Reati di genere, facciamo il punto

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La violenza di genere include reati come stalking, maltrattamenti familiari, violenze sessuali e omicidi con vittime di sesso femminile. Un’immagine simbolica ricorda la gravità di questo fenomeno, che la Polizia Criminale monitora raccogliendo dati su vittime e autori, tra cui età e sesso. I report ufficiali del Ministero dell’Interno analizzano tali dati confrontandoli periodicamente con l’anno precedente, sia su base mensile che annuale.

Nel 2025 i principali indicatori della criminalità di genere segnano tendenze complessivamente in discesa rispetto all’anno precedente. I dati ufficiali riferiti al III trimestre 2025 mostrano ad esempio un calo degli omicidi volontari in Italia del 12% rispetto al 2024. In particolare, le vittime femminili di omicidio diminuiscono del 20% e i delitti commessi in ambito familiare o affettivo calano anch’essi del 20%.

Anche gli altri reati “sentinella” della violenza di genere mostrano trend contrastanti. Le denunce per violenza sessuale risultano in calo: nel periodo gennaio-luglio 2025 sono state 3.477, contro le 4.202 dello stesso periodo 2024 (−17,3%). Più in generale i “reati sentinella” crescono nel lungo termine: dal 2019 la somma di violenze sessuali, maltrattamenti e stalking è aumentata oltre il 25%, con un +5,7% delle violenze sessuali, +4% degli atti persecutori e +11% dei maltrattamenti nel solo 2024. In particolare, nel 2024 gli atti persecutori (stalking) denunciati hanno raggiunto quota 20.289 (record storico), con il 75% delle vittime donne (per il 95% maggiorenni e 89% italiane). In Sicilia l’incidenza di questi reati è tra le più elevate a livello nazionale.

L’analisi mese per mese evidenzia fluttuazioni ma conferma la dinamica generale di riduzione dei reati di genere nel 2025. Nei primi due mesi del 2025 sono stati commessi 8 omicidi con vittime donne, il 60% in meno rispetto ai 20 dell’analogo periodo 2024; analogamente, sette di questi reati (su otto) sono avvenuti in ambito familiare (ancora −60% vs 2024). Complessivamente i dati aggiornati fino a luglio 2025 mostrano un lieve decremento dei femminicidi (60 casi nel 2025 vs 61 nello stesso periodo 2024, –1,6%), con però un significativo aumento dei casi perpetrati da partner o ex (38 casi, +15,1%). Nel periodo gennaio-luglio 2025 le violenze sessuali denunciate sono diminuite del 17% rispetto ai primi sette mesi del 2024. Parallelamente, il numero complessivo dei reati (furti, rapine, omicidi) nel 2025 segna un calo: il dossier estivo del Viminale rileva un −9% dei reati totali (184 omicidi da inizio anno, +3,4% su 2024) e una diminuzione delle violenze sessuali. D’altra parte, le attività di contrasto (ammonimenti e braccialetti elettronici) sono aumentate, con oltre 7.500 ammonimenti complessivi (+70,6% vs 2024), di cui 2.731 per stalking (+86,6%) e 4.840 per violenza domestica (+63,6%). Questi dati evidenziano una crescente attenzione preventiva delle forze dell’ordine, mentre i reati veri e propri risultano oggi in flessione rispetto all’anno precedente.

Marina Di Donato, questore di Asti, presentando un report locale sull’”8 marzo – Giornata internazionale della donna”, ha sottolineato l’importanza di una maggiore consapevolezza del fenomeno, affermando che «bisogna aumentare la percezione della gravità del fenomeno, che è trasversale» e che la «violenza sulle donne non ha confini né di età né di ceto sociale». Ha invitato le donne a non affrontare da sole la violenza ma a rivolgersi alle forze dell’ordine, ricordando che esistono molteplici strumenti di protezione (case famiglia, sostegno economico, percorsi di reinserimento) e ribadito che «le donne devono fidarsi e affidarsi delle forze dell’ordine».

I dati: omicidi volontari

Nel 2024 si sono registrati 113 omicidi con vittime femminili. Rispetto al 2023 (120 vittime donne), si rileva un calo del 6%. In totale si contano 321 omicidi consumati (314 secondo altre fonti); dunque circa il 35% delle vittime di omicidio nel 2024 erano donne. Gli omicidi in ambito famigliare/affettivo sono stati 153 (+3% vs 2023) con vittime donne salite da 96 a 99. I casi di omicidio commessi da partner/ex partner sono passati da 70 a 71 (+1%), mentre le vittime donne in questi casi sono scese da 64 a 61 (-5%). In sostanza, nel quadriennio 2021‑2024 gli omicidi complessivi aumentano lievemente (+3%), ma le vittime femminili complessive calano dell’8%.

I dati: stalking (atti persecutori)

Nel 2024 si osserva un +4% di casi rispetto al 2023. La maggior parte delle vittime (circa il 74–75%) sono donne. Gli ammonimenti del Questore (provvedimenti di prevenzione) sono aumentati vertiginosamente: nel 2024 ne sono stati emessi 8.604 (+91% vs 2023), di cui 2.746 per stalking e 5.858 per violenza domestica a indicare maggior attenzione delle autorità al fenomeno. Maltrattamenti contro familiari/conviventi: aumentano dell’11% nel 2024 vs 2023. Anche qui circa l’81% delle vittime è di sesso femminile. Gli allontanamenti del maltrattante dalle case familiari (decreto del Questore) sono più che triplicati nel 2024 (+224%), segno di rafforzamento delle misure protettive.

