Il lago di Pergusa e l’eco del mito: la Sicilia riscopre il ratto di Proserpina

Per comprendere il legame viscerale tra Enna e questa leggenda, occorre sfogliare le pagine di Ovidio e Claudiano

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sicilia Lago Pergusa
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Esiste un luogo in Sicilia dove la terra conserva una ferita mitologica mai del tutto rimarginata. È uno specchio d’acqua salmastra, incastonato nel cuore dell’altopiano ennese, a quasi Settecento metri d’altezza: il Lago di Pergusa. Qui, la fine di giugno, e in particolare proprio il 27 giugno, non segna soltanto l’inizio dell’estate astronomica, ma l’apertura di un canale temporale che collega il presente a un passato millenario. È il momento in cui la cultura popolare e il turismo dell’Isola si fondono per celebrare e rievocare il Mito del Ratto di Proserpina, l’evento che la tradizione classica colloca proprio su queste sponde.

La culla del mito: il rapimento che cambiò le stagioni

Per comprendere il legame viscerale tra Enna e questa leggenda, occorre sfogliare le pagine di Ovidio e Claudiano. La narrazione ci porta in un tempo sospeso, in cui la giovane Proserpina (la greca Persefone), figlia di Cerere (Demetra), dea delle messi, coglieva fiori sulle rive del lago insieme alle ninfe.

«…un lago c’è, dall’acque profonde, non lungi dalle mura di Enna, si chiama Pergusa… Lì Proserpina giocava e viole o bianchi gigli colglieva… quando Plutone la vide, se ne invaghì e la rapì.» scrisse Ovidio nelle Metamorfosi

Il dio degli Inferi, Plutone, squarciò la terra e la trascinò nel suo regno sotterraneo. Il dolore di Cerere fu così devastante da spingerla a colpire la Terra con una carestia senza precedenti, rendendola sterile. Fu solo l’intervento di Giove a ristabilire l’equilibrio, sancendo il celebre compromesso: Proserpina avrebbe trascorso sei mesi negli Inferi con lo sposo e sei mesi sulla Terra con la madre.

Nacque così, secondo gli antichi, l’alternanza delle stagioni. E la fine di giugno, con il solstizio d’estate e la mietitura del grano, rappresenta storicamente il culmine di questa transizione: la Terra è al massimo della sua fertilità, ma il ritorno di Proserpina nel sottosuolo si fa via via più vicino.

Il 27 giugno: tra rito pagano e devozione popolare

La scelta della fine di giugno, e in particolare del 27 giugno, come fulcro delle celebrazioni non è casuale. Nella cultura contadina dell’entroterra siciliano, questo periodo coincide con la fine della raccolta del grano, l’oro della Sicilia. Storicamente, i riti pagani legati a Cerere e Proserpina non sono mai scomparsi, ma si sono fusi e mimetizzati all’interno delle feste cristiane, in particolare nel culto della Madonna della Visitazione, patrona di Enna, i cui festeggiamenti entrano nel vivo proprio a fine giugno per culminare il 2 luglio.

Il simulacro della Vergine, che i contadini invocavano per un buon raccolto, ha ereditato i vecchi attributi di Cerere. Ma è nelle rievocazioni storiche e teatrali che il mito del Ratto ritrova la sua purezza originaria. Negli ultimi anni, associazioni culturali, istituzioni locali e compagnie teatrali hanno trasformato le sponde del lago e il centro storico di Enna in un palcoscenico a cielo aperto. E lo fanno attraverso le rievocazioni storiche, con cortei in abiti d’epoca classica che sfilano lungo le rive; con il teatro di figura e di narrazione, creando performance che uniscono il dramma della perdita (la disperazione di Cerere) alla spettacolarità del rapimento, spesso arricchite da giochi di luce sulle acque del lago e infine con i canti della mietitura, performance musicali che recuperano gli antichi lamenti e canti di lavoro dei contadini ennesi, colonna sonora ideale del passaggio stagionale.

Il valore geopolitico e turistico di Pergusa

Oggi, il Lago di Pergusa non è solo un custode di memorie letterarie, ma una risorsa strategica per il turismo culturale e naturalistico della Sicilia centrale, un’area che cerca costantemente un riscatto rispetto alle più blasonate mete balneari.

Il lago è una Riserva Naturale Speciale, nonché l’unico bacino naturale rimasto nell’isola, tappa fondamentale per le rotte migratorie degli uccelli tra l’Africa e l’Europa. Il binomio “Mito e Natura” rappresenta il vero volano di attrazione turistica per la fine di giugno. I viaggiatori che arrivano a Enna in questo periodo non cercano il turismo di massa, ma un’esperienza immersiva.

Le sfide del presente: tra siccità e rilancio

Ma non possiamo esimerci dal raccontare anche le ombre che gravano su questo paradiso mitologico. Negli ultimi anni, il Lago di Pergusa ha sofferto drammaticamente a causa dei cambiamenti climatici e di una persistente siccità che ne ha ridotto drasticamente lo specchio d’acqua.

Proprio per questo, le celebrazioni di fine giugno hanno assunto un significato nuovo e ancora più profondo. Non sono più soltanto una celebrazione nostalgica del passato o un’attrazione per i visitatori, ma un grido d’allarme ecologico. Il dramma della terra sterile descritto nel mito di Cerere rischia di diventare una profezia della realtà contemporanea.

Le istituzioni e i comitati locali stanno legando a doppio filo le rievocazioni del Ratto di Proserpina a convegni sulla sostenibilità ambientale e sulla tutela del patrimonio idrico. “Salvare Pergusa significa salvare il nostro mito fondativo”, ripetono gli attivisti del territorio.

Un mito vivo che guarda al futuro

In definitiva, la fine di giugno a Pergusa dimostra che i miti non sono storie morte confinate nei libri di scuola, ma organismi viventi che continuano a plasmare l’identità di un popolo. Il Ratto di Proserpina è la metafora perfetta della resilienza siciliana: la capacità di attraversare l’inverno del declino economico e ambientale per rinascere, ogni anno, sotto il sole di una nuova estate.

Per il turista che visita Enna in questi giorni, l’esperienza va ben oltre la fotografia da cartolina. È l’opportunità di sedersi sulle sponde di un lago antico, ascoltare il fruscio delle canne al vento e, per un attimo, credere di poter ancora scorgere il carro di Plutone che svanisce all’orizzonte, lasciando dietro di sé il profumo intenso dei gigli selvatici e l’inizio di una nuova stagione.

Roberto Greco