Rilancio aree industriali in Sicilia: investimenti, riforme e digitalizzazione per lo sviluppo economico

Da lunedì 2 febbraio sarà operativo un bando da 23 milioni di euro per i ristori alle imprese colpite dal ciclone, estendendo i benefici non solo agli operatori economici ma anche alle associazioni e ai circoli sportivi titolari di concessioni demaniali

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Svolta digitale e fine dell’immobilismo: la Sicilia riaccende i motori dello sviluppo sbloccando terreni fermi da oltre dieci anni e puntando sulla trasparenza di una piattaforma “a portata di click” per attrarre nuovi investitori. È questo il fulcro di “Spazi, imprese, futuro. La piattaforma Irsap per aree industriali più competitive”, l’iniziativa di Irsap Sicilia svoltasi il 30 gennaio a Villa Airoldi (Palermo), con media partner Innovation Island. L’incontro ha delineato una nuova strategia basata sulla velocità d’azione e sulla semplificazione burocratica, con l’obiettivo di trasformare l’isola in un polo produttivo moderno, capace di rispondere con pragmatismo alle sfide del mercato globale.

La Sicilia sblocca la vendita dei terreni dopo dieci anni e punta sulla velocità

La Regione Siciliana ha impresso una svolta decisiva allo sviluppo economico sbloccando la vendita dei terreni nelle aree Asi in liquidazione, i Consorzi per le Aree di sviluppo industriale, un’operazione ferma da oltre dieci anni che l’attuale governo ha finalmente reso operativa. «Siamo stati noi a iniziare a vendere i terreni e a valutare gli immobili secondo i prezzi di mercato; se ne parlava da tempo, ma oggi i fatti dimostrano che stiamo lavorando concretamente», ha dichiarato con fermezza l’assessore alle Attività produttive della Regione siciliana Edi Tamajo, sottolineando come in alcune zone, come quella di Ragusa, il patrimonio sia stato già interamente liquidato. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che vede la Sicilia come una “terra attrattiva dal punto di vista commerciale”, capace di registrare dati di crescita positivi nonostante le spinte verso l’immobilismo. Per potenziare ulteriormente l’appeal del territorio, il governo ha stanziato 100 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc) destinati alla riqualificazione delle aree produttive, con l’obiettivo di incentivare nuove aziende a investire nell’isola. L’attenzione dell’assessorato è rivolta anche alle emergenze contingenti, come i danni causati dal maltempo. L’assessore ha annunciato che da lunedì 2 febbraio sarà operativo un bando da 23 milioni di euro per i ristori alle imprese colpite dal ciclone, estendendo i benefici non solo agli operatori economici ma anche alle associazioni e ai circoli sportivi titolari di concessioni demaniali. Per accelerare l’erogazione dei fondi, è stata scelta una procedura snella basata su perizie asseverate, evitando lunghi passaggi burocratici nazionali. Tamajo ha ribadito che la priorità assoluta è la velocità d’azione: «Se una cosa la possiamo fare oggi facciamola, non aspettiamo; i ritardi creano danni al nostro sistema». La “politica del fare” rivendicata dall’esponente della giunta mira a sostenere chiunque voglia creare occupazione, puntando su un pragmatismo che permetta di essere: «Più veloci e più rapidi nell’erogare il servizio al mondo produttivo».

Il nuovo volto dell’Irsap per attrarre investitori

Le aree industriali siciliane stanno attraversando una fase di profonda trasformazione, cercando di lasciarsi alle spalle un passato segnato da forti criticità infrastrutturali. Secondo Marcello Gualdani, Commissario straordinario dell’Irsap, Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, l’intuizione di investire massicciamente su questi siti ha riacceso l’interesse degli investitori: «Siamo passati da un momento di grande difficoltà dell’industria a una richiesta quasi esagerata». Questo rinnovato dinamismo è supportato da una politica regionale che ha messo in campo circa 100 milioni di euro, portando a casi concreti in cui il valore di mercato delle aree è triplicato rispetto alle stime iniziali. Oltre ai capitali, la scommessa per il futuro riguarda la digitalizzazione e la semplificazione burocratica attraverso una nuova piattaforma informatica. Gualdani sottolinea come la trasparenza sia l’obiettivo principale per avvicinare la pubblica amministrazione alle imprese: «Un imprenditore con un click potrà vedere le aree occupate o quelle libere, con tutte le informazioni a corredo». Questo sistema permetterà non solo di monitorare i protocolli in tempo reale, ma anche di rendere pubblico lo stato dei cantieri tramite foto e video, affinché ogni cittadino possa verificare come vengono spesi i fondi. Il Commissario ribadisce che il rilancio industriale, specialmente nelle zone limitrofe alle autostrade, è essenziale per il benessere della regione: «L’industria e le attività artigianali sono un punto importante per l’economia che crea sviluppo e benessere alle famiglie».

