Aumenta a livello nazionale il numero delle prestazioni sanitarie prenotate e migliora il rispetto dei tempi massimi previsti, mentre la Sicilia procede nella direzione opposta. Ciò emerge dal primo Bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste d’attesa, un nuovo rapporto trimestrale elaborato attraverso la Piattaforma nazionale delle liste di attesa, con dati aggiornati al 30 giugno 2026.
Proprio partendo da questo scenario, l’Associazione Luca Coscioni ha deciso di estendere anche alla Sicilia il servizio del proprio Numero Bianco. Nato per fornire informazioni sui diritti nel fine vita, il servizio offre ora assistenza anche ai cittadini che si trovano davanti a visite specialistiche ed esami diagnostici fissati oltre i tempi previsti dalla legge, aiutandoli a orientarsi nelle procedure per chiedere una soluzione alternativa quando le liste d’attesa superano i limiti stabiliti.
Prime visite: in un anno persi 7,5 punti
Il documento confronta il primo semestre del 2026 con lo stesso periodo del 2025 e prende in considerazione 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici previsti dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, nel primo semestre del 2026 la Sicilia ha garantito l’appuntamento entro il tempo massimo previsto nel 79,7% delle prenotazioni.
Il dato resta leggermente superiore alla media nazionale, pari al 78,5%, ma segna un deciso peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando la percentuale raggiungeva l’87,2%. La flessione è di 7,5 punti percentuali, una delle più consistenti tra le Regioni italiane. Insieme alla Sicilia, Agenas segnala un peggioramento anche in Abruzzo, Sardegna e Provincia autonoma di Trento, mentre a livello nazionale la quota delle prime visite garantite nei tempi è salita dal 76,4 al 78,5%.
Esami diagnostici: il divario con l’Italia supera i 12 punti
La situazione più critica riguarda gli accertamenti diagnostici. In Sicilia soltanto il 71,9% delle prenotazioni è stato fissato entro il tempo massimo previsto dalla classe di priorità, contro una media nazionale dell’84,6%. Il divario con il dato italiano raggiunge così i 12,7 punti percentuali.
Anche in questo caso si registra un peggioramento rispetto al primo semestre del 2025, quando la percentuale era del 75,9%. L’Isola si colloca tra le regioni con i risultati peggiori, davanti soltanto ad Abruzzo, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Il monitoraggio conferma inoltre le criticità già emerse nei primi quattro mesi del 2026, con difficoltà soprattutto per gli esami urgenti, brevi e differiti e per prestazioni come ecografia mammaria, risonanze magnetiche, elettromiografia e colonscopia.
Un diritto che molti cittadini non conoscono
I dati Agenas riportano al centro dell’attenzione anche un altro problema: molti cittadini ignorano di avere strumenti per tutelarsi quando una prestazione viene fissata oltre il tempo massimo indicato nella prescrizione. Ogni richiesta di primo accesso riporta infatti una classe di priorità – urgente, breve, differita o programmata – alla quale corrisponde un termine entro cui il Servizio sanitario dovrebbe garantire la prestazione. Se la data proposta supera quel limite, il cittadino può chiedere l’attivazione delle procedure previste affinché venga individuata una soluzione alternativa.
È proprio su questo fronte che interviene l’Associazione Luca Coscioni, che ha ampliato il Numero Bianco (06 9931 3409) anche alle liste d’attesa. Il servizio gratuito fornisce informazioni sui diritti dei pazienti, spiega come presentare la richiesta alla struttura sanitaria e come attivare il percorso previsto quando i tempi non vengono rispettati. L’associazione sottolinea come un diritto poco conosciuto rischi, di fatto, di non essere esercitato. Per questo invita anche i cittadini siciliani a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze, così da valutare possibili iniziative di tutela collettiva e, nei casi necessari, anche azioni legali.
Il quadro nazionale migliora, la Sicilia va in controtendenza
Nel complesso, il Servizio sanitario nazionale mostra segnali di miglioramento. Nei primi sei mesi del 2026 le prenotazioni monitorate da Agenas sono passate da circa 13,3 a quasi 15 milioni. Le prestazioni garantite entro i tempi previsti sono aumentate di oltre 1,6 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e si riduce il peso percentuale delle prenotazioni oltre soglia. La fotografia della Sicilia, invece, resta in chiaroscuro.
Se nelle prime visite il dato rimane ancora leggermente superiore alla media nazionale, il trend è in netto peggioramento. Per gli esami diagnostici, invece, il ritardo rispetto al resto d’Italia appare ormai strutturale. Il prossimo monitoraggio trimestrale di Agenas, atteso per ottobre con i dati aggiornati al 30 settembre, dirà se le misure adottate dalla Regione e dalle aziende sanitarie saranno sufficienti a invertire una tendenza che, almeno per ora, continua a preoccupare.
Sonia Sabatino