La settimana de l’altroparlante: cosa vi siete persi

Anche nella settimana appena trascorsa il nostro giornale vi ha accompagnato allo scoperta di nuovi temi con i suoi approfondimenti e le sue analisi che spaziano dalle analisi di alcune situazioni critiche non solo regionali, al ricordo di vittime della mafia e ad argomenti che riguardano la cultura e il luogo in cui viviamo

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Anche nella settimana appena trascorsa, quella dall’8 al 14 giugno, il nostro giornale vi ha accompagnato allo scoperta di nuovi temi con i suoi approfondimenti e le sue analisi che spaziano dalle analisi di alcune situazioni critiche non solo regionali, al ricordo di vittime della mafia e ad argomenti che riguardano la cultura e il luogo in cui viviamo.

Sanità, appalti, ciclo dei rifiuti, licenze edilizie, voto di scambio e gradi opere continuano ad essere ostaggio dei colletti bianchi che condizionano non solo lo sviluppo ma la vita stessa dello sviluppo sociale del Paese e della Sicilia. I dati più recenti forniti dell’associazione Libera delineano un quadro di una corruzione “sempre più dilagante, silenziosa e invisibile” che colpisce da vicino proprio gli enti locali, con dinamiche allarmanti legate alla gestione della cosa pubblica. Il quadro delineato mostra un panorama della corruzione in forte mutamento, che si allontana dalla classica dazione in denaro in contanti per strutturarsi come un vero e proprio sistema di co-interessenza economica e politico-amministrativa.

Dagli appalti truccati al voto di scambio: perché le nuove leggi favoriscono i corrotti

Il dibattito sull’attuazione del regionalismo differenziato ha raggiunto una fase cruciale con l’esame parlamentare degli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Questo passaggio, oggetto dell’audizione della SVIMEZ dello scorso 5 giugno, rappresenta il primo tentativo concreto di riavviare il percorso previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione a seguito della fondamentale sentenza n. 192 del 2024 della Corte Costituzionale. La pronuncia della Consulta ha infatti profondamente inciso sull’impianto della legge n. 86/2024, imponendo criteri rigorosi per il trasferimento di funzioni legislative e amministrative alle Regioni.

Autonomia differenziata: il banco di prova delle nuove intese tra Stato e Regioni

Per quattro giorni dieci assistiti INAIL provenienti da tutta la Sicilia hanno condiviso sport, emozioni e storie di vita. Tra loro anche familiari e caregiver, protagonisti silenziosi di percorsi spesso difficili. Al Kikki Village di Modica il Campus CIP-INAIL è diventato qualcosa di più di un’esperienza sportiva. Per quattro giorni dieci assistiti provenienti da diverse province siciliane hanno lasciato le proprie case per vivere un’esperienza fatta di sport, confronto e relazioni umane. Atletica, nuoto, scherma e tennis tavolo sono stati gli strumenti attraverso cui mettersi alla prova, ma il vero obiettivo era un altro: ritrovare fiducia in sé stessi e negli altri. Molti dei partecipanti non avevano mai praticato sport. Altri avevano smesso dopo l’infortunio.

A Modica il Campus CIP-INAIL che rimette in cammino le persone (video)

La gestione dei flussi migratori sul territorio siciliano non è solo un’operazione logistica e umanitaria, ma rappresenta una voce di spesa critica che mette a dura prova gli equilibri finanziari degli enti locali, specialmente dei piccoli e medi municipi. La Sicilia si conferma il fulcro nevralgico della crisi migratoria continentale, una vera e propria trincea umanitaria alle porte del Vecchio Continente. A certificarlo sono i dati definitivi raccolti tra la fine di maggio e il primo giugno 2026 dal Viminale e dalle agenzie ONU, appena pubblicati nel Report sui Flussi Migratori nel Mediterraneo Centrale. La radiografia statistica restituisce una mappa complessa e in continuo mutamento, dove l’isola non è più solo una terra d’approdo transitoria, ma la principale e consolidata frontiera di primo contatto d’Europa. Dietro i numeri freddi dei monitoraggi si profila un quadro geopolitico delicatissimo, che costringe le istituzioni a ridisegnare la gestione delle rotte marittime.

