Gli over 65 potranno partecipare a progetti di pubblica utilità promossi da enti pubblici, organizzazioni del Terzo settore, associazioni di volontariato, enti religiosi riconosciuti e fondazioni e cooperative sociali
E’ vero che oggi si va in pensione più tardi rispetto al passato, ma è pur vero che, lasciando il proprio posto di lavoro, gli ex dipendenti non lasciano anche il loro bagaglio culturale e di esperienza nel settore nel quale hanno lavorato per tantissimi anni. Non tutti vogliono gettare alle ortiche tutto quello che, nel corso della loro vita, hanno studiato, appreso e donato alla collettività.
Eppure, molte di queste persone, lasciato il proprio posto di lavoro, percepiscono la pensione ma non hanno più alcuno stimolo ad essere, seppure in maniera diversa da quando erano lavoratori dipendenti o autonomi, ancora utili alla collettività, mettendo a frutto, oltre al loro tempo libero, anche l’esperienza maturata in passato e che, purtroppo, spesso viene considerata non più necessaria.
Sono molti questi lavoratori, principalmente dirigenti e professionisti, ma anche imprenditori ed artigiani, che, andando in pensione, vorrebbero continuare a svolgere la loro vecchia attività, ma sono ostacolati da moltissimi motivi, anche di natura fiscale.
Un esempio è il caso della norma che attualmente impedisce l’applicazione del regime fiscale forfettario a coloro i quali, nell’anno precedente, hanno avuto un reddito di pensione superiore a 35.000 Euro. Così, molti soggetti, che non possono applicare le norme semplificate (comunque applicabili fino ad un importo complessivo di ricavi di 85.000 Euro) previste dal regime forfettario, rinunciano a lavorare (anche intraprendendo un’attività d’impresa, artistica o professionale) perché intimoriti dalle tante disposizioni e dai tantissimi adempimenti ai quali, seguendo la normativa ordinaria, si va incontro.
Non dimentichiamo che, secondo l’Istat,l’Italia è uno dei Paesi con la più alta percentuale di anziani al mondo, ed i soggetti di età superiore a 65 anni sono quasi il 24% della popolazione.
Praticamente, quasi un quarto della popolazione del nostro Paese, o per sua volontà, ma spesso anche per motivi di altra natura, sta con le mani in mano.
A soffrirne non è solo la persona che, volendo impegnarsi, non gli viene data la possibilità di rendersi utile. Ma è anche l’intera collettività che, nonostante le enormi carenze di organico, ed anche, spesso, carenze di professionalità e competenza, perde la possibilità di avvalersi di queste importantissime risorse messe da parte perché considerate inesistenti.
Ora, però, qualcosa si muove. È stata presentata, infatti, una proposta di legge (la n. 2734, in data 9 dicembre 2925, d’iniziativa dei deputati De Maria e Battilocchio), bipartisan(PD e Forza Italia) con la quale si propone l’istituzionediun servizio civile per i pensionatidi età superiore a 65 anni.
L’obiettivodella proposta legislativa è quello di“riconoscere e il patrimonio umano, culturale e sociale rappresentato dalla popolazione anziana”, promuovendo “la partecipazione attiva alla vita della comunità e incentivando modelli virtuosi di invecchiamento attivo e solidale”.
Secondo i deputati che hanno presentato la proposta di legge si tratta diun modo per “promuovere l’invecchiamento attivo e mettere a disposizione della comunità delle competenze e delle intelligenze preziose”.
Destinatari dalle nuove disposizioni dovrebbero essere tutte le persone di età pari o superiore a 65 anni, che siano residenti in Italia, siano titolari di pensione, che non abbiano subito condanne di natura penale o interdizione dai pubblici servizi, e che siano in possesso di idoneità psico-fisica compatibile con le attività da svolgere.
È pure previsto un “emolumento per il servizio effettuato” che potrebbe anche essere assoggettato ad IRPEF con il sistema della “tassazione separata”.
Secondo il citato progetto di legge, le persone anziane, dopo avere ricevutouna formazione preliminareed in possesso di unaassicurazione contro gli infortuni,potrannopartecipare a progetti di pubblica utilità promossi da enti pubblici, organizzazioni del Terzo settore, associazioni di volontariato, enti religiosi riconosciuti e fondazioni e cooperative sociali.
Potrebbe trattarsi di attività di natura educativa a sostegno delle scuole, attività di collaborazione negli ospedali , attività di natura ecologica, oppure attività di formazione (trasmissione dell’esperienza) nel più variegati ambiti lavorativi esistenti, formando i giovani e trasmettendo loro le tradizioni e l’esperienza.
Attività che, ad avviso di chi scrive, potrebbero anche avere carattere provvisorio qualora l’utilizzo dei pensionati si renda necessario solo per sopperire a momentanee carenze di organico.
Un progetto che, per la verità, è già un programma dell’Unione Europea (“Senior Volunteers” ) ed è attivo da qualche tempo in altri Paesi Comunitari, come laGermania,laFrancia edi Paesi Bassi.
Non ci resta che attendere gli sviluppi legislativi della proposta di legge. La strada, comunque, sembra avviata, anche in considerazione della condivisione politica della proposta legislativa.
Salvatore Forastieri