Rottamazione del bollo auto in Sicilia: cosa cambia per chi ha arretrati fino al 2025

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E’ scaduto lo scorso 31 luglio il termine assegnato agi enti territoriali per aderire alla possibilità di concedere ai propri contribuenti l’opportunità già prevista dalla legge di bilancio 2026 per la definizione agevolata di alcune tipologie di crediti erariali iscritti a ruolo (ossia affidati all’agente della riscossione) nel periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Come è noto, originariamente agli enti locali era concesso solo di deliberare una definizione agevolata, diversa dalla “rottamazione quinquies”, prevista dalla  legge 199/25, ai commi da  102 a 110 dell’articolo 1, definizione per la quale, al contrario della “rottamazione”,  la legge non ha previsto nessun termine e nessuna scadenza, lasciando sostanzialmente liberi i Comuni di concedere ai propri contribuenti una definizione con regole da stabilire, da ogni singolo Ente,  con apposito regolamento.

Ma con l’inserimento del comma 10 quinquies al decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 in sede di conversione in legge,  la  “rottamazione quinquies “, ossia la misura definitoria prevista per alcuni crediti erariali dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, commi da 82 a 101, legge n. 199 del 30 dicembre 2025), è stata estesa ai crediti degli enti locali, di qualsiasi natura,   tributari e non (con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti)    affidati, all’Agenzia delle Entrate-Riscossione,  dalle regioni e dagli enti locali dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Quindi, se gli enti hanno deliberato l’applicazione delle nuova norma, anche i soggetti debitori verso gli enti locali possono regolarizzare la propria posizione debitoria pagando soltanto il tributo, senza sanzioni ed interessi. Gli altri no.

Entro il 15 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili nell’area riservata dei contribuenti i carichi definibili, evidentemente quelli di competenza degli enti locali che hanno aderito entro il 31 luglio.

I contribuenti interessati, quindi, potranno presentare l’istanza di adesione alla “rottamazione” nel periodo che va dal 16 ottobre 2026 al 15 dicembre 2026, con il primo pagamento entro il 31 marzo 2027.

Come per la rottamazione “erariale”, anche per quella degli enti locali è possibile la ratizzazione fino  a 54 rate semestrali.

Restano ferme tutte le altre regole previste dalle norme sulla rottamazione (quinquies) per le somme di spettanza erariale, comprese le norme che riguardano le cause di decadenza.

Come già detto, al contrario della “rottamazione quinquies erariale”, quella degli enti locali non è applicabile sempre. Occorre l’apposita delibera entro il 31 luglio 2026.

Non esiste ancora un elenco completo degli enti locali che hanno aderito. I contribuenti interessati, pertanto, per  verificare la possibilità della rottamazione dei debiti verso il proprio ente locale, dovranno accedere al sito istituzionale dell’Ente sul quale, così come previsto dalla legge, dovrà essere pubblicata la delibera consiliare di adesione.

Sembrerebbe (come già detto non c’è un elenco)  che solo 3.000 comuni (dei 7.894 comuni italiani) ed altri enti territoriali,   hanno aderito, rispettando la scadenza del 31 luglio scorso. Sembrerebbe pure che il valore potenziale dei crediti definibili (IMU, TARI, Bollo auto, altri tributi regionali  e sanzioni per violazione del codice della strada) ammonta a circa 10  miliardi di euro.

Tra i comuni che hanno aderito ci sono diverse grandi città, come Roma, Napoli, Bari, Genova e Venezia. Non c’è il comune di Milano e nemmeno quello di Firenze. Hanno aderito, invece, anche Palermo e Catania.

L’Ufficio Tributi del Comune di Palermo, dopo che il Consiglio Comunale ha dato il suo benestare alla rottamazione pubblicandolo nel proprio sito istituzionale,  è già al lavoro per far fronte alle nuove incombenze richieste dall’organizzazione del servizio, un servizio, comunque, la cui gestione è affidata sostanzialmente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Un sistema che potrebbe ridurre il cospicuo ammontare dei crediti comunali di difficile riscossione.

Un “magazzino” di crediti (costituiti principalmente da ICI, IMU, TARSU , TARI e Sanzioni per violazione del codice della strada) che ammonta a quasi sette miliardi di Euro e di cui, escludendo sanzioni ed interessi (“rottamabili”) si potrebbe recuperare fino a 5 miliardi di euro, rendendo ancora più chiara la situazione finanziaria esposta in bilancio.

La Regione Siciliana (l’ARS,  l’Assemblea Regionale Siciliana) ha approvato invece una legge che consente la definizione dei “bolli auto” (tassa di circolazione) non pagata fino al 31 dicembre 2025, adempiendo al versamento, senza sanzioni ed interessi, entro il 31 ottobre 2026. Si attende un apposito decreto dirigenziale attuativo.

Salvatore Forastieri

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