La lotta delle isole siciliane tra la furia di Harry e le catene della burocrazia

Nelle isole minori con conformazione sabbiosa rivolte a est, l'erosione sta erodendo le spiagge, rendendo gli interventi di difesa non solo urgenti, ma vitali

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Tra il 19 e il 20 gennaio il “ciclone Harry”, una tempesta extratropicale, ha colpito violentemente Sardegna, Calabria e Sicilia stravolgendo la vita delle persone che vivono in questi territori

«Il mare non aspetta la burocrazia». Con queste parole,Riccardo Gullo, sindaco di Lipari e neo-coordinatore regionale dell’Associazione nazionale comuni isole minori (Ancim), fotografa l’emergenza che sta colpendo gli arcipelaghi nel post ciclone Harry. Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà l’ultima. «È una storia che si ripete continuamente– aggiunge –un ciclo infinito di mareggiate che demoliscono le protezioni esistenti e minacciano gli abitati, sempre più vicini alla linea di costa. Nelle isole con conformazione sabbiosa rivolte a est, l’erosione sta erodendo le spiagge, rendendo gli interventi di difesa non solo urgenti, ma vitali». Nonostante l’attivazione immediata dei Comitati operativi comunali (Coc) e dei protocolli di protezione civile, il vero nemico non è solo il vento o la pioggia, ma il tempo amministrativo.

Il paradosso dei tre anni

Il sindaco di Lipari sottolinea che per un’opera pubblica di protezione civile occorrono mediamente tre anni tra incarichi, progettazione, pareri e affidamenti. In questo lasso di tempo, la forza della natura modifica la costa in modo così radicale che il progetto originale rischia di diventare obsoleto prima ancora che venga posata la prima pietra. «Le opere di protezione civile non possono seguire i tempi e le modalità delle opere pubbliche ordinarie– incalza –Sebbene ci siano segnali positivi – come la recente valutazione di incidenza ricevuta per il progetto di Canneto, finanziato dal Patto per il Sud – l’intero sistema sembra inceppato».

Oltre i pareri: serve una rivoluzione delle procedure

Secondo il primo cittadino, il problema è strutturale e riguarda tutta la genesi del procedimento:centrali di committenza ingolfate(la mole di lavoro legata al Piano nazionale di ripresa e resilienza sta rallentando drasticamente le verifiche e le gare d’appalto);ricorsi continui(il rischio di contenziosi legali allunga ulteriormente i tempi tecnici);imprevedibilità meteo(i sopralluoghi e i lavori sono spesso ostacolati dalle stesse condizioni avverse che dovrebbero combattere). La richiesta che arriva dalle isole minori è chiara: non basta accelerare qualche autorizzazione. «Serve una deregolamentazione o un codice specifico per la protezione civile che permetta ai sindaci di agire prima che il mare si porti via un altro pezzo di storia siciliana», spiega Gullo.

Linosa a rischio blackout: scatta l’urgenza dopo la furia del ciclone Harry

Le isole Pelagie cercano di rialzarsi dopo le “giornate infernali” provocate dal passaggio del ciclone Harry e dalle violente mareggiate che hanno colpito il Mediterraneo.La situazione più critica si registra a Linosa, dove si sta consumando una vera e propria corsa contro il tempo per evitare che l’isola rimanga isolata e priva di energia elettrica. La priorità assoluta è stata assegnata a questo lembo di terra poiché, a differenza della “sorella maggiore”, non dispone di un aeroporto e dipende esclusivamente dai collegamenti marittimi. Nell’isola, la viabilità è stata pesantemente compromessa, specialmente nella zona sud-sudest, dove la forza del mare ha inghiottito l’unica arteria che collegava il porto con il resto del paese. Martedì 3 febbraio sono iniziati i lavori di riparazione della torre faro e del batti portellone dello scalo Pozzolana, il ripristino dei blocchi frangiflutti e delle paratie di protezione dello Scalo Vecchio, il ripristino della strada pozzolana di ponente e di altre strade di collegamento, nonché dei relativi muretti di contenimento; il ripristino del locale tecnico a servizio dell’elisuperficie.

Lampedusa, la banchina divisa a metà: corsa contro il tempo per salvare il porto dai futuri cicloni

Anche aLampedusalo scenario post-ciclone presenta criticità strutturali significative, con la Protezione Civile e il Genio Civile già mobilitati per coordinare gli interventi. Il punto più colpito è stato lo snodo vitale per l’approvvigionamento di merci e passeggeri. Il sindaco ha, infatti, dichiarato che:«Il danno maggiore lo abbiamo registrato nella banchina commerciale perché metà di questa non esiste più». Nonostante la difficile situazione, i collegamenti restano per ora attivi, ma la stabilità della struttura è precaria e un nuovo peggioramento meteo potrebbe essere fatale. Mannino ha evidenziato che:«Si deve intervenire subito nelle prossime settimane perché c’è il rischio che nel caso in cui dovesse ripetersi una forte mareggiata si potrebbe aggravare il danno». La prossima settimana inizieranno i lavori di messa in sicurezza e delimitazione dell’area della Banchina commerciale, nonché il ripristino del poggia portellone; il ripristino delle grate di sfogo e delle paratie laterali del molo di Cala Pisana, nonché il ripristino della strada di accesso e dei blocchi frangiflutti; il ripristino del cancello d’ingresso del molo Favaloro, nonché della strada di accesso e dei blocchi frangiflutti; la messa in sicurezza, ripristino e pulizia dai detriti di alcune strade dell’isola, nonché raccolta straordinaria di rifiuti e altri materiali rinvenuti su coste, spiagge e moli.

Ustica, il porto a metà: il post-ciclone Harry tra ferite e prevenzione

A settimane dal passaggio del devastante ciclone Harry, l’isola di Ustica si trova ancora a fare i conti con un’operatività marittima dimezzata. La notizia principale riguarda infatti lo stato delle infrastrutture portuali, che portano ancora i segni evidenti della tempesta.L’area più colpita è quella del versante settentrionale, attualmente soggetta a limitazioni. «Ad oggi è parzialmente interdetta», ha dichiarato il sindaco Salvo Militello, confermando che il cuore del problema risiede proprio nella funzionalità dello scalo. Sebbene la zona di Cala Santa Maria sia stata recintata per sicurezza, al momento non presenta limitazioni al traffico, a differenza del molo nord che attende risposte. Il primo cittadino ha spiegato che la struttura è ora sotto osservazione tecnica ein attesa di verifiche statiche e dinamichenecessarie per garantire la sicurezza del porto. Oltre ai danni visibili alle banchine, il bilancio post-ciclone si è esteso anche ad altre aree dell’isola. Militello ha infatti rivelato che sono stati registrati danni anche agli impianti sportivi. «Grazie a un piano d’emergenza tempestivo, tutte le imbarcazioni sono state messe in sicurezza lungo le strade o spostate in zone riparate prima dell’arrivo di Harry», ha sottolineato il primo cittadino.

Mario Catalano

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