I dati: violenza sessuale

Si registra un incremento di +6% nel 2024 rispetto al 2023, proseguendo il trend di crescita iniziato nel 2020. Il 91–92% delle vittime sono donne. Complessivamente, tra le cosiddette “reti di allarme” della violenza di genere (stalking, violenze sessuali, maltrattamenti) il 2024 mostra aumenti generalizzati, confermando che il fenomeno non diminuisce malgrado la maggiore sensibilizzazione sociale.

I dati: trend percentuali complessivi

Complessivamente, tra il 2021 e il 2024 i casi conosciuti di stalking, maltrattamenti e violenze sessuali sono cresciuti notevolmente (rispettivamente +19%, +29% e +24% i segnali a carico di autori noti). Ciò riflette un più efficace contrasto (più indagini concluse) ma anche una maggiore denuncia dei reati di genere. In termini di vittime, in media il 75–91% delle vittime è di sesso femminile a seconda della tipologia (stalking 74–75%; maltrattamenti ~81%; violenze sessuali ~91%). Gli indicatori di prevenzione e denuncia (ammonimenti, segnalazioni di maltrattamenti e violenze sessuali) rimangono elevati o in crescita.

Primi mesi del 2025

Roberto Rossi, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Ancona, inaugurando l’anno giudiziario 2025 delle Marche, ha lanciato l’allarme su una «vera emergenza per i femminicidi e le violenze di genere» nella regione, evidenziando che «c’è qualcosa che non funziona a livello prevenzione e non riusciamo a estirpare la mentalità padronale» anche tra i giovani. Rossi ha inoltre osservato che in molti casi «il divieto di avvicinamento non funziona» e che non sempre è possibile ricorrere al carcere o al braccialetto elettronico, segnalando limiti delle misure cautelari.

I dati più recenti (report di luglio 2025) segnalano che, nel confronto tra gennaio‑giugno 2025 e lo stesso periodo del 2024, aumentano sia il numero complessivo di reati di genere sia gli omicidi commessi da partner/ex partner, così come il numero di vittime di sesso femminile. In altre parole, il 2025 in corso mostra una ripresa dei trend di femminicidio rispetto al primo semestre 2024.

Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, durante una conferenza stampa ha illustrato il protocollo per una “stanza di accoglienza” destinata alle vittime in udienza, spiegando che «il Tribunale di Palermo sarà uno dei primi d’Italia ad allestire aree riservate per l’accoglienza e il sostegno psicologico di vittime di violenza di genere». Ha definito l’iniziativa «una misura di civiltà a tutela della dignità della donna».

Simbolicamente, in molte città italiane è stata posta una “panchina rossa” per le vittime di violenza di genere con l’iscrizione «Non sei sola» e il numero antiviolenza 1522. A Palermo, invece, è presente una “pensilina rossa”, quella di una fermata dell’autbus in prossimità di via d’Amelio. I dati nazionali ufficiali mostrano che nel 2024 in Italia si sono verificati 314 omicidi (per ogni tipo di vittima), di cui 111 con vittime donne. La quota femminile è dunque del 35% circa, con 96 vittime uccise in ambito familiare/affettivo (di cui 59 da partner o ex). Nonostante la necessità di dati specifici, i rapporti centralizzati non riportano statistiche regionali dettagliate; ciò rende difficile ottenere una fotografia puntuale della violenza di genere in Sicilia.

Focus sulla Sicilia

Anche in Sicilia si evidenziano segnali analoghi: pur non disponendo di tutti i dati aggiornati su base mensile, si osserva che l’isola rientra tra le regioni con alta incidenza di reati di genere. Ad esempio, la Sicilia figura tra le prime regioni per densità di atti persecutori. Nel 2025 (fino a ottobre) sono già stati segnalati 5 femminicidi in Sicilia, collocando la regione al settimo posto a livello nazionale per numero di tali delitti. Pur non esistendo un report trimestrale dedicato esclusivamente alla Sicilia, si può stimare che le tendenze generali riflettano l’andamento nazionale: meno omicidi di donne rispetto al 2024, aumento dei provvedimenti cautelari (che nel biennio 2023-24 hanno visto +70%) e mantenimento di livelli elevati di segnalazioni di stalking e maltrattamenti. I dati complessivi suggeriscono infatti che Sicilia, con circa il 10% della popolazione italiana, registra una quota di reati di genere comparabile alla media nazionale, con alcune specificità territoriali (ad es. altissimo ricorso agli ammonimenti).

La Sicilia emerge nei report nazionali come regione a elevato rischio per alcuni reati di genere. In particolare, il rapporto al Parlamento 2024 evidenzia che Campania, Puglia e Sicilia hanno i più alti tassi di stalking (atti persecutori) rapportati alla popolazione, mentre Campania, Sicilia e Lazio guidano le classifiche di incidenza dei maltrattamenti familia. Ciò suggerisce che in Sicilia il fenomeno è particolarmente diffuso rispetto ad altre regioni. Tuttavia, come sottolineato da analisi del Sole24Ore, mancano dati ufficiali regionali accessibili sul fenomeno. In pratica, pur servendosi di banche dati nazionali, non vengono resi pubblici indicatori granulari (denunce, vittime, autori) per la Sicilia. Questa carenza di dati rende complessa una comparazione puntuale Sicilia–nazione.

In assenza di statistiche ufficiali dettagliate per la Sicilia, questi riferimenti confermano che il quadro regionale segue i trend nazionali: i reati di genere in Sicilia non sembrano avere dinamiche opposte al resto del Paese. In ogni caso, la percentuale molto elevata di vittime femminili (oltre il 75–90% nei vari reati) e l’aumento dei reati in ambito domestico rimangono evidenze costanti anche in questo territorio.

Roberto Greco

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