Ribaltare un’immagine stereotipata come quella di Corleone. Rileggere i fatti di mafia degli anni ’90, quella stagione decisiva della storia siciliana, invita a riflettere su come quel passato continui a plasmare il presente. E’ questo il tema del docufilm “Corleone, l’immagine ribaltata”, proiettato nell’Aula Borsellino del Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (DEMS) di Palermo, scritto da Nuccio Vara con regia di Giuseppe Gigliorosso. Un tuffo negli anni 90 per porci domande nuove sull’attualità. A guidare la riflessione è stato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, affiancato dal giornalista Roberto Puglisi, dal professor Costantino Visconti del DEMS e dagli autori Vara e Gigliorosso. Le loro voci hanno offerto prospettive complementari sul rapporto tra memoria, impegno civile e narrazione pubblica. “Oggi si rileggono gli anni di mafia con altri occhi – ha dichiarato Don Luigi Ciotti -. Mi ricordo quel 1999 ma la premessa fu qualche anno prima. I grandi protagonisti di quella giornata che Libera aveva voluto fare con la presenza del Capo dello Stato, i veri grandi protagonisti sono stati i ragazzi perché quando raccoglievano le firme per una legge per la confisca e l’uso sociale dei beni non fu possibile tempo prima raccoglierle perché c’era un area pesante su Corleone e furono proprio quei ragazzi a insistere nonostante le difficoltà rendendosi protagonisti di questo cambiamento”. La proiezione si inserisce in un incontro più ampio: i relatori hanno aiutato a ricordare e a far riflettere gli studenti presenti di due classi del Liceo Classico Internazionale Statele “Giovanni Meli” intervenute in un giorno speciale, nel quarantennale dell’incidente del 25 novembre 1985, quando nella centralissima via Libertà, all’incrocio con piazza Croci, un’Alfetta dei Carabinieri di scorta ai giudici Paolo Borsellino e Leonardo Guarnotta, travolse una folla di studenti e studentesse del Liceo Classico Internazionale Statele “Giovanni Meli” che si trovava sotto la pensilina, in attesa dell’autobus che li avrebbe riportati a casa. L’incidente causò numerosi feriti e due morti: Biagio Siciliano, di anni 14, frequentante la IV D, che morirà sul colpo e Maria Giuditta Milella, di 17, frequentante la III B, che perderà la vita il 2 dicembre dell’85. L’incontro è stato arricchito dagli interventi istituzionali del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, degli ex sindaci Diego Cammarata e Leoluca Orlando (collegato da remoto), e dal rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri, che hanno portato il loro contributo sul tema della memoria civile e sulle responsabilità delle istituzioni nella costruzione di una cultura democratica.
Fabio Gigante