L’Orto Botanico dell’Università di Palermo da oltre 225 anni racconta il passato e anche il futuro della città. Un luogo che consente di “viaggiare” attraverso continenti, isole, steppe, montagne e laghi e tutto in un fazzoletto di terra e in un’atmosfera fatta di silenzio e relax. È un vero museo vegetale, dove convivono arte e scienza.
Attraverso la settecentesca cancellata in ferro battuto si entra in un meraviglioso mondo vegetale dalle forme e dimensioni, colori, profumi che incantano il visitatore. È qui che si trova l’albero con la chioma più grande d’Europa: il Ficus macrophylla f. columnaris o più comunemente Ficus magnolioide. Raggiunge infatti un’altezza di 25 metri, circonferenza di 14,75 metri, il perimetro dei fusti misura 45 m. La chioma, invece, copre una superficie di circa 2900 metri quadrati.
Proviene dagli stati australiani del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, ed è stato introdotto nel 1845. L’albero venne venduto ai botanici palermitani, nella prima metà dell’Ottocento, da alcuni esploratori che si trovavano in Australia. Questo ficus di dimensioni enormi conserva un segreto: le sue radici infatti si diramano all’interno dell’orto per oltre 60 metri, raggiungendo una falda acquifera locale, ed è da qui che attinge giornalmente un volume di acqua molto elevato.
La nascita dell’Orto Botanico
Fu nel 1779 che sotto il regno dei Borbone di Napoli e Sicilia fu fondata la Regia Accademia degli Studi di Palermo. Successivamente, con l’istituzione della cattedra di Storia naturale e Botanica, l’Accademia ottenne nei pressi di Porta Carini un appezzamento di terra, sul bastione Aragona. È qui che, su progetto di Giuseppe Venanzio Marvuglia, nel 1780 fu eretto un orto botanico per la coltivazione delle piante medicinali utili per l’insegnamento. Tuttavia, lo spazio risultò inadeguato e, dopo qualche anno, si iniziarono le pratiche per il suo trasferimento. Da qui il nuovo orto botanico fu impiantato nella sua attuale sede, quella accanto a Villa Giulia, in via Lincoln, a partire dal 22 febbraio 1789 e fu inaugurato sei anni dopo, nel dicembre del 1795.
Serena Marotta