

Interventi di rete e la sinergia con Fondazione Con il Sud per il Terzo Settore

Un capitolo della strategia istituzionale della Fondazione Sicilia riguarda la partecipazione a iniziative sistemiche di rete e l’intersezione con organismi sovra-regionali. L’investimento istituzionale di 450 mila euro detenuto nel capitale di Fondazione Con il Sud (pari allo 0,2% del proprio attivo) testimonia la continuità dell’impegno profuso nell’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. Fondazione Con il Sud rappresenta uno strumento di rete promosso congiuntamente dalle fondazioni bancarie e dal mondo del Terzo Settore per attivare percorsi di coesione sociale e sviluppo nelle regioni meridionali. In Sicilia, questa sinergia si manifesta attraverso il co-finanziamento di bandi dedicati al contrasto della povertà educativa minorile, alla valorizzazione dei beni confiscati e al consolidamento delle reti del Terzo Settore e della cooperazione sociale locale. L’esperienza di partenariato pubblico-privato consente alla Fondazione di promuovere progetti complessi in cui le risorse private agiscono in leva con enti locali, aziende sanitarie e associazioni territoriali. In tal modo, l’affrancamento dalle partecipazioni bancarie tradizionali si converte in flessibilità operativa e finanziaria, consolidando la Fondazione Sicilia come uno snodo di investimento sociale e di sviluppo integrato per l’isola.

Mario Catalano