A Marettimo i bambini diventano protagonisti della storia: la Prima Guerra Punica rivive tra le onde dell’isola

I bambini della pluriclasse e i loro papà riportano in vita la Prima Guerra Punica con uno spettacolo ideato dal maestro Angelo Villani. Un progetto della scuola Edmondo De Amicis, che appartiene all’Istituto Comprensivo Antonino Rallo di Favignana, guidato dalla dirigente Letizia Alagna, che unisce storia, scuola e comunità

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Ancora oggi c’è un modo di insegnare la storia che va oltre le pagine dei libri, trasformando date e avvenimenti in esperienze capaci di lasciare un segno profondo nella memoria dei più giovani. È quanto accaduto a Marettimo, dove la pluriclasse dell’isola ha dato vita a una straordinaria rappresentazione della Prima Guerra Punica, coinvolgendo bambini e famiglie in un progetto educativo che ha saputo coniugare conoscenza, partecipazione e senso di comunità.

Lo spettacolo di fine anno scolastico, ospitato nello scenario suggestivo dello Scalo Nuovo e patrocinato dalla Regione Siciliana, dal Comune di Favignana e dalla scuola di Marettimo, ha trasportato il pubblico indietro nel tempo, fino al 241 a.C., anno che segnò una svolta decisiva nella lunga contesa tra Roma e Cartagine per il controllo del Mediterraneo.

Protagonisti assoluti della serata sono stati i bambini della pluriclasse, affiancati dai loro papà, per un totale di venticinque partecipanti. Insieme hanno vestito i panni dei soldati romani e cartaginesi, ricostruendo momenti e dinamiche di uno dei conflitti più importanti dell’antichità. Un’esperienza che ha permesso ai giovani studenti di comprendere la storia non soltanto attraverso lo studio teorico, ma vivendo in prima persona il contesto, le strategie e le conseguenze di un evento che ha cambiato il corso della civiltà mediterranea.

L’iniziativa porta la firma del maestro Angelo Villani, docente della scuola di Marettimo “Edmondo De Amicis”, appartenente all’Istituto Comprensivo Antonio Rallo, guidato dalla dirigente scolastica Letizia Alagna, che ha sostenuto il progetto insieme all’intero corpo docente.

Come è nata l’idea di trasformare la Prima Guerra Punica in uno spettacolo partecipato dai bambini della pluriclasse e dai loro papà e quale messaggio educativo desideravi trasmettere?

«L’idea di questo spettacolo storico è nata dal fatto che la Battaglia delle Egadi e la Prima Guerra Punica sono avvenute proprio qui, nelle nostre isole, e precisamente a Marettimo. Le navi romane si staccarono dalla costa di Drepana, l’odierna Trapani, e da qui partì l’idea di fare comprendere ai ragazzi l’importanza dell’isola dove vivono, che è stata teatro di una delle più importanti battaglie tra Romani e Cartaginesi. Volevamo sensibilizzare i ragazzi e i genitori, fare capire quanto sia preziosa questa isola anche dal punto di vista storico.

L’idea è nata una sera di maltempo, mentre con il team dei docenti eravamo seduti allo Scalo Nuovo. Guardando questo luogo, che ha una forma naturale da anfiteatro, ci siamo detti: proviamo a farlo qui. Le sfide mi sono sempre piaciute e così abbiamo deciso di portare avanti questo progetto con grandi sacrifici, problemi da superare, ma anche con una straordinaria collaborazione. Alla fine è stato uno spettacolo emozionante che ha lasciato senza parole il pubblico, le autorità presenti e tutte le persone che hanno assistito alla rappresentazione. È stato un vero villaggio storico, una battaglia ricostruita persino in mare con imbarcazioni che rappresentavano le navi romane e cartaginesi».

La scelta della Prima Guerra Punica non è stata casuale. Le acque che circondano le Egadi custodiscono infatti una parte fondamentale della memoria del Mediterraneo antico. Proprio al largo dell’arcipelago si combatté la celebre Battaglia delle Egadi, che segnò la vittoria di Roma guidata dal generale Gaio Lutazio Catulo sulle forze cartaginesi.

