Il restauro e la nuova collocazione della statua marmorea della Madonna del Latte (scuola di Domenico Gagini, XV sec.) è stata inaugurata ieri mattina presso il chiostro del Complesso Monumentale San Domenico a Palermo.
I lavori, curati dall’Impresa Scancarello, hanno previsto il completamento del recupero dell’opera e la sua ricollocazione in un vano restaurato della corsia orientale del chiostro.
Il costo dell’intervento, pari a €44.000, è stato interamente finanziato dalla Fondazione Sicilia attraverso il programma Art Bonus. In particolare, il restauro del vano è stato finanziato con l’Art Bonus 2023 dal presidente emerito l’Avv. Raffaele Bonsignore.
Il restauro della statua è stato finanziato sempre dalla Fondazione Sicilia (2025) grazie alla presidente, la Prof.ssa Concetta Di Natale. Le corone sono state donate dalla Dott.ssa Claudia Spatafora. «Ringrazio la Soprintendenza, i colleghi architetti e le maestranze – ha dichiarato Frà Sergio Catalano, Priore provinciale della Chiesa di San Domenico – che mi hanno aiutato a realizzare questa operazione. Un’operazione che invito tutti quanti a vedere e visitare il chiostro, la chiesa di San Domenico e naturalmente la Madonna del Latte». La statua, in marmo bianco statuario di Carrara, rappresenta la Virgo lactans: la Madonna, poggia i piedi su una nuvola nella quale sono accennate delle testine di angeli. Regge il bambino col braccio sinistro, porgendogli il seno parzialmente scoperto.
L’opera è stata, in tempi recenti, soggetta ad un parziale restauro volto a rimuovere i segni più evidenti di degrado (solfatazione, croste nere), che è stato necessario completare. Quanto alla collocazione si è pensato al chiostro del convento ed in particolare ad uno spazio lungo il portico nord-est “ritrovato”, dietro un portale murato, in occasione dei lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza di Palermo nel corso dei primi anni ’90 del secolo scorso. Il restauro di questo ambiente è stato pensato in stretta connessione con la ricollocazione della statua gaginiana ed ha previsto il restauro del pavimento in cotto, degli intonaci di pareti e volte, degli elementi lapidei che formano la cornice del vano murato, nonché la realizzazione dell’impianto elettrico con i relativi corpi illuminanti funzionali all’illuminazione ambientale e alla valorizzazione dell’opera scultorea.
La statua è stata collocata sulla parete fondale, posta su una predella/piedistallo in graniglia di marmo che assicurerà all’opera un’adeguata ambientazione, tanto per la fruizione turistico-artistica quanto per quella votiva. «Bisogna riconoscere alla Chiesa – ha dichiarato Maricetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia – la capacità di averlo conservato e di poterlo godere. Merito ne hanno anche le Fondazioni di origine bancarie ed è per questo motivo che la Fondazione Sicilia ha deciso di finanziare questo lavoro di restauro».
Fabio Gigante
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