Minori Stranieri Non Accompagnati in Sicilia: il buco di bilancio che mette in crisi gli enti locali

Un filo invisibile e doloroso riguarda i bambini e unisce le piantagioni di cacao della Costa d’Avorio, le miniere di cobalto a cielo aperto nella Repubblica Democratica del Congo, i laboratori tessili clandestini nel Sud-Est asiatico e persino i campi agricoli o i retrobottega delle grandi metropoli occidentali. Questo filo ha le dita consumate, la schiena precocemente curvata e gli occhi privati della luce dell’infanzia: è il filo del lavoro minorile. Oggi, 12 giugno, il mondo si ferma, o dovrebbe fermarsi, per celebrare la Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile. Istituita nel 2002 dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, questa ricorrenza compie oggi ventiquattro anni. Un anniversario che non è una festa, ma un severo rinvio a giudizio per la coscienza globale. Quando l’ILO diede vita a questa giornata, l’obiettivo era chiaro: accendere un riflettore permanente su una piaga che molti credevano confinata ai libri di storia o a tasche isolate di estrema povertà, e unire gli sforzi di governi, imprese e società civile per sradicarla.

Il debito invisibile: perché il mondo non ha ancora liberato i suoi bambini

La sera del 13 giugno 1983, l’asfalto palermitano di via Cristoforo Scobar si macchiò del sangue di tre servitori dello Stato, consumando uno degli episodi più drammatici, e per lungo tempo colpevolmente dimenticati, della seconda guerra di mafia. In quell’agguato persero la vita il Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo, comandante della Compagnia di Monreale, l’Appuntato Giuseppe Bommarito e il Carabiniere scelto Pietro Morici. Questo triplice omicidio non rappresentò solamente un feroce attacco frontale all’Arma dei Carabinieri, ma costituì il culmine di una precisa strategia di Cosa Nostra mirata a recidere la continuità investigativa che stava minacciando il cuore economico e finanziario dei clan corleonesi nel territorio compreso tra Monreale, Altofonte e San Giuseppe Jato.

Albicocche sporche di sangue. La strage di via Scobar e il martirio dimenticato dell’Arma

Dimentichiamo per un attimo gli incendi e le sparatorie, e concentriamoci su un fatto che l’antimafia conosce bene: le scarcerazioni non sono mai eventi neutri. E in questo momento, due nomi pesantissimi sono tornati in libertà: Calogero Lo Piccolo e Giuseppe Biondino (entrambi usciti dal carcere per fine pena tra gennaio e febbraio 2026), a cui si aggiungono i fratelli Nunzio e Domenico Serio, arrestati di nuovo dopo essere già stati scarcerati. Non si tratta di comparse. Calogero è figlio di Salvatore Lo Piccolo, uno degli ultimi grandi reggenti di Cosa Nostra prima dell’arresto del 2007, mentre i Serio, dopo l’investitura direttamente da Salvatore, sono stati i reggenti del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale a partire dal 2022. Non per niente la loro influenza criminale si estendeva fino a Tommaso Natale, Cardillo, Partanna Mondello, Sferracavallo e porzioni dello Zen, con un sistema di estorsione che imponeva persino una tassa mensile di cinque euro a famiglia del quartiere e il monopolio sulla fornitura di pesce nei ristoranti di Mondello e Sferracavallo.

Palermo tra incendi e sparatorie: il vuoto di potere e il fuoco che arriva dalla periferia est

È suonata l’ultima campanella. Ma i registri elettronici dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia quest’anno non si limitano a certificare l’ammissione agli esami di Stato di 44.325 candidati. Dietro la fredda burocrazia ministeriale che organizza le commissioni, distribuisce i plichi telematici per le tracce scritte e calendarizza i colloqui orali, si nasconde il referto clinico di un’isola che si sta rimpicciolendo. Il calo dello 0,21% rispetto all’anno precedente, apparentemente una fluttuazione decimale da trascurare, rappresenta in realtà l’ennesimo rintocco di un trend consolidato che i demografi definiscono, senza troppi giri di parole, “desertificazione giovanile”.

L’ultima campanella d’Europa: la maturità siciliana specchio del grande svuotamento

Continua il suo percorso la rubrica l’altroSport, che si occupa dello sport siciliano a tutto tondo. Abbiamo, inoltre, continuato a occuparci di sport inclusivo, scoprendo e raccontandovi storie e realtà inaspettate. Storie di persone che fanno la differenza. Inoltre abbiamo seguito, per voi, inaugurazione di mostre ed eventi culturali.

Sono proseguite, inoltre, le nostre rubriche settimanali. Come lo scadenziario fiscale e tributario del mese di giugno e gli altri approfondimenti che riguardano le novità dal mondo fiscale e tributario. Anche questa settimana potete adottare il vostro amico a quattro zampe. Date un’occhiata alla nostra rubrica Adotta un cucciolo.

A proposito… cosa avete fatto nel weekend? Avete seguito i nostri consigli? Prosegue, inoltre, la rubrica dedicata alla poesia e narrativa. Un appuntamento settimanale che non sta deludendo i nostri lettori. Volete inviarci le vostre? Mandate una mail a info@laltroparlante.it. Continuate a leggerci perchè sulle nostre pagine potrete trovare storie, racconti di vita ed esperienze fuori dal comune.