A Montelepre, nel palermitano, il Natale si è acceso con un’opera che ha già fatto il giro della Sicilia. Sul versante del Monte d’Oro è stato realizzato l’Albero di Natale più grande della Sicilia, una grande installazione luminosa che domina il paesaggio e guarda il Golfo di Castellammare, diventando un nuovo segno identitario per il territorio. L’Albero di Natale più grande della Sicilia non è un albero naturale, ma una struttura luminosa che disegna la sagoma di un abete lungo il pendio della montagna. È composto da oltre 700 punti luce a LED a basso consumo, distribuiti su un’altezza di più di 200 metri e una larghezza alla base di circa 120 metri. La sua visibilità abbraccia un’area vastissima, da Alcamo a Partinico, da Balestrate a Castellammare del Golfo, includendo Borgetto, Giardinello e molti altri centri del comprensorio.
Dal punto di vista tecnico, l’installazione è stata realizzata fissando le luci al terreno tramite picchetti, supporti metallici e cavi d’acciaio. Tutto è collegato a una rete di cavi elettrici e quadri di distribuzione, gestiti da centraline che consentono l’accensione coordinata a distanza, nel rispetto delle norme di sicurezza. Il progetto dell’Albero di Natale più grande della Sicilia è stato sottoposto all’Assessorato regionale ai Beni Culturali e alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, che ne hanno autorizzato la realizzazione dopo l’esame della documentazione prodotta dall’Associazione Turistica Pro Loco Montelepre. L’iniziativa ha ricevuto anche il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo e del Comune di Montelepre.
L’idea nasce da un sogno personale di Pietro Giostra, monteleprino, ispirato allo storico Albero di Natale di Gubbio. Attorno a quella visione si è costruita una rete di collaborazione fatta di volontari, associazioni, imprese e istituzioni. Tra i protagonisti l’impresa Edil S.E.P. di Giacomo Palazzolo, che ha fornito parte dei materiali, e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Terranova, con Giunta e Consiglio comunale che hanno sostenuto il progetto in modo unanime. Determinante anche il supporto tecnico del geometra Aiello e del geologo Sapienza per i rilievi e le misurazioni, oltre alla collaborazione della Città Metropolitana di Palermo, della Soprintendenza e di Enel per l’attivazione del contatore elettrico. L’accensione ufficiale dell’Albero di Natale più grande della Sicilia è avvenuta la sera del 24 dicembre, durante una cerimonia istituzionale al campo di calcio del Centro Sportivo Don Pino Puglisi, in contrada Presti. Una serata molto partecipata, con cittadini, associazioni locali, Pro Loco e rappresentanti delle istituzioni. In quell’occasione il sindaco Terranova ha ringraziato pubblicamente ideatori e volontari che, per oltre due settimane, hanno lavorato senza sosta per rendere possibile l’opera.
A tal proposito, abbiamo intervistato Pietro Giostra, ideatore dell’Albero di Natale di Montelepre
Questo progetto nasce da un sogno personale. Quando hai iniziato a immaginarlo davvero possibile?
«È un sogno che mi porto dietro da tantissimi anni. Illuminare il Monte d’Oro, che per noi monteleprini ha un valore speciale anche come sito archeologico, era qualcosa che avevo in testa da ragazzo. Per molto tempo è rimasto solo un pensiero, poi è arrivato il momento giusto».
Quel momento è stato un incontro particolare?
«Sì, una chiacchierata del tutto informale. Ero con un mio caro amico, Giacomo Palazzolo, direttore tecnico dell’impresa Edil S.E.P. Eravamo davanti alla montagna e parlavamo di tutt’altro. A un certo punto gli ho raccontato il mio sogno: realizzare un grande albero visibile da tutta la zona. Ricordo ancora il suo sguardo stupito. Per un attimo ho pensato che mi prendesse per matto».
E invece la reazione è stata diversa…
«Decisamente. Con un’aria ancora più folle della mia mi ha detto subito: “mettiamoci a lavoro”. Mi disse chiaramente: “tu pensa alla manodopera, io ai materiali”. È stato lì che ho capito che il sogno poteva diventare realtà».
Da quel momento il progetto ha preso una strada concreta?
«Si. La prima cosa che Giacomo mi ha detto è stata che serviva un progetto serio. Dovevamo fare tutto per bene, nel rispetto della montagna e delle regole. Ci siamo mossi subito con l’amministrazione comunale e abbiamo trovato approvazione e sostegno con grande rapidità. Lo stesso entusiasmo lo abbiamo trovato nella Pro Loco Montelepre, con il presidente Gioacchino Gaglio e tanti volontari».
Il lavoro sul Monte d’Oro non è stato semplice, vero?
«Assolutamente no. Con diversi amici abbiamo scalato la montagna per predisporre tutto. Penso ad Agostino La Franca, Gioacchino Gambi, Gabriele e Andrea Giostra, Alessandro e Marco Terranova, Gabriele Di Maria, Geloso Vincenzo e a tutti quelli che hanno dato una mano. È stato fondamentale anche l’aiuto tecnico del geometra Aiello e del geologo Sapienza, senza di loro non saremmo andati avanti».
C’è un momento che porterai sempre con lei?
«L’accensione. In particolare ricordo il vicesindaco Giusi Ciulla, in lacrime, mentre chiamava suo padre, che aveva sognato per anni di vedere il Monte d’Oro illuminato. Gli disse di aprire le finestre per guardare l’albero. In quel momento abbiamo pianto tutti. È stata una gioia difficile da spiegare».
Che significato ha oggi questo albero per Montelepre?
«È un segno di quello che possiamo fare quando crediamo davvero in qualcosa. Non è solo un albero di luci. È il risultato di una comunità che si è messa insieme, di istituzioni che hanno ascoltato, di persone che hanno lavorato senza chiedere nulla in cambio».
E guardando al futuro?
«Abbiamo già promesso che il prossimo anno lo perfezioneremo e lo amplieremo. Vogliamo regalare ancora più luce, soprattutto ai bambini e agli anziani. Ogni piccola luce deve essere un sorriso. Come dice sempre Giacomo Palazzolo: niente è impossibile. Se hai un sogno e ci credi davvero, puoi farlo diventare realtà».
Dorotea Rizzo