Rottamazione quinquies enti locali: il Comune di Palermo al lavoro per l’organizzazione del servizio

Si tratta di un “magazzino” di crediti (costituiti principalmente da ICI, IMU, TATRSU , TARI e Sanzioni per violazione del codice della strada) di difficile riscossione e che ammonta a quasi sette miliardi di Euro

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L’Ufficio Tributi del Comune di Palermo  è già al lavoro per l’organizzazione del servizio riguardante la nuova rottamazione quinquies (enti locali). Un lavoro  sul quale contano moltissimo il Sindaco Lagalla,  l’Assessore al Bilancio, Brigida Alaimo, ed il Direttore dell’Ufficio, Eugenio Ceglia.

Il Consiglio Comunale, comunque, dovrà prima dare il suo benestare. Ipotesi che appare ormai imminente.

Si spera, infatti, che si possa dare in questo modo una bella “sforbiciata” al “magazzino riscossione” (esistente  presso l’AdER) riguardante il capoluogo siciliano, rendendo ancora più chiara la situazione finanziaria esposta in bilancio.

Un “magazzino” di crediti (costituiti principalmente da ICI, IMU, TATRSU , TARI e Sanzioni per violazione del codice della strada) di difficile riscossione e che ammonta a quasi sette miliardi di Euro e di cui, escludendo sanzioni ed interessi (“rottamabili”) si potrebbe recuperare fino a 5 miliardi di euro.

Come è noto, con la conversione in legge del Decreto legge n. 38/2026, ai comuni è stata concessa la possibilità di approvare, con un’apposita delibera consiliare ,  la stessa forma di “rottamazione”, la “quinquies”,  già prevista per i tributi erariali perché “dichiarati e non versati” (quindi con esclusione delle somme dovute a seguito di accertamenti), ed “affidati” (iscritti a ruolo)  all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) nel periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Con questa norma, quindi, gli Enti locali, ferma restando la possibilità di emanare pure un altro regolamento per disciplinare l’altra forma di adesione, quella prevista dall’articolo 1, commi da 102 a 110, della legge 30 dicembre 2025 n. 199, potranno avvalersi (in maniera discrezionale) della nuova disposizione, concedendo ai propri contribuenti di “rottamare”, alle stesse condizioni previste dalla “rottamazione quinquies” prevista dall’articolo 1, commi da 82 a 101, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, “tutti i debiti tributari e non, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023”.

Come già detto, anche per la rottamazione degli enti locali si applicano le stesse regole (comprese quelle per la ratizzazione del debito) riguardanti la rottamazione dei tributi erariali.

Va segnalato tuttavia che, oltre alla evidenti differenze riguardati la tempistica e e le varie scadenze dei relativi adempimenti, c’è una importantissima differenza che riguarda le somme rottamabili.

Per la rottamazione dei tributi erariali, infatti, deve trattarsi di somme diverse da quelle nascenti da controlli sostanziali.

Per quella in materia di fiscalità locale, invece, non esiste questa preclusione, per cui tutto può entrare nella rottamazione, comprese le somme nascenti da accertamenti, con la sola eccezione, espressamente  prevista dalla legge,  dei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Per agevolare l’attività dei comuni, spesso privi di una adeguata organizzazione per la gestione di un lavoro così impegnativo, l’IFEL ha predisposto uno schema di delibera consiliare/regolamento.

I tempi, comunque , sono abbastanza stretti.

Gli Enti locali, salvo proroghe dell’ultimo momento,  dovranno  pubblicare, entro il prossimo 30 giugno, sul sito istituzionale, la delibera di adesione.

Per il resto ci penserà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione la quale, peraltro senza chiedere alcun compenso (contrariamente a  come invece si pensava),  verificherà e farà conoscere ai debitori  i crediti rottamabili, a partire dal 15 settembre. L’eventuale istanza di adesione dei contribuenti interessati dovrà essere presentata nel periodo che va dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. L’Ader, infine, comunicherà entro il 31 dicembre 2026 l’ammontare delle somme dovute, compreso l’importo delle singole rate prescelte.

Il pagamento dovrà avvenire in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027, oppure in cinquantaquattro rate bimestrali, con l’interesse dl 3%.

Salvatore Forastieri

 

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