La strategia per una crescita sostenibile

Il rilancio delle aree industriali siciliane si inserisce oggi in una visione strategica che privilegia il recupero dell’esistente rispetto alla nuova cementificazione, in linea con le direttive europee. Dario Cartabellotta, dirigente generale del dipartimento delle Attività produttive della Regione siciliana, evidenzia come la priorità sia la ristrutturazione degli immobili già presenti: «Tra fare un capannone nuovo e ristrutturarne uno, meglio la seconda soluzione», spiega il dirigente, sottolineando che i nuovi bandi prevedono voci specifiche per la riqualificazione. Questa pianificazione fa parte di un pacchetto di incentivi da quasi 2 miliardi di euro che punta a generare investimenti complessivi per circa 4 miliardi, grazie al cofinanziamento al 50 per cento delle imprese. Cartabellotta evidenzia che «la Regione siciliana è passata negli ultimi anni da un disavanzo di 7 miliardi a un avanzo di 2 miliardi grazie soprattutto agli investimenti delle imprese». In questo scenario, l’azione del governo regionale mira a superare la mera logica burocratica per assumere un ruolo più incisivo; come ribadito dal dirigente, infatti: «L’assessorato prima di tutto è indirizzo strategico verso le aree industriali e artigianali». L’obiettivo finale resta quello di coniugare l’interesse pubblico con le necessità del mondo produttivo, mettendo a disposizione circa 100 milioni di euro per interventi infrastrutturali nelle aree industriali di Catania e del resto dell’isola e 50 per le aree artigianali.

La nuova legge regionale e l’immissione di patrimonio per le imprese

Il rilancio delle aree industriali siciliane segna un punto di svolta decisivo grazie al superamento dello stallo burocratico che ha caratterizzato i Consorzi Asi in liquidazione per oltre un decennio. Michele Cimino, Commissario dei Consorzi Asi, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto in sinergia con il governo regionale e le commissioni competenti, affermando: «Finalmente stiamo sciogliendo questo nodo». Il riferimento è alla nuova legge regionale n. 20 del 2025, che corregge le criticità della normativa del 2012; quest’ultima, paradossalmente, includeva tra i beni da vendere per ripianare i debiti persino infrastrutture essenziali come fognature e depuratori. Cimino ha spiegato che la nuova norma stabilisce “dei principi e dei punti fissi”, introducendo una prelazione per i Comuni su beni di interesse pubblico – come la banchina del porto di Trapani o il campo sportivo di Termini Imerese – e offrendo alle aziende la possibilità di riscattare immobili o espandersi in lotti limitrofi. Con il censimento dei beni ultimato e i bilanci di Agrigento, Palermo e Gela in fase di invio agli organi di controllo, l’obiettivo è avviare i nuovi bandi entro il mese di febbraio, seguendo il modello già sperimentato a Ragusa. «Valutando il patrimonio posso dirvi che si tratta di circa 100 milioni di euro di patrimonio da poter immettere per le imprese», ha concluso il Commissario, sottolineando come l’apertura del sistema permetterà finalmente di superare il problema dei prezzi eccessivamente alti causati dal lungo blocco gestionale.

La richiesta di velocità e di un interlocutore unico

Il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo ha sottolineato l’importanza della sinergia avviata tra le imprese e il governo regionale, pur ammettendo che: «Molto è stato fatto ancora tanto si deve fare». Rizzolo non ha nascosto le difficoltà iniziali, descrivendo una situazione di partenza che “pessima”, ma ha dato atto all’attuale amministrazione e all’assessore Tamajo di aver garantito l’arrivo di finanziamenti cruciali per il rilancio. Tra i temi più caldi affrontati vi è la scarsità di spazi disponibili e il lavoro di squadra per assegnare aree libere o non più utilizzate, un processo che attende ora lo sblocco definitivo dei bandi. Il presidente ha poi richiamato l’attenzione sulla velocità di esecuzione, esortando le istituzioni: «Mettiamo a terra nel più tempo possibile i finanziamenti». Un punto cardine per il futuro resta la semplificazione burocratica; Rizzolo ha infatti ribadito con forza la necessità di superare l’attuale frammentazione delle competenze, sostenendo che: «Le imprese devono rivolgersi all’Irsap come interlocutore unico per evitare di doversi interfacciare con una pluralità di soggetti per i servizi essenziali».

Mario Catalano

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