Struggente, doloroso, un vero e proprio pugno nello stomaco: è il monologo teatrale “Lo stupro” di Franca Rame interpretato dall’attrice Gilberta Crispino, con la regia di Donatella Massimilia. È stato questo il cuore dell’evento organizzato ieri all’interno del “Roseto di Rosa Balistreri”, in cui è stata inaugurata una panchina rossa contro la violenza sulle donne.
«Stiamo portando il progetto delle panchine rosse in tutta Italia ormai da tre anni e ciò mi ha dato la possibilità di poter rappresentare questo monologo straordinario di grandissima potenza – dichiara Gilberta Crispino – Quando ho conosciuto questa storia e ho cominciato a studiarla, le prime volte ho pianto, perché ho cercato di immedesimarmi, ma fino a un certo punto, perché ovviamente non potrò mai riuscire a farlo in toto rispetto a quello che è accaduto a Franca Rame».
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«È un monologo molto coraggioso, molto forte, molto vero – prosegue l’attrice e doppiatrice -. Lei è stata una donna coraggiosa perché ha avuto la forza di raccontare la sua storia senza filtri, senza oscurare, ma una forma di denuncia. È necessaria portarla in giro, parlarne, perché è necessario denunciare e parlare».
Presenti all’inaugurazione i ragazzi delle scuole del quartiere che sono rimasti colpiti dal potente monologo e si sono detti commossi. All’evento hanno relazionato anche l’assessore comunale alle Politiche Giovanili Fabrizio Ferrandelli, il Garante per i diritti dei detenuti di Palermo Pino Apprendi, il presidente dell’Ottava circoscrizione Marcello Longo e il regista Paolo Licata.
Ha voluto essere presente alla scopertura della targa dedicata a Rosa Balistreri anche l’attrice Lucia Sardo, che da tempo si spende contro la violenza di genere. «Il messaggio che voglio mandare è molto semplice: non dimenticare, ricordare ogni giorno, che sia sempre il 25 novembre – precisa l’attrice Sardo – E poi la gentilezza, che diventi un’arma che possa aiutarci, che possa accompagnarci e sostenerci. Sono 40 anni che faccio questi discorsi e non ho più le parole. Prima il mio discorso era molto organizzato, adesso si è un po’ dissolto perché non è possibile che in 40 anni tante cose potevano cambiare e invece si sono fermate».
«Io sto aspettando l’uomo nuovo, l’uomo che si prende in mano questo problema perché è più un problema maschile. Ma che subiamo noi donne. Ma dove siete? Dovete stare accanto a noi, dovete organizzare voi le manifestazioni, ci dovete aiutare, ci dovete sostenere – dichiara l’attrice -. Noi vi stiamo aspettando, siamo qui, ci dovete convincere, ci dovete sorprendere. Sorprendeteci».
Sonia Sabatino