“La Vucciria”, il ricordo del mercato storico rimane ormai solo nella tela di Guttuso

Era il mercato storico di Palermo dove si macellava la carne, cuore del commercio della città. Oggi è solo un ricordo

Text with image

Each element can be added and moved around within any page effortlessly. All the features you need are just one click away.

Reading Time: 2 minutes

Un tempo esisteva il mercato della Vucciria a Palermo. Del mercato storico, che sorgeva nel quartiere della Loggia tra via Roma, piazza San Domenico, via Cala e il Cassaro, oggi resta solo qualche bancherella e il dipinto di Renato Guttuso di 52 anni fa, dal titolo “La Vucciria” del 1974.

La piazza adesso al calar del sole si trasforma in un pub e in una discoteca  en plein air. Ed è proprio dal francese “bucherie”, che deriva la sua denominazione: luogo di macellazione della carne, macelleria.

Piazza Caracciolo dove il mercato che si svolgeva un tempo resta ormai storia da leggere sulle guide della città: era una piazza di “grascia”, cioè di alimentari.  Oggi resta l’odore di carne arrostita o del polipo bollito al momento per i numerosi ragazzi che affollano la piazza sorseggiando un cocktail low cost tra una sigaretta e l’altra a suon di musica che si diffonde per tutta la piazza.

Il quartiere era il cuore del commercio palermitano. Tutto ormai resta solo un ricordo tra chi l’ha vissuta la Vucciria e chi la ammira attraverso il quadro di Guttuso. Il dipinto è conservato tra le mura di Palazzo Steri.

Leggi anche–> Il Genio, onnipresente in città: l’anziano barbuto protettore laico di Palermo

Il dipinto mostra al centro della scena i personaggi del mercato compressi dalla merce che sbuca dalle bancarelle: cibi variopinti tra frutta, verdura, ceste di uova, carne bovina e pesce fresco. Con loro sulla scena, gli “abbanniatori”,che urlano dalle bancarelle per pubblicizzare la merce in vendita. Un’immagine-icona del mercato storico che l’autore definì con queste parole: una sintesi di elementi oggettivi, definibili, di cose e persone: una grande natura morta con in mezzo un cunicolo entro cui la gente scorre e si incontra.

Guttuso dipinse “La Vucciria” durante il suo soggiorno nella villa di Velate, a Varese, dove ogni anno era solito villeggiare con la moglie, Mimise Dotti. Lo realizzò in un solo mese: “Ho eseguito il primo disegno d’insieme il 20 luglio e ho continuato a disegnare e dipingere opere di contorno: studi se si vuole, nati più per trasformare un fervore immaginativo in azione, e partire dall’azione per affrontare il quadro, che è stato dipinto dal 1 ottobre al 6 novembre 1974. Disponevo di un gran numero di fotografie, fatte da me e dall’amico Ninni Mineo. Me ne sono servito, ma come per «ripassare» un testo, che però si andava strutturando in senso opposto ai suggerimenti che ricevevo dalle foto”.

L’artista ricreò in pratica un frammento di Palermo, studiando dal vero forme e colori grazie alla merce che gli arrivava direttamente dalle bancarelle con il supporto di amici e assistenti che le recapitavano all’artista, in aereo.

L’opera di Guttuso fu presentata per la prima volta nel dicembre del ’74 alla Galleria La Tavolozza di Palermo. Successivamente tra febbraio e marzo alla Galleria Toninelli di Roma e poi fu donata dall’artista all’Università di Palermo e conservata a Palazzo Steri, sede istituzionale dell’università, dove ancora oggi è esposta nella Sala delle Armi.

Serena Marotta

Ultimi Articoli