L’oncologia di Palermo conquista Chicago: al congresso Asco riflettori puntati sulla ricerca contro il tumore alla prostata

Lo studio è guidato dalla docente palermitana Lorena Incorvaia, associata di Oncologia medica all’Università degli studi di Palermo e dirigente medico all’unità operativa complessa di Oncologia medica del Policlinico "Paolo Giaccone"

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C’è un cuore siciliano che batte nel centro nevralgico dell’oncologia mondiale. All’Asco Annual Meeting 2026 di Chicago, l’appuntamento che ogni anno delinea il futuro delle terapie contro il cancro, l’Italia è diventata protagonista grazie ai risultati di uno studio clinico internazionale presentato dalla professoressa Lorena Incorvaia, associata di Oncologia medica all’Università degli studi di Palermo e dirigente medico all’unità operativa complessa di Oncologia medica del Policlinico “Paolo Giaccone”. La notizia, che ha fatto il giro delle delegazioni internazionali presenti al McCormick Place di Chicago, riguarda una ricerca pionieristica sul carcinoma prostatico metastatico. In un contesto che ha visto la partecipazione di oltre 45mila esperti da ogni angolo del globo, lo studio guidato dalla docente palermitana è stato selezionato per una comunicazione orale, un onore riservato a una ristretta frazione delle ricerche presentate.

La frontiera della precisione: lo studio sul gene BRCA2

Il cuore della ricerca risiede nell’analisi approfondita del ruolo delle alterazioni del gene BRCA2 nei pazienti affetti da carcinoma prostatico in fase metastatica. Non si tratta solo di accademia, ma di vita reale: lo studio poggia su una base dati imponente, frutto di una collaborazione internazionale che ha coinvolto 34 centri oncologici e una casistica complessiva di oltre duemila pazienti. L’obiettivo è ambizioso: affinare gli strumenti dell’oncologia di precisione per offrire a ogni paziente la terapia più efficace in base alle caratteristiche molecolari del proprio tumore. La ricerca nasce e si sviluppa all’interno di un’eccellenza del territorio siciliano, il Centro di riferimento per i tumori ereditari del Policlinico di Palermo, dove l’attività clinica quotidiana si sposa con la sperimentazione di avanguardia.

Incorvaia: «Oltre la semplice alterazione genetica»

Al termine della sua presentazione orale, accolta con grande interesse dalla platea internazionale, la docente dell’ateneo palermitano ha espresso la propria soddisfazione, sottolineando come questo traguardo sia il risultato di un imponente sforzo corale: «Essere selezionata per una presentazione orale all’Asco Annual Meeting è un grande onore e rappresenta un riconoscimento di grande rilievo per il lavoro svolto dal nostro gruppo e dalla rete di collaborazioni nazionali e internazionali che ha reso possibile questo studio», ha esordito. Incorvaia ha poi voluto approfondire il valore clinico delle scoperte presentate: «I risultati presentati a Chicago rafforzano l’idea che, nell’oncologia di precisione, non sia sufficiente sapere se un gene è alterato, ma sia sempre più importante comprenderne il significato biologico e clinico, per giungere, in futuro, a una cura più personalizzata dei pazienti con carcinoma prostatico». Queste parole segnano un cambio di paradigma: la sfida non è più solo identificare una “mutazione”, ma interpretarla per trasformarla in una strategia terapeutica sartoriale, cucita addosso al profilo genetico del singolo malato.

Il valore dell’integrazione tra ricerca e assistenza

Il successo ottenuto a Chicago non è un caso isolato, ma il frutto di una visione strutturata che vede il Policlinico di Palermo come un hub di innovazione. Lo studio si inserisce infatti nell’attività dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica, diretta dal professore Antonio Russo, che ha voluto rimarcare l’importanza del percorso intrapreso. Secondo il Russo, questo riconoscimento rappresenta molto più di un premio accademico: «È un traguardo di grande rilievo scientifico e un risultato che testimonia la qualità della ricerca clinica svolta nell’ambito dell’Aoup e conferma il valore dell’integrazione tra assistenza, ricerca clinica e innovazione molecolare per offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più avanzati». L’idea centrale è che la ricerca non debba restare chiusa nei laboratori, ma debba fluire costantemente verso il letto del paziente, migliorando le opzioni di trattamento disponibili oggi e non solo quelle di domani.

L’orgoglio delle istituzioni e il posizionamento internazionale

La risonanza dell’evento di Chicago ha generato grande entusiasmo anche ai vertici dell’Azienda ospedaliera universitaria. La direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, ha commentato i risultati con parole di elogio per il team di ricerca, evidenziando il prestigio che tale partecipazione conferisce alla sanità siciliana e italiana: «La presentazione all’Asco Annual Meeting 2026 rappresenta un prestigioso riconoscimento per la professoressa Incorvaia e rafforza il posizionamento della nostra dell’Azienda ospedaliera universitaria nel panorama scientifico internazionale», ha dichiarato la dottoressa Furnari. La manager ha poi voluto sottolineare l’aspetto umano e professionale dietro i dati scientifici: «È motivo di orgoglio vedere riconosciuto, in un contesto così autorevole, l’impegno quotidiano dei nostri ricercatori e clinici nella lotta contro le patologie oncologiche. Questo risultato conferma la validità del percorso intrapreso, basato su ricerca traslazionale, collaborazione multidisciplinare e costante attenzione alla qualità scientifica».

Mario Catalano