Messina ritrova uno dei suoi luoghi simbolo e lo restituisce ai cittadini in una veste completamente nuova. L’area dell’ex Fiera Campionaria, per decenni cuore delle esposizioni cittadine e successivamente rimasta in stato di abbandono, è oggi Agorà dello Stretto, un parco urbano di oltre 32.700 metri quadrati destinato a diventare uno dei principali luoghi di aggregazione della città.
L’inaugurazione segna il traguardo di un percorso di riqualificazione promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, che ha finanziato l’intervento con un investimento di circa 4 milioni di euro, affidandone poi la gestione al Comune di Messina attraverso una concessione della durata di sei anni. Ma rappresenta anche il primo tassello di un più ampio progetto di rigenerazione del waterfront cittadino, che interesserà il tratto compreso tra il torrente Boccetta e il torrente Annunziata, per un investimento complessivo di oltre 60 milioni di euro.
Un parco aperto alla città
L’area, che nel corso dei secoli è passata dall’antica “fiera franca” istituita nel Medioevo da Federico III al giardino ottocentesco dello Chalet, fino alla prestigiosa “Fiera Internazionale del Mediterraneo” e alla celebre “Rassegna cinematografica dell’Irrera a Mare” frequentata da star come Elizabeth Taylor e Sophia Loren, torna così ad avere una funzione pubblica, completamente diversa rispetto al passato.
Il nuovo spazio è stato progettato seguendo il principio di una promenade aperta, senza recinzioni né barriere. Oltre il 60 per cento della superficie è destinato al verde, con più di 7.000 nuove piante tra alberi, arbusti e specie della macchia mediterranea. Completano il parco due aree gioco, una delle quali inclusiva, campi da basket, spazi fitness, area di sgambamento per i cani, tavoli per picnic, 300 metri di panchine panoramiche e un accesso diretto alla spiaggia adiacente al torrente Giostra.
Per realizzare l’opera sono stati demoliti vecchi capannoni e strutture ormai fatiscenti, rimuovendo circa 7 mila metri cubi di detriti e recuperando oltre 2.500 metri quadrati di superfici. Il grande prato centrale sarà irrigato attraverso un sistema autonomo che utilizza acqua non potabile, evitando di incidere sulla rete idrica cittadina.
Basile: «I messinesi tornano a vivere questo luogo»
Per il sindaco Federico Basile la riapertura dell’ex Fiera rappresenta molto più della consegna di un nuovo parco. «È una giornata che la città attendeva da tempo – afferma Basile -. Questo progetto non rappresenta soltanto la riqualificazione di un’area rimasta chiusa per tanti anni, ma consente ai cittadini di riprendere possesso del proprio territorio e di viverlo in maniera completamente diversa rispetto a come ricordavamo la Fiera».
Secondo il primo cittadino, il nuovo spazio modifica anche il rapporto tra Messina e il suo mare: «Questo tratto, che si collega naturalmente alla Passeggiata a Mare, costituisce un affaccio straordinario di cui la città aveva bisogno e che oggi tutti siamo chiamati a custodire con senso di responsabilità e rispetto».
L’obiettivo dell’amministrazione è quello di far vivere l’area durante tutto l’anno, trasformandola in un luogo dedicato non soltanto allo svago ma anche alla cultura. «Abbiamo già manifestato all’Autorità Portuale l’intenzione di acquisire alcuni padiglioni dell’ex Fiera per destinarli ai giovani, alle arti e alla cultura – sottolinea ancora il sindaco -. Vogliamo che questo spazio sia vivo non solo attraverso lo sport e il tempo libero, ma anche grazie a servizi permanenti per la città».
Rizzo: «Un’operazione di sfondamento urbano»
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, parla di una giornata destinata a segnare una svolta. «Restituiamo alla comunità uno spazio strategico che rappresenta l’essenza stessa della bellezza dello Stretto. Non è soltanto la conclusione di un importante intervento di riqualificazione, ma è una vera operazione di sfondamento urbano che ridefinisce il rapporto tra la città e il suo litorale».
Rizzo sottolinea come la vera novità del progetto sia appunto l’apertura dell’area alla città: «La Fiera non era mai stata concepita come uno spazio realmente aperto. Oggi diventa un luogo libero, accessibile, pensato per essere vissuto quotidianamente. È un’idea fortemente voluta già dalla precedente presidenza dell’Autorità e siamo convinti che, grazie ai sistemi di videosorveglianza, al presidio della Polizia municipale e alla collaborazione con il Comune, questo diventerà uno spazio sicuro e pienamente fruibile».
Citando Franco Battiato, Rizzo definisce il nuovo parco «un grande incantesimo», un luogo «di contemplazione e di meraviglia» che punta soprattutto sul valore della qualità della vita. «Abbiamo realizzato aree dedicate al benessere delle persone, allo sport, agli animali e alla socialità. Sono investimenti che producono valore anche se spesso non sono immediatamente misurabili dal punto di vista economico».
Il futuro del waterfront
L’inaugurazione di Agorà dello Stretto rappresenta soltanto il primo passo del più ampio progetto di rigenerazione del fronte mare. Il prossimo obiettivo sarà la riqualificazione dell’area dell’ex Irrera a Mare. «La priorità – spiega Rizzo – è mettere in sicurezza il piazzale e renderlo fruibile entro un anno. Parallelamente lavoreremo per aprire progressivamente tutte le aree che possono essere restituite ai cittadini, senza attendere il completamento dell’intero intervento».
Basile conferma che il progetto complessivo del waterfront supera i 60 milioni di euro e sarà realizzato attraverso stralci funzionali, mantenendo la stretta collaborazione tra Comune e Autorità Portuale. Il nuovo parco sarà aperto a manifestazioni culturali, eventi e iniziative pubbliche, che saranno autorizzate caso per caso nel rispetto della vocazione dell’area. Anche eventuali attività commerciali potranno trovare spazio, ma con criteri selettivi.
«Ben vengano le attività economiche – osserva Rizzo – perché contribuiscono anche al presidio del territorio, ma dovranno essere compatibili con il progetto complessivo. Quello che è certo è che non torneremo alla Fiera degli anni Trenta: quel modello appartiene al passato. Oggi questo luogo nasce come un grande parco urbano, aperto e integrato nella vita della città».
Sonia Sabatino