Quanto è importante per i giovani di Marettimo conoscere la storia del luogo in cui vivono attraverso esperienze dirette come questa?

«L’entusiasmo dei ragazzi e dei papà che hanno impersonato gli eserciti romano e cartaginese è stato incredibile. Non dobbiamo dimenticare che parliamo di bambini della scuola dell’infanzia, della primaria e di appena due studenti della secondaria. Alunni di seconda e terza elementare hanno recitato come veri attori.

Per me è stata la prima volta, dopo tanti anni di insegnamento, realizzare uno spettacolo completamente a vista, senza backstage e senza dietro le quinte. I ragazzi vivevano all’interno del villaggio storico, ognuno con il proprio ruolo e con tempi perfettamente rispettati.

Anche lo Scoglio con la croce, che qui chiamano “Lo scoglio de lu Signore” è diventato parte integrante della rappresentazione, trasformandosi simbolicamente in Erice, dove era esiliato Amilcare Barca, generale cartaginese. Un alunno di seconda elementare di nome Giuseppe Bevilacqua è rimasto sullo scoglio per oltre un’ora impersonando il generale cartaginese Amilcare Barca, mentre un altro, Diego Incaviglia, alunno di quarta elementare, ha interpretato Gaio Lutazio Catulo in maniera sorprendente. Fondamentale è stata anche la collaborazione dell’attore professionista Lele Vannoli, romano di origine ma ormai cittadino adottivo delle Egadi, che vive a Favignana e che ha tenuto lezioni di teatro e contribuito alla preparazione dei ragazzi».

Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento delle famiglie. I papà hanno condiviso ogni fase della preparazione, contribuendo a rendere il progetto un’esperienza collettiva e trasformando la scuola in un luogo di incontro tra generazioni.

Guardando l’entusiasmo dei ragazzi durante la rappresentazione, quali risultati ha osservato in termini di apprendimento, consapevolezza e partecipazione della comunità?

«C’è stata una grande collaborazione e una grande sinergia. Lavoriamo a questo progetto da febbraio e abbiamo avuto il sostegno di tutta l’isola e delle istituzioni. L’iniziativa è stata sposata dall’Assessorato regionale dell’Istruzione, nella persona dell’assessore Mimmo Turano, che ha finanziato il progetto consentendoci di realizzare uno spettacolo di questa portata.

Le scenografie sono state studiate da me e dai colleghi, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Valentina Lo Presti. Siamo un team di cinque insegnanti che ha lavorato incessantemente, senza guardare orari, sabati o domeniche, per portare a termine quest’opera.

La definisco un’opera perché per noi lo è stata davvero. I ragazzi sono stati fenomenali. Davanti a circa 350 persone, tra residenti e turisti, abbiamo vissuto un’emozione indescrivibile. Alla fine è rimasta la stanchezza, certo, ma soprattutto la soddisfazione di avere realizzato uno spettacolo teatrale a tutti gli effetti, senza mai perdere di vista il fatto che i protagonisti erano bambini piccoli della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria».

Alla fine dello spettacolo, applaudito con successo, c’è stato un momento di commozione e ringraziamento da parte della comunità marettimara. Una rappresentanza dei mamme degli alunni, coinvolti nello spettacolo, ha voluto tributare un caloroso omaggio e un sentito ringraziamento pubblico ai Comandanti locali dell’Ufficio Circondariale Marittimo (Capitaneria di Porto/Marina, Francesco Rosano), della stazione carabinieri Favignana, Leonardo Bileti) e della Guardia di Finanza, stazione Favignana, Francesco Sorrentino.

Tra costumi, scenografie, ricostruzioni storiche e interpretazioni sorprendenti, lo spettacolo ha dimostrato come la scuola possa diventare uno strumento potente di valorizzazione del territorio. A Marettimo la storia non è rimasta chiusa nei libri: è tornata a vivere tra il mare, le famiglie e i bambini dell’isola, trasformandosi in un’esperienza educativa capace di unire memoria, identità e comunità.

Federica Dolce