Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rappresenta un’occasione per l’Italia di modernizzarsi, investendo in crescita sostenibile, inclusione e resilienza ma non nel Parco delle Madonie. Il suo paradosso in Sicilia si materializza a Isnello: un finanziamento da 75mila euro destinato al rilancio del borgo attraverso il cicloturismo esperienziale è oggi bloccato da un ostacolo tanto banale quanto assurdo. Le chiavi dei sentieri non sono mai state consegnate. «Io resto, io investo: ma le Madonie restano imprigionate dalla burocrazia», denuncia Mario Schicchi, titolare di Sikelia Bikes, che ha deciso di rompere il silenzio su un immobilismo capace di soffocare anche le iniziative più virtuose.
L’attività nasce grazie al programma “Imprese e Borghi” del PNRR, pensato per rigenerare i piccoli centri, contrastare lo spopolamento e sostenere forme di imprenditoria sostenibile. In questo quadro, Sikelia Bikes rappresenta un modello di sviluppo coerente con la missione del progetto: promuovere un cicloturismo responsabile, lento, accessibile, capace di valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale delle Madonie.
«Ho costruito un pacchetto di mezzi: biciclette, carrellini per bambini e per cani, e ho avviato un negozio», spiega Schicchi. L’obiettivo non è il ciclismo sportivo, ma un turismo sicuro e inclusivo, adatto a famiglie, anziani e visitatori in cerca di esperienze autentiche.
Per garantire un servizio completo, oltre agli acquisti previsti dal bando, Schicchi ha investito risorse proprie per acquistare una Panda 4×4 con gancio traino, autorizzata dal Parco delle Madonie per il soccorso e la logistica: un mezzo indispensabile per intervenire in caso di guasti o malori dei clienti. Ma il supporto non serve solo nelle emergenze. Può capitare che un partecipante, una volta sul percorso, si renda conto di non sentirsi in grado di affrontare le pendenze impegnative tipiche delle Madonie. In questi casi non è possibile fermare l’intero gruppo né lasciare indietro la persona in difficoltà: va recuperata e accompagnata in sicurezza.
Eppure, nonostante l’autorizzazione annuale rilasciata dall’Ente Parco delle Madonie e pienamente operativa da novembre, sul territorio la situazione è immobile: cancelli chiusi, sbarre, lucchetti. La direzione locale del Dipartimento Forestale – Dipartimento 14 – continua a negare l’accesso fisico alla rete sentieristica. «Se accompagno la gente sull’asfalto il tour non ha senso. Per vendere un’emozione bisogna mostrare le bellezze interne: la biodiversità, la fauna che popola i boschi, gli alberi monumentali e tutto ciò che rende unici questi sentieri», ribadisce Schicchi, che nel frattempo ha già perso prenotazioni e contatti internazionali proprio nel periodo invernale, cruciale per il turismo outdoor.
Il paradosso si aggrava se si considera che i vertici regionali avevano espresso parere favorevole. A settembre, l’ingegnere Pulizzi, capo del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale della Regione Siciliana, aveva disposto l’apertura di un tavolo tecnico con la dirigenza locale e i dipendenti preposti al controllo, per coordinare gli ingressi di Sikelia Bikes con i cantieri forestali. «Quel tavolo tecnico non si è mai fatto», denuncia l’imprenditore, che ogni giorno osserva come gli stessi cancelli che bloccano un’attività autorizzata vengano invece regolarmente scavalcati da motociclisti che, con le loro moto di tipo “enduro”, entrano abusivamente.
Il danno, però, non è solo economico né riguarda una singola impresa. Il sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, è pronto ad ampliare la rete sentieristica per collegare il centro abitato a Piano Zucchi e Piano Battaglia, creando un anello naturalistico unico e interamente fuori dall’asfalto. Un progetto che potrebbe diventare un volano per l’intera area.
Schicchi sottolinea inoltre come la presenza di una guida permetta di monitorare i flussi e garantire un uso corretto dei sentieri, riducendo rischi e criticità lungo i percorsi.
Ma senza le chiavi di quei cancelli demaniali, questa visione di sviluppo sostenibile resta un’idea chiusa. A doppia mandata.
Mario Catalano