
Aveva diciannove anni Rosario Romeo, morto nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 agosto in un incidente stradale all’interno del parco della Favorita, a Palermo. Erano da poco passate le 3 quando il giovane, in sella a una moto, ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro un ostacolo a bordo carreggiata. I sanitari del 118, arrivati sul posto in pochi minuti, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Sul luogo dello schianto sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale, che hanno effettuato i rilievi. La dinamica resta da chiarire: al momento non risultano coinvolti altri mezzi, ma gli accertamenti dell’infortunistica sono ancora in corso e le prime ricostruzioni diffuse dalle testate locali non coincidono né sul punto esatto del sinistro, indicato da alcuni in viale Diana e da altri in viale Ercole, né sull’ostacolo contro cui la moto si è schiantata, un palo o un albero.
Attorno alla zona transennata si sono radunati decine di ragazzi, molti in lacrime, molti sotto shock. Una scena che a Palermo si è già vista quattro giorni fa, il 4 agosto, quando all’incrocio tra via dei Cantieri e via Montepellegrino ha perso la vita Salvatore Firemi, 28 anni, travolto da un mezzo pesante mentre viaggiava sul suo scooter. Due morti in quattro giorni hanno riacceso il dibattito politico sulla sicurezza stradale in città.
Tiziana D’Alessandro, presidente della II Commissione consiliare Urbanistica, Mobilità e Traffico, ha reso noto di aver trasmesso al sindaco e all’assessore alla Mobilità una nuova nota formale per sollecitare la convocazione del Tavolo Tecnico Intersettoriale sulla Sicurezza Stradale, una proposta che, spiega, porta avanti da quasi un anno e il cui iter è stato avviato ma non ancora concluso. Lo strumento, nelle intenzioni, dovrebbe servire ad analizzare i dati sugli incidenti, individuare i punti più critici della rete viaria e programmare gli interventi: «Una strada va studiata prima che qualcuno muoia», ha dichiarato la consigliera, invocando un approccio che non si limiti a intervenire «dopo che il rischio si è trasformato in tragedia».
Sul piano regionale è intervenuto anche Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana, che ha chiesto «un piano straordinario per la sicurezza stradale» fondato su controlli, manutenzione, illuminazione e interventi mirati nei tratti più pericolosi. Il rischio, ha avvertito, è quello di fermarsi al cordoglio: «Non possiamo limitarci al cordoglio e poi dimenticare».
Samuele Arnone
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