Al via la XXI edizione della Palermo-Montecarlo 2026. Il mare, in Sicilia, è molto più di una risorsa naturale. È identità, cultura, tradizione e sport. Da secoli rappresenta una scuola di vita capace di forgiare carattere, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. È proprio da questo patrimonio che nasce il fascino della Palermo-Montecarlo, una delle regate offshore più prestigiose del Mediterraneo, capace di coniugare competizione, formazione e promozione del territorio. Ieri, lunedì 3 agosto, nella suggestiva cornice di Villa Lauria, il Circolo Canottieri Roggero di Lauria ha presentato ufficialmente l’equipaggio di South Kensington, pronto a rappresentare il sodalizio nella ventunesima edizione della regata, che si terrà dal 18 al 23 agosto 2026, con la partenza nel golfo di Mondello e l’arrivo nel Principato di Monaco.
In questa circostanza il Club Lauria ha confermato così la propria missione: formare marinai, prima ancora che atleti, trasmettendo quei valori di competenza, responsabilità e rispetto del mare che rendono la vela uno degli sport più autentici e rappresentativi dell’identità mediterranea.
Una serata quella di ieri sera che ha celebrato non soltanto una sfida sportiva, ma anche il valore del passaggio generazionale, simbolicamente rappresentato da Gabriele Bruni e dal figlio Tommaso, due velisti accomunati dalla stessa passione per il mare e dai colori del Lauria.
Gabriele Bruni, “Ganga”: l’esperienza di chi ha fatto la storia della Palermo-Montecarlo
Per tutti è semplicemente “Ganga”, uno dei nomi più conosciuti della vela siciliana e protagonista della storia della Palermo-Montecarlo, regata alla quale ha preso parte sin dalla prima edizione conquistando quattro vittorie. Quest’anno, però, non sarà sulla linea di partenza: gli impegni professionali gli impediranno di partecipare alla competizione. La sua esperienza continua comunque a rappresentare un patrimonio prezioso per il Circolo Lauria e, soprattutto, per il figlio Tommaso Bruni, skipper di South Kensington, al quale ha trasmesso negli anni la cultura della navigazione, il rispetto del mare e l’importanza della formazione dei giovani velisti. L’orgoglio del padre si intreccia così con quello del navigatore che vede una nuova generazione raccogliere il testimone.
Lei ha scritto pagine importanti della Palermo-Montecarlo con quattro successi. Oggi che vede suo figlio al timone del Lauria, prevale l’istinto del tecnico o quello del padre?
«Abbiamo partecipato alla Palermo-Montecarlo sin dalla sua prima edizione e ne abbiamo vinte diverse. È una regata molto bella perché attraversa tutto il Mediterraneo ed è una vera regata d’altura, particolarmente indicata per la formazione dei ragazzi giovani. Abbiamo sempre affiancato ai velisti più esperti gruppi di ragazzi meno esperti e questa formula ha sempre funzionato. Vedere oggi mio figlio Tommaso skipper di un equipaggio composto prevalentemente da ragazzi giovani mi riempie di orgoglio. Ovviamente sono a sua disposizione per qualsiasi consiglio, però da sempre ho avuto un’impostazione basata sull’indipendenza e questo ha sempre pagato. Tommaso e i suoi amici sono ormai velisti preparati e saranno in grado di affrontare questa regata nel migliore dei modi».
La vela è cambiata profondamente negli ultimi vent’anni. Qual è l’aspetto che continua a fare davvero la differenza in una regata d’altura come la Palermo-Montecarlo?
«La vela è cambiata profondamente. Sempre di più i giovani sono orientati verso barche veloci e volanti con i foil, ma la vela d’altura resta un elemento fondamentale perché insegna a essere marinai veri. Attraversare il Mediterraneo significa navigare di notte, conoscere la marineria, affrontare eventuali temporali e mare impegnativo. Tutto questo rappresenta un bagaglio di esperienze che accompagnerà sempre questi ragazzi, anche quando navigheranno su imbarcazioni più moderne e performanti».
Quale consiglio ha dato a Tommaso prima di questa sfida e quale insegnamento spera possa accompagnarlo non solo in regata, ma anche nella crescita come skipper?
«Il consiglio che do sempre a Tommaso è di affrontare queste esperienze con grande precisione e professionalità. È fondamentale organizzare briefing sulla sicurezza, predisporre checklist accurate e verificare che ogni membro dell’equipaggio sia competente. In mare non bisogna mai sottovalutare nulla. Tutto deve essere fatto con attenzione e metodo: soltanto così il divertimento è davvero assicurato».
Tommaso Bruni, la nuova generazione prende il timone
Cresciuto tra i pontili e le banchine del Circolo Lauria, Tommaso Bruni rappresenta una delle promesse della vela siciliana. Fin da bambino ha respirato la cultura del mare e dello sport all’interno del Club, seguendo il percorso del padre ma costruendo, passo dopo passo, una propria identità agonistica. Oggi è lui lo skipper di South Kensington, guidando un equipaggio formato prevalentemente da giovani velisti del Lauria affiancati da navigatori più esperti. Una responsabilità importante che affronta con entusiasmo, consapevolezza e spirito di squadra.
Tommaso, guidare il Lauria nella Palermo-Montecarlo significa raccogliere anche un’eredità familiare importante. Quanto pesa il cognome Bruni e quanto rappresenta uno stimolo per costruire una storia tutta sua?
«Partecipare a questa importante regata rappresentando i colori del Circolo Lauria è un grande onore e rappresenta sicuramente una sfida importante. Io e la mia famiglia siamo cresciuti al Club Lauria sia sportivamente sia a livello personale. Frequento il Circolo da tutta la vita e i miei ricordi d’infanzia sono legati proprio alla vita del Club. Dalla mia famiglia non c’è mai stata alcuna pressione: la vela è sempre stata un divertimento e una grande passione che condivido con tutti i miei familiari. Ogni volta che vado in barca cerco di dare il massimo, ma la mia priorità rimane il divertimento».
La Palermo-Montecarlo è una regata lunga e tecnicamente complessa. Quali saranno le qualità che chiederà maggiormente al suo equipaggio per affrontare questa sfida?
«Abbiamo la fortuna di partecipare con un’ottima barca, South Kensington dell’armatore Massimo Licata d’Andrea, e con un equipaggio molto preparato composto da un mix di giovani del Circolo Lauria e velisti più esperti. È una formula che ritengo vincente. Quest’anno il Lauria offre a noi giovani un ruolo determinante e affrontiamo questa responsabilità con grande entusiasmo. In una regata così impegnativa è fondamentale essere ottimi marinai e penso che il nostro equipaggio abbia tutte le qualità necessarie».
Correre con i colori del Circolo Lauria significa rappresentare una delle realtà veliche più prestigiose del Mediterraneo. Quale risultato, al di là della classifica, considererebbe il vero successo di questa edizione?
«L’anno scorso la barca ha concluso la regata al secondo posto. Non mi piace legare il successo esclusivamente alla classifica. Credo che il Club sarà soddisfatto se noi giovani dimostreremo professionalità, impegno e maturità nell’affrontare questa esperienza. Il risultato è una conseguenza dell’approccio con cui si vive la regata, non la motivazione principale. Alla base di tutto ci sono sempre lo sport, la passione e il divertimento».
La Palermo-Montecarlo continua così a raccontare una Sicilia che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Il passaggio di testimone tra Gabriele “Ganga” Bruni e Tommaso non è soltanto una storia familiare, ma il simbolo di una tradizione velica che continua a rinnovarsi attraverso i giovani.
Federica Dolce
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